Irpef 2026, aliquote e scaglioni: cosa cambia per calcolo e detrazioni

Patrizia Del Pidio

1 Aprile 2026 - 08:33

Nel 2026 le aliquote Irpef cambiamo ancora, ma gli scaglioni restano invariati. Vediamo come si calcola l’imposta sul reddito e cosa ha modificato la Legge di Bilancio 2026.

Irpef 2026, aliquote e scaglioni: cosa cambia per calcolo e detrazioni

L’Irpef cambia ancora nel 2026: la Legge di Bilancio 2026 è intervenuta sull’imposta sul reddito delle persone fisiche per ridurre il carico fiscale sul ceto medio e lo ha fatto riducendo di due punti percentuali la seconda aliquota. Cosa cambia?

L’intento di ogni modifica che riguarda l’Irpef è quello di abbassare la pressione fiscale: quest’anno quanto previsto dalla manovra ha portato un beneficio ai lavoratori del ceto medio con un abbassamento della seconda aliquota dal 35% al 33%, dopo che nel 2024 un primo intervento aveva portato all’accorpamento del primo e secondo scaglione Irpef riducendo le imposte che gravano sui lavoratori con redditi medio bassi.

Irpef 2026, cosa cambia e cosa rimane uguale?

La Legge di Bilancio 2026 diminuisce le imposte per il ceto medio riducendo la seconda aliquota, quella che interessa i redditi tra 28.000 e 50.000 euro, dal 35% al 33%.

Il taglio di due punti percentuali si traduce in uno sconto massimo sull’Irpef di 440 euro l’anno, ma lo sconto massimo spetta solo a chi ha un reddito compreso tra 50.000 e 200.000 euro. Oltre questa soglia, infatti, il beneficio viene sterilizzato con un taglio fisso delle detrazioni di 440 euro che azzera l’effetto dell’aliquota al 33%.

Come è cambiata l’Irpef dal 2024?

Nel 2024 sono state introdotte tre importanti novità che hanno investito l’Irpef, ovvero:

  • equiparazione della no tax area di dipendenti e pensionati: le detrazioni spettanti sono aumentate da 1.880 euro a 1.955 euro;
  • accorpamento del primo e secondo scaglione di reddito sotto un’unica aliquota;
  • introduzione di una franchigia di 260 euro sulle detrazioni al 19%, escluse però le spese sanitarie: destinatari dell’intervento sono coloro che hanno un reddito superiore a 50.000 euro che non beneficiano in alcun modo della novità 2024, visto che il risparmio massimo previsto, di 260 euro, è annullato dalla franchigia prevista sulle detrazioni al 19%.

Nel 2025 sono state confermate solo due di queste novità, mentre la terza (la sterilizzazione del beneficio) non è stata prorogata. Vediamo nel dettaglio.

Nel 2025 le aliquote Irpef rimangono invariate rispetto all’anno precedente e sono state, quindi, così strutturate:

  • 23% sui redditi fino a 28.000 euro;
  • 35% sui redditi compresi tra i 28.000 e i 50.000 euro;
  • 43% sui redditi che superano i 50.000 euro.

Come è cambiata l’Irpef nel 2026

L’intervento previsto nella manovra di fine anno ha portato a una nuova modifica che ha colpito le aliquote Irpef, ma non gli scaglioni di reddito a esse riferiti.

L’Irpef rimane a tre aliquote, come negli anni passati, ma una sforbiciata riduce di due punti percentuali la seconda aliquota modificando la struttura dell’imposta nel seguente modo:

  • 23% sui redditi fino a 28.000 euro;
  • 33% sui redditi compresi tra i 28.000 e i 50.000 euro;
  • 43% sui redditi che superano i 50.000 euro.

Nella seguente tabella possiamo vedere l’evoluzione degli scaglioni di reddito e delle aliquote Irpef dal 2023 a oggi.

Scaglioni di reddito 2023Aliquote Irpef 2023Scaglioni di reddito 2024/2025Aliquote Irpef 2024/2025Scaglioni di reddito 2026Aliquote Irpef 2026
fino a 15.000 euro 23% fino a 28.000 euro 23% fino a 28.000 euro 23%
da 15.000 a 28.000 euro 25%
da 28.000 a 50.000 euro 35% da 28.000 a 50.000 euro 35% da 28.000 a 50.000 euro 33%
oltre 50.000 euro 43% oltre 50.000 euro 43% oltre 50.000 euro 43%

Irpef 2026: esempi di applicazione delle nuove aliquote

Come si calcola l’Irpef nel 2026, applicando le relative aliquote? Supponiamo che un lavoratore dipendente abbia un reddito di 32.000 euro lordi. L’Irpef dovuta va calcolata nel seguente modo:

  • 23% sui primi 28.000 euro di reddito (6.440 euro);
  • 33% sui restanti 4.000 euro di reddito (1.320 euro).

