Irpef: riforma scaglioni nel 2018? La promessa di Renzi e il piano Gentiloni

La riforma degli scaglioni Irpef ci sarà? Renzi aveva promesso una riforma degli scaglioni nel 2018 ma adesso viene da chiedersi: cosa farà Gentiloni?

Irpef: riforma scaglioni nel 2018? La promessa di Renzi e il piano Gentiloni

Irpef: la riforma scaglioni non è stata inserita nella Legge di Bilancio 2017. Ormai è un dato di fatto che la manovra finanziaria, ex Stabilità, non ha previsto alcuna modifica alle regole Irpef, con la conferma delle indiscrezioni sul rinvio della riforma al 2018.

Almeno questo il proposito dell’ex premier Renzi che aveva, però, legato le novità Irpef alla propria personale vittoria al Referendum Costituzionale dello scorso 4 dicembre 2016. Sappiamo bene come è andata e che forse proprio l’eccessiva personalizzazione della campagna referendaria ha portato, oltre che alla sconfitta del Sì, anche alle dimissioni di Matteo Renzi e alla crisi di Governo.

Adesso, per tutti coloro che si chiedono se si farà la riforma Irpef nel 2018, viene da chiedersi se il nuovo premier Gentiloni porterà avanti le promesse del predecessore o se è stata mancata ancora “la volta buona”, per dirla alla Renzi.

L’unica certezza è che per il 2017 gli scaglioni Irpef resteranno immutati, ma la riforma delle aliquote Irpef è sempre stato uno dei piani del Governo Renzi. L’annuncio prevedeva però un legame inscindibile tra vittoria del Sì al Referendum e taglio dell’Irpef nel 2018. Come affermato più volte dall’ex premier e dal precedente Governo la riforma Irpef comporterà un costo notevole tutto a carico delle casse dello Stato e con la Legge di Stabilità 2017 non è stato possibile trovare le opportune risorse.

Ma, dopo l’esito disastroso del Referendum Costituzionale e le dimissioni di Renzi viene da chiedersi se Gentiloni emulerà la volontà del suo predecessore o se, invece, farà finta di non esser giunto a conoscenza della promessa di riforma scaglioni Irpef nel 2018.

Attualmente, è opportuno ricordarlo, con la Legge di Bilancio 2017 è stato inserito il taglio dell’Irpef soltanto per le imprese agricole. La riforma degli scaglioni Irpef è la grande esclusa dalle novità fiscali introdotte dalla Legge di Bilancio 2017: l’Iri al 24% e il taglio dell’Ires per le società di capitali, che passerà dal 27,5% al 24%.

Il ridisegno delle imposte a carico di cittadini ed imprese si propone di ridurre le tasse e la pressione fiscale, con l’obiettivo di agevolare la crescita del Paese, con un occhio di riguardo ai redditi minori. Ma quali sono invece i tagli annunciati da Renzi per il 2018 e come potrebbe essere disegnata la riforma dell’Irpef in caso di prosecuzione del lavoro da parte del Governo Gentiloni?

È bene ricordare che Renzi aveva annunciato che con la riforma Irpef da attuare entro il 2018 gli attuali 5 scaglioni sarebbero diventati 3, con un’imposta dello 0% per i rediti fino ad 8.000 euro. Per i redditi minori dovrebbe quindi essere prevista l’esenzione totale dall’Irpef.

Ora, la riforma Irpef e le novità relative agli scaglioni nel 2018 sono nelle mani del nuovo premier Gentiloni: manterrà la promessa di Renzi? Vediamo quali sono gli scenari attuali e, soprattutto, come potrebbero essere i nuovi scaglioni Irpef dopo la possibile riforma nel 2018.

Irpef: riforma scaglioni nel 2018? La promessa di Renzi e il piano Gentiloni

Nessuna riforma degli scaglioni Irpef con la Legge di Bilancio 2017 e il timore è che non ci saranno novità, almeno a breve termine. Dopo gli annunci da campagna referendaria dell’ex premier Matteo Renzi l’annuncio di un ritocco degli scaglioni dell’imposta sembra, ad oggi, una chimera.

La riforma Irpef 2018 non è per niente scontata e le parole del nuovo premier Gentiloni durante la conferenza stampa di fine anno non fanno altro che confermare le ipotesi che il taglio Irpef annunciato da Renzi fosse soltanto uno “slogan acchiappavoti”.

Per chi si chiede quale sia l’opinione di Gentiloni sull’annunciata riforma delle aliquote Irpef basta leggere le parole pronunciate in conferenza stampa:

“Non sono in grado di fare un discorso serio su una riduzione dell’Irpef. Certamente il governo precedente ha fatto forti riduzioni fiscali e questa misura sarebbe un giusto coronamento delle cose fatte ma ora, dopo 15 giorni dall’insediamento, dobbiamo verificare le condizioni e non possiamo dire cose impegnative che poi rischiamo di non poter mantenere”.

Cauto il nuovo premier Gentiloni che, sulla riforma Irpef nel 2018 non intende illudere nessuno e, probabilmente, non sbaglia ad andare con i piedi di piombo. Questo perché si tratterebbe di una novità fiscale che coinvolgerebbe la totalità del popolo italiano e, con i nuovi scaglioni Irpef, si farebbe sicuramente un passo importante verso la riduzione della pressione fiscale nei confronti dei contribuenti.

