L’Unione Europea aveva promesso di acquistare petrolio e gas statunitense per un valore di 750 miliardi di dollari in 3 anni ma negli ultimi 4 mesi ha ridotto la spesa.
Lo scorso mese di luglio l’Unione Europea ha annunciato un importante accordo commerciale con gli Stati Uniti che prevedeva l’impegno europeo all’acquisto di gas e petrolio statunitense per un valore di 750 miliardi di dollari nei prossimi tre anni. Un accordo resosi necessario per compensare lo stop alle importazioni di gas dalla Russia dopo l’embargo avviato a seguito dell’invasione dell’Ucraina. Un’intesa triennale criticata da chi accusava l’Unione Europea di non rispettare i patti di decarbonizzazione. «Questo accordo non contraddice in alcun modo i nostri obiettivi di decarbonizzazione a medio e lungo termine», furono le parole di Anna-Kaisa Itkonen, portavoce della Commissione.
Oggi però i termini di quell’accordo, a quanto pare, l’Europa non li sta rispettando. Negli ultimi mesi infatti l’Ue ha ridotto la spesa per gas e petrolio americano. Nonostante l’impegno ad acquistare materie prime energetiche per 750 miliardi, negli ultimi quattro mesi gli Stati membri hanno speso il 7% in meno per petrolio e gas negli Stati Uniti.
Perché l’Europa spende meno per gas e petrolio dagli USA
Come mai? Il calo non è dovuto a una minore fornitura, ma a un drastico ribasso dei prezzi. Anzi, in termini di volume il blocco europeo ha addirittura aumentato la domanda di gas naturale liquefatto dopo l’accordo, portandola a una spesa di 74 miliardi di dollari nel 2025. Numeri però lontanissimi dall’obiettivo di 250 miliardi di dollari all’anno fissato per il triennio 2026-2028.
Secondo diversi esperti del settore si tratta di un accordo semplicemente irrealistico, perché anche se l’Unione Europea sostituisse completamente il gas russo con GNL americano, non raggiungerebbe nemmeno un quarto della quantità richiesta. Perché ciò accada, il costo del gas dovrebbe quadruplicare e tornare ai livelli del 2022, poco dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Uno scenario che stona fortemente con le previsioni di mercato, che anche per il 2026 indicano tendenze al ribasso.
In molti, dunque, ritengono che questo accordo commerciale sia stato stipulato soprattutto per prendere tempo, riducendo i dazi americani e aspettando il 2029, quando negli Stati Uniti si tornerà a votare per la Casa Bianca e Donald Trump dirà addio.
«Fino ad allora, l’Ue è desiderosa di ingraziarsi il presidente americano, al fine di mantenere le distanze dalla Russia. Prevede di aumentare le importazioni nel 2026 e questa tendenza continuerà in futuro, con almeno nove nuovi contratti a lungo termine per il GNL americano firmati quest’anno da acquirenti europei», ha fatto sapere un portavoce Ue.
Le previsioni sul gas per il 2026
Le previsioni per il prezzo del gas nel 2026 indicano una tendenza generale al ribasso con stime che parlano di prezzi medi trimestrali compresi tra 31 e 38 €/smc. Questo porterà a un significativo calo delle bollette, rappresentando quindi una buona notizia per le famiglie. Secondo la stima previsionale condotta da facile.it, facendo riferimento ai consumi di una famiglia tipo da 2.700 kWh per l’elettricità e 1.400 smc per il gas, nel 2026 la spesa complessiva dovrebbe fermarsi a 2.236 euro rispetto ai 2.450 euro del 2025: -9%, con un risparmio in valori assoluti di oltre 200 euro.
Più nel dettaglio, il Pun, ossia l’indicatore del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica, è atteso in calo del 4%, mentre il Psv, punto di riferimento per il prezzo del gas naturale all’ingrosso, addirittura del 28%. Queste previsioni confermano come l’obiettivo dell’accordo commerciale Ue-USA sul gas appaia, nei fatti, difficilmente realizzabile.
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