Lo sport italiano negli ultimi anni è stato in grado di issarsi fino all’eccellenza in diverse discipline, molte delle quali storicamente non avevano visto l’Italia primeggiare con continuità.
Oltre che nelle competizioni internazionali più variegate, il nostro Paese sembra aver messo la testa davanti a tutti anche quando si parla di esportazione di articoli dedicati allo sport prodotti dalle industrie italiane. Lo racconta il primo report dedicato all’industria Sport&Outdoor realizzato dall’Area Studi Mediobanca che analizza l’andamento del comparto a livello mondiale, europeo e italiano e ne approfondisce la mappa produttiva. Dall’indagine emergono diversi dati notevoli e prospettive interessanti, senza però dimenticare che chi si muove in questo settore lo fa all’interno di un contesto globale sfidante.
Nel 2025 stimato un giro d’affari da oltre 12 mld di euro
La cifra relativa al giro d’affari del settore ipotizzato per il 2025 ad esempio è una di quelle che emerge con più forza tra i numeri registrati dal report. Nel 2024 il giro d’affari del settore Sport&Outdoor italiano è cresciuto dello 0,4% ma per il 2025 le previsioni sono più ottimistiche: si tocca infatti un +3%, per un giro d’affari complessivo che potrebbe spingersi oltre i 12 miliardi di euro. Certo bisogna fare i conti con le sfide di uno scenario internazionale in continua evoluzione. Il contesto geopolitico instabile è il primo motivo di apprensione, coinvolgendo il 72,7% delle aziende Sport&Outdoor. Un’ulteriore criticità è rappresentata dall’inasprimento della concorrenza di prezzo, dichiarato dal 63,6% delle imprese. Il ribasso dei listini degli operatori del settore è visto come un rischio concreto di tenuta sul mercato. Al contrario, la competizione sulla qualità dei prodotti è meno avvertita e preoccupa solo il 9,1% degli operatori coinvolti nell’indagine dell’Area Studi Mediobanca.
L’Italia è leader europeo per export extra UE
Molti settori industriali dell’economia italiana vedono nelle esportazioni la principale entrata per i propri conti e bilanci e anche il comparto Sport&Outdoor non fa eccezione da questo punto di vista. Una strategia accompagnata da una ricerca costante di eccellenza e qualità assoluta in ciò che viene prodotto e proposto al mercato, con i numeri che a livello internazionale premiano la serietà e l’impegno delle aziende italiane. L’Italia infatti, emerge dal report di Mediobanca, è il primo paese esportatore di articoli sportivi extra-UE a valore davanti a Francia e Germania, controllando un quinto di tali esportazioni. In particolare, è leader in cinque specialità: articoli per la ginnastica e l’atletica, calzature sportive, fucili da tiro, abbigliamento per l’acqua e lo sci e pattini, mentre è il secondo esportatore di prodotti sportivi invernali (il comparto winter sports è il più concentrato con Austria, Italia e Francia che cubano il 76,1% delle esportazioni) e di articoli connessi al tennis e il terzo nel settore del cycling. La Germania primeggia in quattro specialità, la Francia in due.
Inoltre tra i principali paesi produttori di articoli sportivi dell’Unione Europea, l’Italia è l’unico con una bilancia commerciale positiva: 644 milioni di euro nel 2023, saldo tra 3.344 milioni di esportazioni e 2.700 milioni di euro. L’Italia, inoltre, registra una bilancia commerciale positiva con i Paesi extra UE di 848 milioni di euro: si tratta del miglior dato europeo, davanti a Polonia (411 mln) e Finlandia (93 mln). Anche i numeri della Commissione Europea indicano il nostro Paese come leader per ricavi: il 22% del giro d’affari UE generato dalle aziende manifatturiere di articoli sportivi fa capo all’Italia, che si posiziona sul gradino più alto del podio davanti ad Austria (14,8%), Germania (14,7%) e Francia (12,3%).
Più dell’80% degli adulti italiani non pratica sufficiente attività fisica
A fronte di questi numeri di leadership sarebbe lecito attendersi un’Italia in alto anche nelle classifiche che riguardano l’attività fisica praticata dai suoi cittadini. Il report di Mediobanca restituisce invece uno scenario in completa contro tendenza rispetto a quanto fatto dal settore industriale Sport&Outdoor. Secondo quanto rilevato dall’indagine infatti il nostro Paese ha uno dei tassi più alti di sedentarietà dell’area OCSE, con l’80,3% degli adulti che non raggiunge le linee guida indicate dall’OMS nel 2018 all’interno del Piano d’azione globale 2018-2030 contenente le linee guida di attività fisico-sportiva raccomandata. Se non altro il dato italiano è in miglioramento del 5,6% rispetto a vent’anni fa, un segnale di crescente consapevolezza degli italiani sull’importanza di uno stile di vita attivo.
Le conseguenze di questa diffusa sedentarietà infatti sono di vasta portata e costose. Tra il 2022 e il 2050 l’insufficiente attività fisico-sportiva in Italia comporterà costi sanitari aggiuntivi per 1,3 mld di euro all’anno. Un notevole onere economico che sottolinea l’urgente necessità di promuovere l’attività fisico-sportiva in tutte le fasce d’età come strategia di prevenzione e di riduzione dei costi sanitari a lungo termine.