L’omicidio di Charlie Kirk infiamma gli USA tra sospetti di complotto e accuse politiche

Rob Piccoli

24/09/2025

Dopo la morte del leader conservatore, emergono dubbi, tensioni su Israele e scontri tra FBI, Trump e il movimento MAGA

L’omicidio di Charlie Kirk infiamma gli USA tra sospetti di complotto e accuse politiche

La materia è quanto di più scottante si possa immaginare dal punto di vista politico e non solo. Intendiamoci, ci sono domande che i più non si pongono, ma a taluni sorgono spontanee dopo le storie che hanno insanguinato gli anni ‘60 del secolo scorso, con gli assassinii dei due Kennedy (1963 e 1968), di Malcolm X (1965) e Martin Luther King (1968). Che si tratti di speculazioni “cospirazioniste” o più correttamente di teorie alternative rispetto alle versioni più o meno ufficiali interessa relativamente poco. Si parla ovviamente dell’assassinio di Charlie Kirk, in merito al quale, tanto per cambiare, sono già in circolazione leggende metropolitane e convinzioni destituite di fondamento ma ben radicate e difficili da estirpare.

A sollevare il velo, o quanto meno a manifestare apertamente dubbi e perplessità, sono alcune tra le persone che furono più vicine al fondatore di Turning Point USA, tra queste soprattutto due: Candace Owens – popolarissima podcaster, influencer e commentatrice politica conservatrice – e Tucker Carlson, giornalista e conduttore televisivo, per anni volto di punta di Fox News, ed oggi una delle figure mediatiche più seguite del conservatorismo USA. Parliamo di persone che, al pari di Charlie Kirk o di Elon Musk, hanno dato un contributo non indifferente alla vittoria elettorale di Trump nel 2024.

Owens ha suscitato sgomento e rabbia suggerendo in più occasioni che l’omicidio di Kirk possa essere l’esito di una vera e propria “cospirazione federale” (per usare le sue parole) e rivelando che le opinioni su Israele del trentunenne leader del movimento giovanile repubblicano stessero cambiando negli ultimi mesi. Kirk, cioè, da sempre un deciso sostenitore di Israele, aveva manifestato forti perplessità sui fatti orribili del 7 ottobre 2023. In particolare, in uno dei suoi show-podcast successivi ai tragici eventi, aveva espresso meraviglia e sollevato dubbi sul fatto che il Mossad, cioè il più efficiente tra i servizi d’intelligence del mondo, ma anche la stessa CIA e l’FBI, non fossero stati in grado di prevenire un evento di quelle proporzioni e che aveva richiesto mesi di preparativi e una vasta movimentazione di persone e cose. Qualche domanda, sosteneva il giovane, dovremmo farcela. Aveva detto, ad esempio, cose del tipo: “Israel is by far the most alert country in the world […] How did this happen?” (Israele è uno dei paesi più vigili al mondo… Come ha potuto succedere?).

Attenzione: Kirk non ha affermato con certezza che ci sia stata una cospirazione, o che Israele sapesse esattamente che cosa sarebbe successo e abbia deliberatamente lasciato fare. Le sue affermazioni sono più nel senso di “ci sono aree oscure”, “le spiegazioni ufficiali non sembrano soddisfacenti”, “sembra che abbiano perso segnali” ecc.
Per inciso, il contesto in cui Kirk si muoveva era segnato dall’emergere di sensibili differenze tra alcuni leader del movimento MAGA (Make America Great Again) e il grosso delle “truppe” trumpiane, con figure come Tucker Carlson, l’ex assistente di Trump Steve Bannon e la deputata Marjorie Taylor Greene, che hanno criticato l’amministrazione Trump per il suo incondizionato sostegno a Israele nella guerra di Gaza, così come per l’attacco all’Iran. Un altro punto di attrito significativo all’interno del movimento è il rifiuto da parte dell’amministrazione Trump di rilasciare maggiori informazioni sul caso di Jeffrey Epstein, il ricco finanziere accusato di traffico sessuale (e secondo alcuni uomo del Mossad) trovato morto nella sua cella.

In ogni caso, quella di Kirk è una situazione molto delicata, tanto che Owens, sua sodale e collaboratrice di antica data, sostiene che egli che si sentisse “ricattato” e minacciato da Israele, o meglio dalla attuale leadership dello stato ebraico.
Le filippiche di Candace Owens, a quanto pare, non sono state vane, visto che il direttore dell’FBI Kash Patel ha sentito la necessità di pubblicare questo lungo e significativo tweet su X:
“In qualità di Direttore dell’FBI, mi impegno a garantire che l’indagine sull’assassinio di Charlie Kirk sia approfondita ed esaustiva, seguendo ogni pista fino alla sua conclusione.
Tutto il peso delle agenzie di polizia americane sta seguendo attivamente le prove emerse, ma i nostri sforzi vanno oltre i ritrovamenti iniziali. Stiamo esaminando ogni aspetto di questo assassinio.

