Italia batte Germania, vittima (più di noi) di sanzioni e inflazione

Giancarlo Marcotti

25 Maggio 2023 - 21:12

Nel primo trimestre dell’anno il Pil italiano sale dello 0,5% mentre quello tedesco scende dello 0,3. Le previsioni del FMI per il 2023 sono Italia +0,7%, Germania -0,1%. Il mondo si è capovolto?

Italia batte Germania, vittima (più di noi) di sanzioni e inflazione

Tanto tuonò che piovve. Adesso è ufficiale: la Germania è in recessione.

Dopo aver concluso l’ultimo trimestre dello scorso anno con un ribasso dello 0,5%, ha fatto registrare un calo dello 0,3% nel primo trimestre dell’anno in corso.

Ed allora, come da prassi, due trimestri in calo consecutivi determinano una recessione tecnica.

L’Ufficio federale di Statistica, Destatis, ossia l’equivalente della nostra Istat, in prima lettura aveva cercato di “salvare” la Germania dalla recessione annunciando un Pil invariato nel primo trimestre dell’anno.

Oggi però, in seconda lettura, ha dovuto ammettere che anche nel primo trimestre dell’anno il Pil è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.
E forse il dato reale è ancora peggiore.

A pesare in particolare il netto calo dei consumi (-1,2%), quindi, sempre secondo Destatis, la “colpa” è dell’inflazione che erode il potere d’acquisto delle famiglie.

Ed ecco allora che da Berlino, sede del Governo tedesco, arriva un segnale a Francoforte, sede della Bce: occorre combattere l’inflazione con maggior vigore, insomma non fermarsi con gli aumenti dei tassi, anzi si deve accelerare con questa politica restrittiva.

Sembra un controsenso, e sotto certi punti di vista lo è: una politica monetaria restrittiva incide in maniera negativa sul Pil, ovviamente grava pesantemente in particolare sugli investimenti, ma i tedeschi possono sostenere l’economia con la spesa pubblica, ed è molto probabile che, nei prossimi mesi, visto che fino alla fine dell’anno è ancora sospeso il patto di stabilità, il Governo tedesco molli i cordoni della Borsa.

Nel corso dello scorso anno va sottolineato come si sia drasticamente ridimensionato l’attivo della Bilancia commerciale, una voce che è sempre stata molto importante per il Pil della Germania. A maggio dello scorso anno, poi, per la prima volta in 30 anni, era addirittura risultata negativa.

Una debolezza che è continuata anche nel primo trimestre dell’anno in corso, ora, per la verità, si nota un miglioramento, ma siamo ancora su livelli molto inferiori rispetto al pre pandemia.

L’attuale recessione, quindi, era tutt’altro che inattesa, molti campanelli d’allarme erano risuonati, uno in particolare, la produzione industriale che a marzo era calata del 3,4%.

Chiaramente anche le sanzioni hanno pesato, e non poteva essere diversamente.

Ora dobbiamo capire quali saranno gli sviluppi futuri. Piuttosto pessimista il Fondo Monetario internazionale che prevede un segno meno davanti alla crescita economica anche per l’intero 2023.

Se poi rileviamo che lo stesso Fondo Monetario Internazionale prevede, sempre nell’anno in corso, una crescita del Pil italiano dello 0,7%, capite quale possa essere l’umore dei tedeschi, non certo abituati ad essere in fondo alla classifica per quanto riguarda la crescita economica.

Come noto la nostra economia è molto legata a quella tedesca, quindi non dovremmo rallegrarci per le cattive notizie in arrivo dalla Germania, tuttavia … vedere che nel primo trimestre dell’anno il nostro Pil è aumentato dello 0,5% mentre quello tedesco è sceso dello 0,3% … la possiamo ritenere una piccola soddisfazione.