L’UE ha chiesto a Google di condividere i dati di ricerca con i suoi competitor

Giorgia Paccione

16 Aprile 2026 - 18:00

Bruxelles spinge per una maggiore apertura dei dati di Google con l’obiettivo di rafforzare la concorrenza nel mercato della ricerca online. Il colosso tech contesta i rischi per la privacy.

L’UE ha chiesto a Google di condividere i dati di ricerca con i suoi competitor

La Commissione Europea ha messo nel mirino Google, controllata di Alphabet, chiedendo al gruppo di condividere una parte rilevante dei propri dati di ricerca con motori concorrenti.

La misura rientra nell’applicazione del Digital Markets Act (DMA), il regolamento europeo pensato per limitare il potere delle Big Tech e favorire una competizione più equilibrata nel mercato digitale.

Bruxelles ha avviato una consultazione pubblica sulle modalità operative della proposta, che resterà aperta fino al 1° maggio. La decisione finale è attesa entro il 27 luglio.

Cosa prevede la proposta dell’UE

Nel dettaglio, la proposta dell’UE prevede che Google renda disponibili a terze parti diversi tipi di dati legati alle ricerche online, tra cui informazioni su ranking, query, clic e visualizzazioni. L’accesso dovrebbe avvenire secondo condizioni “eque, ragionevoli e non discriminatorie”, così da permettere ai concorrenti di migliorare i propri servizi e competere più efficacemente con Google Search.

Non si tratta solo dei motori di ricerca tradizionali: le misure potrebbero estendersi anche ai chatbot basati su intelligenza artificiale dotati di funzionalità di ricerca. L’obiettivo dichiarato da Bruxelles è consentire ai cosiddetti “beneficiari dei dati” di sviluppare soluzioni più avanzate e ridurre il divario competitivo con il leader di mercato.

Le linee guida in discussione riguardano anche aspetti delicati come la frequenza di condivisione dei dati, le modalità tecniche di accesso, i criteri per stabilire eventuali costi e soprattutto le misure di anonimizzazione per tutelare le informazioni personali degli utenti. Il procedimento è stato avviato a gennaio proprio per verificare il rispetto degli obblighi di interoperabilità previsti dal DMA.

La reazione di Google e i timori sulla privacy

La risposta di Google non si è fatta attendere ed è stata tutt’altro che conciliatoria. L’azienda ha espresso una netta opposizione alla proposta, giudicandola eccessiva rispetto al mandato del regolamento europeo e potenzialmente pericolosa per la sicurezza degli utenti.

Centinaia di milioni di europei affidano a Google le loro ricerche più sensibili... e la proposta della Commissione ci costringerebbe a cedere questi dati a terzi, con protezioni della privacy pericolosamente inefficaci”, ha dichiarato Clare Kelly, Senior Competition Counsel della società. “Continueremo a difenderci con vigore da questo eccesso di potere”.

Il confronto si inserisce in un contesto già teso tra Bruxelles e le Big Tech. Negli ultimi anni Google è stata più volte sanzionata per violazioni delle norme antitrust europee, accumulando multe miliardarie. Inoltre, nel marzo 2025, la Commissione aveva già contestato all’azienda una possibile violazione del DMA, ritenendo insufficienti le misure proposte per garantire maggiore apertura ai concorrenti.

Va però sottolineato che la fase attuale non rappresenta ancora una decisione definitiva né comporta automaticamente sanzioni. Tuttavia, se la Commissione dovesse ritenere che Google non si adegua agli obblighi previsti, potrebbe avviare procedimenti formali con conseguenze economiche rilevanti, fino al 10% del fatturato globale annuo.

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