C’è anche chi afferma che in realtà la cautela di Gentiloni sulla riforma Irpef nel 2018 sia un dovere e che, per stabilizzare la situazione politica e sociale italiana dopo il caos referendario sia giusto non dare false speranze. A decidere sull’esito della riforma Irpef saranno i prossimi mesi e, tra le altre cose, anche i risultati della lotta all’evasione fiscale che permetterebbe di far rientrare parte di quanto speso ad oggi per la riduzione della pressione fiscale in favore degli imprenditori - ricordiamo a tal proposito l’introduzione dell’Iri al 24%, la flat tax sugli utili lasciati in azienda.

Insomma, non è ancora persa la speranza che la riforma Irpef nel 2018 si farà e, per i benpensanti, è bene ricordare quali potrebbero essere i nuovi scaglioni e le novità. Ecco in breve cosa prevede la riforma - sulla base di quanto predisposto dal precedente esecutivo - e cosa cambierebbe.

Irpef: riforma scaglioni nel 2018, ecco cosa cambierebbe

Tra le prime indicazioni e sulla base di quanto previsto dall’ex premier Renzi gli attuali 5 scaglioni Irpef diventerebbero 3, con una notevole riduzione della tassazione a carico di imprese e cittadini. Per i redditi fino ad 8.000 euro, invece, sarebbe prevista un’aliquota Irpef dello 0%.

Insomma, i redditi minimi non saranno soggetti, almeno in base a quel che si suppone ad oggi, all’imposta sui redditi delle persone fisiche. L’esenzione Irpef per i redditi minori sarebbe dovuta entrare in vigore però soltanto a partire dal 2018. La riforma degli scaglioni Irpef era stata annunciata dal Premier Renzi quale volontà di ridurre le tasse sui contribuenti, salvo il successivo passo indietro per mancanza di coperture nella prossima Legge di Stabilità 2017 - Legge di Bilancio 2017.

Quali saranno, o meglio potrebbero essere, gli scaglioni Irpef dopo la riforma annunciata a partire dal 2018?

Con l’entrata in vigore della riforma degli scaglioni Irpef le attuali 5 aliquote e scaglioni sarebbero ridotte a 3, con la previsione dell’esenzione d’imposta per i redditi fino a 8.000 euro.
Per quel che riguarda i redditi dagli 8.000 agli oltre 28.000 euro, gli scaglioni Irpef saranno così disegnati dopo la riforma:

  • 1° scaglione Irpef 2018: aliquota al 27,5% per redditi fino a 15.000 euro;
  • 2° scaglione Irpef 2018: aliquota al 31,5% per redditi fino a 28.000 euro;
  • 3° scaglione Irpef 2018: aliquota al 42/43% per redditi oltre i 28.000 euro.

L’attuale disegno degli scaglioni Irpef prevede aliquote che variano dal 23% per i redditi fino a 15.000 euro, al 43% per quelli oltre i 75.000 euro. Quali sono però i nodi critici della riforma degli scaglioni Irpef annunciata da Renzi e sulla quale al momento Gentiloni non sembra dare segnali di conferma?

Irpef: riforma a vantaggio dei minimi che penalizza i redditi medi?

Prima di capire quali saranno le conseguenze della riforma dell’Irpef come attualmente proposta, è opportuno ricordare che l’Irpef è un’imposta progressiva che i cittadini sono chiamati a pagare sulla base del reddito percepito nell’anno d’imposta. I lavoratori autonomi sono chiamati al pagamento dell’imposta sul reddito percepito nell’anno precedente con il versamento annuale in sede di dichiarazione dei redditi attraverso il modello Unico.

I lavoratori dipendenti e assimilati e i pensionati pagano l’Irpef attraverso la busta paga mensile o l’assegno pensionistico.
La progressività dell’imposta prevede che più alto è il reddito percepito nell’anno d’imposta, più alto sarà l’Irpef da pagare, fissato negli attuali 5 scaglioni dalla Legge Finanziaria 2007.

A partire dal 2018, se verrà attuata la riforma annunciata e voluta da Renzi ma sulla quale per il momento è calma piatta, gli scaglioni Irpef si ridurranno da 5 a 3, con una netta modifica delle aliquote applicate a redditi minori e medi.

Quel che appare chiaro è che la riforma degli scaglioni Irpef avvantaggerà notevolmente i redditi minimi, con l’esenzione d’imposta. Situazione diversa invece per quelli rientranti nel primo scaglione, ovvero i contribuenti con redditi compresi tra gli 8 mila euro e i 15 mila euro, per i quali l’aumento sarebbe di ben 4,5 punti percentuali. A rimetterci inoltre, sarebbero i redditi compresi tra i 28.000 e i 75.000 euro, che vedranno dunque applicarsi l’aliquota massima di Irpef prevista dalla riforma così come trapelato dalle indiscrezioni.

Quindi quelli che potremmo definire redditi di media entità verranno accorpati ai redditi più alti, questione che lascia attualmente aperti molti interrogativi. Si attendevano chiarimenti con la Legge di Bilancio 2017 ma bisognerà attendere ancora.

In fondo, visti i molti punti critici della riforma Irpef 2018 non è poi un male il passo indietro del nuovo premier Gentiloni ma la speranza e soprattutto l’auspicio è che un ritocco alle aliquote e alla tassazione dei redditi ci sia e che la vera volta buona accontenti e avvantaggi realmente i contribuenti. L’unico dato di fatto è che, per il 2017, toccherà mettersi l’anima in pace e sperare che per la nostra cara Italia sia un anno migliore - e più stabile - del precedente.

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