Stiamo indagando meticolosamente teorie e domande, incluso il luogo da cui è stato sparato il colpo, la possibilità di complici, la confessione via messaggio di testo e le conversazioni correlate, le chat su Discord, l’angolo del colpo e l’impatto del proiettile, come è stata trasportata l’arma, i gesti delle mani osservati come potenziali «segnali» vicino a Charlie al momento del suo assassinio, e i visitatori della residenza del presunto tiratore nelle ore e nei giorni precedenti il 10 settembre 2025.”

Owens ha condiviso il post, attribuendosi il merito di aver costretto Patel a darsi da fare, e ha scritto sul suo account Instagram: “NOI ABBIAMO FATTO QUESTO. NOI, cioè, le persone in tutto il mondo che si sono rifiutate categoricamente di accettare la narrativa spazzatura che ci è stata propinata, completa di messaggi di testo manipolati e un circolo vizioso di manipolazione psicologica da parte dei media”. Il giornalista freelance Yashar Ali Hedayat, di origini iraniane ma nato e cresciuto a Chicago, Illinois, ha convalidato la rivendicazione di Owens: “Ha ragione a prendersene il merito – se una sola persona che deve essere ringraziata per aver suscitato il maggior interesse intorno alle cospirazioni, quella è Candace”. Altri hanno subito fatto notare quanto fosse straordinario il post di Patel, soprattutto considerando la quantità di prove a carico del presunto assassino di Kirk.

Quanto a Tucker Carlson, bisogna dire che ha flirtato apertamente con la teoria cospirativa, ma non ha menzionato esplicitamente Netanyahu, Israele o gli ebrei durante il suo discorso al memoriale di Kirk, allo State Farm Stadium di Glendale, Arizona, domenica scorsa. Ha tuttavia paragonato Kirk a Gesù — e il suo assassino a quelli che uccisero l’uomo venerato da miliardi di cristiani raccontando quella che ha definito “la mia storia preferita di sempre”:
"Quindi, circa 2000 anni fa a Gerusalemme, Gesù si presenta e inizia a parlare delle persone al potere, e inizia a fare la cosa peggiore che si possa fare, che è dire la verità sulla gente, e loro lo odiano, e impazziscono semplicemente. Lo odiano, e diventano ossessionati dal farlo smettere: ’Questo tipo deve smetterla di parlare. Dobbiamo far tacere questo tipo’.
E riesco a immaginare la scena in una stanza illuminata da lampade, con un gruppo di uomini seduti intorno a mangiare hummus, che pensano — cosa facciamo con questo tipo che dice la verità su di noi? Dobbiamo farlo smettere di parlare. E c’è sempre uno con l’idea brillante, e riesco quasi a sentirlo dire: ’Ho un’idea. Perché non lo uccidiamo e basta? Questo lo farà tacere, risolverà il problema’.
Non funziona così. Non funziona così."

Per molti tra gli ascoltatori, inclusi ebrei di destra che ammiravano Kirk, il collegamento tra la storia e l’accusa contemporanea contro Israele era chiaro. Mark Dubowitz della Foundation for the Defense of Democracies, un gruppo filo-israeliano, ha twittato di essere rimasto turbato dal discorso di Carlson. “Tucker Carlson ha usato il memoriale per Charlie Kirk — un appassionato amico di Israele e del popolo ebraico — per diffondere calunnie antisemite. Conoscevo suo padre, Richard Carlson, Vice-Presidente alla FDD che sosteneva fortemente gli ebrei e Israele. Non riesco proprio a capire cosa sia successo a Tucker.”
Un altro famoso podcaster, Adam King, che si fa chiamare «Awesome Jew» nello show che conduce su Infowars, ha twittato: Tucker Carlson ha proposto uno stereotipo antisemita, dipingendo i Farisei come ’seduti intorno a mangiare hummus’ che complottano la crocifissione di Cristo — per poi paragonarlo a persone che presumibilmente mettono a tacere Charlie Kirk uccidendolo, come se gli ebrei avessero ucciso Kirk come uccisero Cristo".
Insomma, neanche Tucker Carlson ha scherzato troppo.

Diciamo che il dibattito politico americano si è arricchito di un argomento assai delicato, per non dire potenzialmente esplosivo. Un tema che non sarà di facile gestione per alcuno, dentro e fuori dalla Casa Bianca.

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