La BBC ha annunciato il taglio di circa 550 posti di lavoro entro marzo 2027 come prima fase operativa di un più ampio piano di ristrutturazione aziendale.
La BBC, nota azienda pubblica di informazione e intrattenimento del Regno Unito. ha annunciato un piano di licenziamenti di massa che vedrà ridotto all’osso il numero di dipendenti dell’azienda. Come già anticipato lo scorso aprile, i licenziamenti riguarderanno inizialmente 550 dei suoi 21.500 dipendenti che lavorano nelle divisioni radio, tv e news. La manovra, guidata dal nuovo direttore generale ed ex manager di Google, Matt Brittin, punta a ridurre l’organico totale del 10%, eliminando tra i 1.800 e i 2.000 contratti entro l’anno finanziario 2027/28.
Grazie ai licenziamenti in corso, la BBC riuscirà a risparmiare 500 milioni di sterline (ovvero circa 575 milioni di euro) nei prossimi due anni da impiegare per l’estensione online, ad oggi più redditizia rispetto agli altri canali informativi.
Vediamo quali sono i lavoratori a rischio, i programmi che chiuderanno e le ragioni di questo piano di licenziamenti di massa che si configura come il più grande e significativo degli ultimi 15 anni.
BBC, al via nuovi licenziamenti: a rischio 2.000 dipendenti
Con una e-mail inviata ai dipendenti, la BBC ha confermato una nuova ondata di licenziamenti (già annunciati ad aprile, ma senza troppi dettagli) che colpiranno inizialmente i lavoratori delle divisioni di radio, tv e news. Sono previsti 550 licenziamenti in tutto il Regno Unito entro marzo 2027.
Come confermano anche altri quotidiani locali, la nota azienda britannica si trova stretta in una morsa finanziaria: da un lato, il congelamento e il calo reale degli introiti legati al canone televisivo (licence fee) gravano sul bilancio aziendale; dall’altro lato, le abitudini del pubblico più giovane si sono ormai spostate definitivamente verso le piattaforme di streaming e l’online, provocando un cambio di direzione nel giornalismo tradizionale.
Il nuovo Direttore Generale Matt Brittin ha spiegato ai dipendenti che la ristrutturazione «richiede scelte difficili» e che l’azienda rivedrà l’intero portfolio di canali televisivi e stazioni radio tradizionali proprio per spostare gli investimenti sul digitale e sull’automazione.
I sindacati dei media britannici hanno aspramente criticato la decisione, parlando di un «giorno nero» che rischia di compromettere la qualità del giornalismo e aumentare gli errori in diretta a causa della carenza di personale esperto.
Tagli anche nelle redazioni giornalistiche locali
I licenziamenti non risparmieranno nemmeno le redazioni locali e le nazioni costitutive del Regno Unito, penalizzando l’informazione di prossimità:
- in Scozia sono previsti tagli per oltre 10 milioni di sterline e 60 licenziamenti;
- in Galles si prevedono una riduzione del budget di 9 milioni di sterline e 50 posti persi;
- l’Irlanda del Nord registrerà risparmi strutturali per 4 milioni di sterline e fino a 50 esuberi;
- le divisioni delle radio e TV locali inglesi perderanno circa 90 dipendenti complessivamente.
Come riportato dai retroscena del quotidiano The Telegraph, per compensare la riduzione dei tecnici e delle troupe televisive, ai giornalisti della BBC verrà chiesto sempre più spesso di registrare i propri servizi video direttamente con i telefoni cellulari anziché affidarsi a operatori professionisti. È prevista inoltre una forte riduzione dei volti noti («chief presenters») presenti sullo schermo.
Quali programmi storici chiudono?
La riduzione del budget colpirà direttamente i palinsesti televisivi e radiofonici, portando alla chiusura o al ridimensionamento di trasmissioni storiche per il servizio pubblico britannico.
Su Radio 4 chiude il celebre programma di approfondimento serale The World Tonight dopo oltre 50 anni di trasmissioni. Cancellati anche Midnight News, Money Box Live, AntiSocial, The Law Show e Crossing Continents.
Da settembre verrà cancellata la versione della domenica mattina di BBC Breakfast, sostituita da una trasmissione in simulcast del canale all-news. E ancora: entro fine anno chiudono i battenti anche i programmi geopolitici e culturali The Inquiry, The Conversation e The Fifth Floor.
I team di produzione di programmi di punta come Sunday With Laura Kuenssberg e Newsnight verranno fusi per risparmiare risorse. Infine, il prestigioso programma radiofonico informativo Today ridurrà i suoi conduttori fissi da cinque a quattro, passando a un presentatore singolo il sabato.