La BCC taglia 550 posti di lavoro per risparmiare 500 milioni di sterline in 3 anni

P. F.

18 Giugno 2026 - 09:46

La BBC taglia 550 posti di lavoro: è la prima fase di un piano da 500 milioni di sterline in tre anni, con diversi programmi chiusi e fino a 2.000 esuberi complessivi.

La BCC taglia 550 posti di lavoro per risparmiare 500 milioni di sterline in 3 anni

Circa 550 persone impiegate nelle divisioni news e contenuti televisivi e radiofonici della BBC si troveranno senza lavoro. È quanto ha annunciato l’emittente britannica, che ha avviato il piano di tagli più ampio degli ultimi quindici anni con l’obiettivo di risparmiare 500 milioni di sterline in due anni .Il direttore generale Matt Brittin, in carica da maggio 2026, ha spiegato al personale che i tagli porteranno a risparmi per 160 milioni di sterline, una parte dell’obiettivo complessivo.

Altri interventi arriveranno invece nei prossimi mesi: è prevista una riduzione di almeno il 10% dei dirigenti e la chiusura di circa 700 ruoli amministrativi. In totale il piano di risparmi riguarderà un numero di posti compreso tra 1.800 e 2.000.

La BBC taglia 550 posti di lavoro per risparmiare 500 milioni di sterline

Nella sola divisione news sono previsti 200 esuberi, per un risparmio di circa 25 milioni di sterline. Tra le misure più delicate c’è la revisione dei ruoli dei conduttori principali, annunciata da Jonathan Munro, amministratore delegato ad interim di BBC News and Current Affairs. Saranno riviste anche le posizioni dei redattori in onda ed è stata proposta la chiusura dei ruoli dedicati ai social network.

Munro ha detto che i conduttori principali hanno un legame particolare con il pubblico, ma che i risparmi da realizzare rendono necessaria una verifica: “i nostri presentatori hanno un rapporto unico con il pubblico; viste però le economie che dobbiamo realizzare in tutta la BBC News, stiamo conducendo una revisione dei ruoli dei conduttori principali”. L’obiettivo è dunque avere il giusto numero di presentatori, impiegati nel modo più flessibile possibile.

I programmi che chiudono o cambiano palinsesto

Diversi programmi di Radio 4 chiuderanno entro l’anno: “The World Tonight”, in onda da 56 anni, insieme a “Midnight News”, “Money Box Live”, “AntiSocial”, “The Law Show” e “Crossing Continents”. Sul World Service si fermeranno “The Inquiry”, “The Conversation” e “The Fifth Floor”.

Da aprile, al posto di “The World Tonight”, gli ascoltatori serali di Radio 4 troveranno invece alle 22 un notiziario nazionale seguito dalla trasmissione in contemporanea del programma Newshour del World Service, in una nuova fascia oraria. Munro ha definito questa chiusura come una decisione molto difficile da prendere, resasi tuttavia necessaria per ragioni di efficienza: “è un’offerta giornalistica molto valida, ma realizziamo un altro programma, Newshour, nella stessa redazione, e così possiamo fare un solo programma per due tipi di pubblico, il che è chiaramente più efficiente”.

I cambiamenti di palinsesto riguardano anche i principali programmi di informazione della rete britannica. Il programma “Today” di Radio 4 passerà da settembre da cinque a quattro conduttori fissi e avrà un solo conduttore il sabato, in coincidenza con l’uscita di Amol Rajan. Sempre da settembre “BBC Breakfast” non andrà più in onda la domenica mattina su BBC One e sarà sostituito dal News Channel. Le redazioni di “Sunday With Laura Kuenssberg” e di “Newsnight” verranno unite, mentre l’edizione del venerdì di “Newsnight” passerà in prima serata, alle 19, su BBC Two. Su 5 Live il “Weekend Breakfast” verrà ridotto da tre a due ore. Parte della produzione televisiva del fine settimana potrebbe essere condivisa tra il News Channel e i notiziari di BBC One.

Brittin si è soffermato sulla difficoltà delle scelte prese: “l’entità dei risparmi impone decisioni difficili e un lavoro attento, e non sarà tutto pronto in una volta sola”. Il piano prevede anche un taglio di circa 80 milioni di sterline nella spesa per i programmi nell’esercizio 2027-28. Le reti televisive e radiofoniche saranno riviste con lo spostamento del pubblico verso il digitale, per ridurre le sovrapposizioni e rendere più rapide le decisioni.

Il charter e le reazioni dei sindacati

Le critiche ai vertici di BBC riguardano soprattutto la scelta dei tempi. I tagli arrivano mentre è in corso il rinnovo del charter, il documento del governo che stabilisce compiti e finalità dell’emittente e che nella versione attuale scade nel 2027. Philippa Childs, a capo del sindacato dei media e dello spettacolo Bectu, ha giudicato “negativa” questa coincidenza e ha avvertito che i tagli incidono sulla capacità della BBC di svolgere il proprio servizio pubblico.

Childs ha legato la questione al contesto dell’informazione: “in un’epoca di notizie false e con un’industria sempre più concentrata nelle mani di poche multinazionali, il Regno Unito ha bisogno più che mai di una BBC solida, ambiziosa e finanziata in modo sostenibile”. Il rinnovo del charter, ha aggiunto, deve garantire un finanziamento sicuro e di lungo periodo. Il sindacato è in trattativa con l’azienda per ridurre il più possibile l’impatto dei tagli.

Anche il National Union of Journalists (NUJ) ha criticato il piano. L’organizzatore nazionale per il settore radiotelevisivo, John Sailing, ha detto che i tagli avranno effetti pesanti sul pubblico e ha ricordato che “i nostri iscritti sono già chiamati a fare di più con meno e rischiano seriamente l’esaurimento”. Cathy Sweet, responsabile cinema e televisione del sindacato Equity, ha definito i tagli “devastanti” e ha avvertito che l’emittente rischia di non riuscire più a svolgere la propria missione di servizio pubblico.

L’attuale direttore generale, ex dirigente di Google, è in carica dal mese scorso e ha preso il posto di Tim Davie. Quest’ultimo si era dimesso nel novembre 2025, in un periodo segnato dalle polemiche e da una causa legale sul montaggio di un documentario della BBC su Donald Trump.

Brittin sta seguendo il piano dei tagli pur trovandosi attualmente in una vacanza programmata prima della nomina e ha in programma una riunione con tutto il personale per rispondere alle domande dei dipendenti una volta rientrato in ufficio.

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