L’oro è ancora un bene rifugio oggi?

Tommaso Scarpellini

6 Marzo 2025 - 15:24

L’oro torna protagonista tra incertezze economiche, inflazione persistente e rischio recessione. Il suo ruolo di bene rifugio si rafforzerà o lascerà spazio ad altri mercati?

Con il recente reset delle borse, molti investitori si chiedono se l’oro possa essere una risorsa di valore da tenere in portafoglio.

Storicamente, il metallo prezioso ha sempre giocato un ruolo chiave come bene rifugio nei periodi di incertezza economica e finanziaria. Tuttavia, per rispondere a questa domanda, è fondamentale analizzare come si è comportato l’oro in passato e quali dinamiche stanno guidando la sua domanda attuale.

Andamento della domanda di oro: un’inversione di tendenza

La domanda degli investitori retail è in aumento, in particolare dagli investitori nordamericani. Questo fenomeno segnala una corsa ai beni rifugio, alimentata dal panico diffuso nei mercati.

Gold, 1W Gold, 1W Grafico a candele settimanali di XAUUSD. Fonte: baha.com

Diversi fattori macroeconomici stanno contribuendo alla crescente domanda di oro da parte di questo segmento di mercato, ma in particolare se ne individuano due:

  • debito da rifinanziare nel 2025: gli Stati Uniti dovranno rifinanziare 9,2 trilioni di dollari, un importo che potrebbe avere ripercussioni sui mercati obbligazionari e valutari;
  • pressioni sui tassi di interesse: l’inflazione persistente al 3% YoY limita la capacità della Federal Reserve di tagliare i tassi senza rischiare un nuovo aumento dell’inflazione.

    Questo perché l’oro mantiene una correlazione positiva con il deficit statunitense, e con tassi di interesse elevati, il costo del debito potrebbe aumentare al momento delle nuove emissioni, rendendo l’oro ancora più richiesto. Se il rischio Paese dovesse aumentare, il valore dei Treasury e del dollaro, tradizionalmente considerati riserve di valore primarie a livello globale e per le banche centrali, potrebbe indebolirsi, favorendo ulteriormente l’oro.

Quindi l’oro è destinato a salire? Non è detto

Le recenti politiche economiche di Donald Trump potrebbero spingere gli USA in una cosiddetta «Trump Recession». Questo scenario potrebbe rappresentare un fattore catalizzatore per nuovi tagli dei tassi da parte della Fed. Un simile contesto potrebbe generare l’esatto opposto di quanto appena detto: una ripresa della domanda di Treasury e dollari, in contrasto con la tipica correlazione inversa tra recessione e titoli di stato.

Sebbene una recessione tenda a favorire l’oro, un aumento della domanda di Treasury potrebbe spingere gli investitori a spostare capitali dall’oro ai titoli obbligazionari, creando un effetto paradossale. Questo perché vi è una storica relazione inversa tra il prezzo dell’oro e quello dei Treasury: quando i rendimenti obbligazionari scendono, l’oro tende ad apprezzarsi e viceversa.

Quindi cosa aspettarsi?

L’oro continua a essere un asset di valore in un contesto di incertezza, soprattutto con un’economia globale in difficoltà e la prospettiva di un aumento del debito pubblico statunitense. Tuttavia, la sua performance futura dipenderà anche dalle politiche della Fed e dalla direzione dei flussi di capitale tra asset rifugio come Treasury e dollaro. Per gli investitori, ciò significa che l’oro può rappresentare una protezione efficace contro la volatilità, ma con un occhio attento all’evoluzione delle dinamiche macroeconomiche e monetarie.