Allarme bollette in Italia. Attenzione a queste azioni

Tommaso Scarpellini

1 Luglio 2025 - 07:53

Il caro energia in Italia potrebbe spingere di nuovo il prezzo del gas alle stelle:. Se così fosse, gli investitori dovrebbero far attenzione a questo.

Allarme bollette in Italia. Attenzione a queste azioni

Il prezzo del gas è tornato a far paura. Non si tratta solo della solita fiammata estiva, causata dall’aumento dell’uso di aria condizionata. Dietro al balzo del PSV (il riferimento italiano del prezzo del gas) c’è una combinazione esplosiva: incertezza geopolitica, stop annunciato al GNL russo dal 2026, tensioni in Medio Oriente e, ovviamente, una domanda stagionale in rialzo. Il risultato? Un aumento previsto di quasi il +30% su base annua nelle bollette.

Se pensi che questo impatti solo la tua casa e il tuo portafoglio familiare, ti sbagli. Anche la Borsa italiana potrebbe subire uno shock.

E ci sono settori e titoli che potrebbero risentirne più degli altri.

Il contesto: tensioni geopolitiche e prospettive sul gas

Dal punto di vista tecnico, il price action del PSV rispecchia una realtà complessa. La domanda di gas naturale in Italia è in forte ripresa, con consumi in accelerazione a partire da giugno. Le scorte europee, sebbene ancora buone, iniziano a mostrare segnali di contrazione rispetto al 2023.

A questo si aggiunge un fattore di rischio sistemico: l’entrata in vigore, nel 2026, del divieto di importazione di GNL russo, che al momento rappresenta ancora una quota del mix energetico italiano. Il mercato sta iniziando a prezzare questa assenza con largo anticipo.

Infine, l’instabilità in Medio Oriente (in particolare Iran-Israele) contribuisce ad alimentare premi di rischio che si riflettono sui prezzi di gas e petrolio. Tutto questo crea una pressione a rialzo strutturale sui costi energetici.

Occhio ai titoli più esposti: chi rischia e chi no

IT40, 1W IT40, 1W Grafico a candele settimanali dell'IT40. Fonte: baha.com
  • Industria manifatturiera
    Aziende come Danieli, Cementir, Buzzi Unicem e Tenaris sono ad alta intensità energetica. Dopo aver goduto di margini ampi negli ultimi due anni, grazie a una fase di deflazione energetica, potrebbero rischiare ora un compressione dei margini operativi.
  • Utilities e multiutility
    Qui il discorso è più sfumato. Italgas, A2A, Hera, Acea potrebbero in parte beneficiare di ricavi maggiori (più alto è il costo della bolletta, maggiore la base su cui applicano la loro marginalità). Ma attenzione al rovescio della medaglia: l’effetto normativo. L’aumento dei costi potrebbe spingere il legislatore ad introdurre nuove regolazioni o tetti ai prezzi. Il rischio qui è di tipo politico-regolamentare.
  • Retail e consumer discretionary
    Un caro-energia prolungato rischia di pesare anche su settori più lontani dal mondo industriale. Titoli come OVS, Amplifon, Unieuro e Moncler sono molto sensibili alla domanda interna. Se le famiglie vedranno aumentare le bollette davvero del +30%, taglieranno altrove. Abbigliamento, tecnologia, beni non essenziali: i consumi potrebbero rallentare.

Non è solo energia, è finanza personale

Il tema del caro-energia non è più solo una questione macroeconomica. È una leva trasversale che impatta aziende, mercati e la tua vita quotidiana.

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