Sui 7.760 euro di Irpef dovuta, poi, bisogna applicare detrazioni e deduzioni spettanti e addizionali comunali e regionali all’Irpef.

Per comprendere meglio come funzionano le aliquote Irpef 2026, facciamo un altro esempio su un contribuente con reddito di 56.000 euro. In questo caso si applica:

  • 23% sui primi 28.000 euro di reddito (6.440 euro);
  • 33% sui successivi 22.000 euro di reddito (7.260 euro);
  • 43% sui restanti 6.000 euro di reddito (2.580 euro).

Anche in questo caso, però, bisogna applicare detrazioni, deduzioni e addizionali regionali e comunali per avere un’idea di quale sia l’imposta netta da pagare.

Come sono cambiate detrazioni Irpef dal 2025?

Per i lavoratori dipendenti e i pensionati le detrazioni da lavoro restano invariate a 1.955 euro, per i lavoratori autonomi la detrazione massima da lavoro rimane fissata a 5.500 euro.

La Legge di Bilancio 2025, però, ha introdotto importanti novità per quel che riguarda:

  • detrazioni figli a carico;
  • detrazioni altri familiari a carico;
  • detrazioni per oneri e spese.

Per quel che riguarda le detrazioni per i figli a carico, la Legge di Bilancio 2025 le limita ai figli che hanno compiuto i 21 anni e sono fuori dal perimetro di azione dell’assegno unico, ma le consente fino al compimento dei 30 anni. Per i figli, anche se sono a carico, che superano questa età le detrazioni non possono più essere fruite (unica eccezione è rappresentata dai figli disabili per i quali le detrazioni spettano indipendentemente dall’età).

Cambiano anche le detrazioni per altri familiari a carico: fuori dal perimetro di azione del beneficio fratelli e sorelle, le detrazioni possono essere richieste solo per gli ascendenti (genitori e nonni).

La modifica più importante, però, l’hanno subita le detrazioni per oneri e spese, quelle al 19%, al 36%, al 50%. Per le detrazioni sulle spese sostenute, con l’eccezione delle spese sanitarie, è posto un limite alla spesa massima detraibile pari a:

  • 14.000 euro per chi ha redditi tra 75.000 e 100.000 euro;
  • 8.000 euro per chi ha redditi oltre i 100.000 euro.

Questa detrazione limite va, poi, moltiplicata per un coefficiente che varia in base al numero di figli a carico e nello specifico:

  • 0,50 per chi non ha figli a carico;
  • 0,70 per chi ha un figlio a carico;
  • 0,85 per chi ha due figli a carico;
  • 1 per chi ha più di due figli a carico o almeno un figlio disabile.

Aliquote Irpef 2026: la no tax area?

Le aliquote Irpef 2026 non hanno effetto sulla no tax area che resta invariata rispetto all’anno precedente.

Anche nel 2026 le detrazioni di dipendenti e pensionati sono equiparate a 1.955 euro, anche la no tax area resta, quindi, invariata a 8.500 euro per i lavoratori dipendenti e per i pensionati. Per i lavoratori autonomi, invece, la no tax area resta confermata a 5.500 euro.

Nuove aliquote Irpef 2026 e calcolo del trattamento integrativo

Il trattamento integrativo spetta a tutti i lavoratori dipendenti che percepiscono un reddito fino a 15.000 euro a patto che l’imposta dovuta sia superiore alle detrazioni da lavoro spettanti. La regola generale, quindi, vuole che il trattamento integrativo spetti solo a chi ha capienza fiscale.

La regola di calcolo resta invariata rispetto all’anno precedente e prevede che per la spettanza dei 100 euro in busta paga è necessario che l’imposta dovuta sia superiore alle detrazioni spettanti a cui sottrarre l’importo di 75 euro (riproporzionato in base al periodo dell’anno lavorato).

Questo correttivo nel calcolo, che non impatta minimamente sui lavoratori, è stato necessario per garantire a tutti i beneficiari che percepivano il trattamento integrativo nel 2023 di continuare a vederselo erogare anche negli anni successivi.

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