Il costo dell’elettricità in Europa ha finalmente cominciato a calare, dopo mesi di rincari arrivati tra il 2022 e il 2023. Lo stesso vale per l’Italia, anche se qui si sta mantenendo più alto rispetto a quello degli altri paesi dell’Unione Europea. Tuttavia, non è sempre stato così: fino a pochi anni fa i costi dell’energia elettrica in Italia erano stati in linea o perfino leggermente inferiori alla media europea.
Secondo l’ultimo aggiornamento di Eurostat, in Europa nel secondo semestre 2023 un kilowattora è costato in media 0,283 euro (inclusi tasse e oneri), diventando più conveniente rispetto al picco di 0,293 euro toccato nel 2022, ma mantenendosi ancora al di sopra del costo (0,236) che aveva avuto nel secondo semestre del 2021, gli ultimi sei mesi di relativa normalità, prima dell’impennata avvenuta all’inizio del 2022.
In Italia nel secondo semestre del 2023 un kilowattora ha invece avuto un costo medio di 0,334 euro, oltre il 18% in più rispetto a quello medio europeo rilevato nello stesso periodo. Ma c’è dell’altro: l’Italia è tra i paesi europei che tra il 2021 e il 2023 hanno fatto registrare i principali rincari legati all’energia elettrica. A livello medio Ue la crescita del costo di un kilowattora in questi due anni è stata infatti del 20%, mentre in Italia ha superato il 42% (nel secondo semestre del 2021 il costo di un kilowattora nel nostro Paese era di 0,236 euro).
Il riferimento al secondo semestre 2021 non è casuale. In quei sei mesi il costo medio di un kilowattora in Italia è stato allineato a quello europeo mentre, sempre dalla serie storica di Eurostat, risulta che nei semestri precedenti era anche più basso di quello rilevato nel resto d’Europa (in particolare nel 2018).
Che in Italia i costi dell’elettricità siano elevati non è una novità: da anni il nostro è stabilmente tra i primi paesi Ue con le bollette più salate. Al momento i kilowattora più costosi li pagano i cittadini di Germania, Irlanda, Belgio, Danimarca e Cipro, mentre l’Italia si piazza al sesto posto. Il fatto nuovo, emerso dopo la forte inflazione del 2022 che ora sembra rientrare, è che in Italia i costi sono lievitati più del normale, arrivando a livelli ben più alti di quelli medi europei.
Fra i principali paesi nell’Ue, l’Italia è quello che produce maggiormente elettricità dal gas: circa la metà. Si tratta di un livello che nel 2021 è stato ben superiore alla media (19%), mentre Francia e Germania si sono tenute, rispettivamente, al 6% e 16%. Come se non bastasse, nel tempo l’Italia è diventata quasi del tutto dipendente dall’estero per il gas naturale, importato al 96%. Fino al 2022 il 40% del gas importato in Italia arrivava dalla Russia. E il costo dell’elettricità è molto influenzato da quello del gas, che a sua volta è influenzato dal contesto geopolitico (oltre che dalla speculazione).
Secondo uno studio condotto nei mesi scorsi da Facile.it, che ha elaborato le stesse statistiche Eurostat, a parità di condizioni in Italia si spendono circa 111 euro per l’elettricità necessaria a effettuare 220 lavaggi in lavatrice: un po’ meno dei 120 euro pagati da belgi e tedeschi, ma ben sopra la cifra sborsata dai francesi (68 euro).