Il via libera dell’Eurocamera all’AI Act, il documento che fissa per la prima volta le nuove regole UE per l’Intelligenza artificiale, introduce una novità inaspettata: il divieto totale di utilizzo di tecnologie a Intelligenza Artificiale per il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici in Unione Europea.
Nel primo voto ufficiale sul nuovo regolamento della Commissione, i deputati di Strasburgo sono riusciti a introdurre una serie di salvaguardie sulla privacy e i diritti fondamentali dei cittadini.
L’Eurocamera spaccata sul voto
Le commissioni Giustizia e Mercato interno, chiamate giovedì alla decisione sulle regole per l’Intelligenza artificiale, hanno infatti approvato con 58 voti a favore 36 contrari e 10 astenuti la messa al bando totale di tali tecnologie chiesta da Socialisti, Verdi e Liberali e sottoposta a un voto separato a causa dell’opposizione dei Popolari.
Il testo dell’AI Act aveva ottenuto la scorsa settimana un consenso informale tra i gruppi, ma l‘autorizzazione all’uso del riconoscimento facciale nelle strade europee era diventato oggetto di una votazione specifica.
A condurre la lotta per vietare l’uso del riconoscimento biometrico negli spazi pubblici è il relatore del testo e capodelegazione del PD al Parlamento Europeo, Brando Benifei, che su Twitter aveva dichiarato «Voglio costruire una solida maggioranza per garantire questo risultato» e che ora festeggia il risultato, parlando di «Legislazione storica».
Le polemiche per la proposta di Piantedosi
Nei giorni scorsi il tema del riconoscimento facciale aveva infiammato l’opinione pubblica italiana dopo la proposta del ministro Matteo Piantedosi di adottare il sistema biometrico nei luoghi pubblici, come le stazioni.
Come spiegavamo in questo articolo, la sorveglianza biometrica mina potenzialmente ognuno dei seguenti diritti fondamentali: libertà di movimento, di espressione, di partecipazione, privacy.
Ed è proprio su questi rischi che l’Eurocamera, spaccata, ha votato il divieto totale di tali tecnologie, sconfiggendo così, indirettamente, la linea securitaria di Piantedosi.
Vietata anche la polizia predittiva
Gli eurodeputati con questa votazione hanno scelto impedire l’utilizzo di certe tecnologie in ambito di controllo di polizia, nel rispetto della privacy dei cittadini. Oltre alla sorveglianza biometrica, infatti, si intende vietare il “predictive policing”, l’attività di polizia predittiva per prevenire e rispondere in modo più efficace ai crimini, che evoca scenari alla Philip Dick in Rapporto di minoranza.
La dataveglianza, infatti, implica il rischio di individuare dei gruppi di soggetti accomunati da profili simili, che possono diventare il presupposto di quello che Gary T. Marx definisce “sospetto categoriale”, oltre a divenire un pericoloso strumento di oppressione.
Queste nuove forme di controllo, basate sull’IA, non si limitano più a punire o vedere ciò che un individuo fa, ma cercano di prevedere quello che potrà fare. In questo modo, ci si sposta dal sorvegliare – e controllare – al dirigere il comportamento su strade prestabilite.
Stando al testo, il divieto si applicherà anche per le infrastrutture di difesa dei confini e per le tecnologie di sorveglianza alla migrazione clandestina.
Il testo è atteso ora al voto della plenaria di giugno. Dopo il via libera dell’aula inizieranno si apriranno i triloghi con Consiglio e Commissione UE, vista l’importanza della materia a Bruxelles fanno sapere di voler chiudere l’accordo definitivo entro l’anno.