La bancarotta di questa azienda potrebbe mettere in crisi un tessuto che tutti indossiamo (senza saperlo)

Giorgia Paccione

25 Marzo 2026 - 11:20

La storica società che produce Lycra ha avviato procedura di Chapter 11. Il fallimento non è immediato, ma la ristrutturazione mette a rischio la filiera della rivoluzionaria fibra elastica.

La bancarotta di questa azienda potrebbe mettere in crisi un tessuto che tutti indossiamo (senza saperlo)

La fibra elastica che ha cambiato il modo di vestire milioni di persone nel mondo si trova ora al centro di una delicata ristrutturazione finanziaria.

The Lycra Company, azienda simbolo dello spandex utilizzato in calze, leggings e abbigliamento tecnico, ha infatti presentato istanza di bancarotta negli Stati Uniti ricorrendo alla procedura prevista dal Chapter 11. La richiesta è stata depositata presso un tribunale del Texas con l’obiettivo di avviare un piano di riorganizzazione che riduca drasticamente il debito e consenta all’azienda di continuare a operare.

La mossa non equivale a una chiusura delle attività. Al contrario, il meccanismo del Chapter 11 permette alla società di proseguire la produzione mentre rinegozia la propria struttura finanziaria. Il piano concordato con i creditori prevede l’eliminazione di circa 1,2 miliardi di dollari di debiti e un nuovo finanziamento da oltre 75 milioni di dollari per sostenere le operazioni durante la ristrutturazione. In cambio, il controllo della società passerà agli stessi creditori.

Secondo quanto comunicato dall’azienda, clienti, fornitori e i circa 2.000 dipendenti non dovrebbero subire conseguenze dirette nel breve periodo.

Lycra, il tessuto “invisibile” che ha rivoluzionato la moda

Per capire perché la notizia abbia attirato l’attenzione dell’intero settore tessile bisogna ricordare cosa rappresenta la Lycra. La fibra nasce nel 1958 nei laboratori della DuPont, quando un gruppo di ricercatori sviluppò lo spandex, un materiale sintetico capace di allungarsi e tornare alla forma originaria senza deformarsi.

Da allora questo filato è diventato una componente quasi invisibile ma fondamentale del guardaroba moderno. Calze, collant, costumi da bagno, leggings, abbigliamento sportivo e perfino molti capi quotidiani contengono una percentuale di spandex per garantire elasticità e comfort. La resistenza e la capacità di adattarsi al corpo derivano dalla particolare composizione chimica della fibra e dal processo di filatura a secco utilizzato nella produzione.

Proprio per queste caratteristiche la Lycra è diventata negli anni una sorta di standard industriale: non solo un marchio commerciale, ma un riferimento tecnologico per l’intero comparto dell’abbigliamento elastico.

I motivi della crisi: debiti e mercato più difficile

Le difficoltà della società non sono nate all’improvviso. Negli ultimi anni il gruppo ha dovuto affrontare una combinazione di fattori che hanno messo sotto pressione molte aziende manifatturiere globali.

La pandemia ha interrotto le catene di approvvigionamento e frenato la domanda in diversi segmenti dell’abbigliamento. Successivamente l’inflazione e l’aumento dei costi industriali hanno eroso i margini, mentre la concorrenza di produttori a basso costo ha intensificato la pressione sui prezzi.

A pesare più di tutto, però, è stata la struttura finanziaria dell’azienda. Il debito accumulato negli anni, anche dopo il passaggio di proprietà legato al gruppo cinese Ruyi Textile and Fashion International, ha reso necessaria una ristrutturazione profonda. Non a caso i creditori avevano già assunto il controllo della società nel 2022 dopo alcune inadempienze finanziarie.

Cosa cambia per la filiera di intimo, moda e sportswear

Nel breve periodo non sono previste interruzioni nella produzione della fibra. Tuttavia l’ingresso in Chapter 11 di un attore così centrale non passa inosservato lungo la filiera tessile. Molti produttori di tessuti tecnici e brand di abbigliamento utilizzano lo spandex come componente fondamentale dei propri capi e l’evoluzione della ristrutturazione sarà osservata con attenzione.

Il rischio immediato non riguarda tanto la disponibilità del materiale quanto eventuali cambiamenti nei rapporti commerciali, nei prezzi o nelle strategie industriali future. Se la riorganizzazione dovesse modificare gli equilibri del mercato, potrebbero aprirsi spazi per nuovi concorrenti e per tecnologie alternative.

Per ora la Lycra non scompare dagli armadi dei consumatori. Ma la crisi finanziaria della società che l’ha resa famosa dimostra quanto anche le innovazioni più radicate possano diventare vulnerabili quando cambiano le condizioni economiche globali.

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