La comunità degli investitori non è stata mai così bullish dal 2021. Lo confermano gli analisti di Bank of America, presentando quanto emerge dal parametro finanziario stilato dalla banca USA, che misura la propensione verso il rischio presente sui mercati finanziari.
Si tratta del “Bull & Bear Indicator”, appena balzato a quota 9,7 punti, record dal 2021. L’indice, creato dalla divisione di ricerca del colosso finanziario americano, manda un messaggio inequivocabile: la febbre sui mercati è salita al valore più alto degli ultimi cinque anni.
Di conseguenza, Bank of America ha lanciato un chiaro avvertimento agli investitori, mostrando di avere una view contrarian rispetto a quanto prevedono altri esperti di mercato, e dando contestualmente consigli su quali asset preferire, considerando anche quanto sta accadendo sul mercato dei bond.
I valori da monitorare del Bull & Bear Indicator stilato da Bank of America
Intanto, vale la pena di ricordare che qualsiasi valore del “Bull & Bear Indicator” stilato da Bank of America superiore agli 8 punti è un segnale “Sell”, ovvero “Vendere”, mentre un dato inferiore ai 2 punti è un segnale “Buy”, ovvero “Comprare”. Già questo dice molto su cosa significa quel numero 9,7.
Gli analisti del gigante bancario americano hanno motivato lo scatto dell’indicatore dai precedenti (già molto elevati) 9,4 punti con il manifestarsi di alcuni fenomeni, inclusi i movimenti presenti nei mercati dei bond, in particolare in quelli che hanno interessato gli high yield bond, che hanno assistito a forti flussi in entrata.
Tra gli altri elementi che dimostrano come gli investitori siano diventati ancora più bullish, il restringimento degli spread sulle obbligazioni high yield globali e sui titoli Tier 1, e il sentiment ancora decisamente positivo presente sui mercati azionari di tutto il mondo.
Bank of America consiglia di ritirarsi dagli asset più rischiosi. In cosa investire
Tuttavia il problema, hanno avvertito gli esperti di Bank of America, è che la fiammata dei rendimenti dei bond ha reso più rigide le condizioni di accesso ai finanziamenti.
Di conseguenza, la raccomandazione agli investitori è di “ritirarsi dagli asset rischiosi e/o di ruotare verso i difensivi ”.
Gli strategist hanno nominato anche i comparti in cui a loro avviso si dovrebbe investire, ovvero:
- Beni di consumo di prima necessità;
- REIT (fondi d’investimento immobiliare);
- Titoli a bassa capitalizzazione (small cap);
- Biotech;
- Dollaro USA.
Secondo gli analisti, questi asset potrebbero risultare infatti meno vulnerabili rispetto a bancari, industriali e semiconduttori.
I flussi in entrata e in uscita dai vari asset: azioni, ETF, oro, criptovalute, bond, cash
Il consiglio di Bank of America arriva in un momento in cui sui mercati continuano a riversarsi quantità enormi di cash, ergo di liquidità.
Nella prima settimana di agosto, i flussi di investimento nelle azioni sono ammontati a $32,9 miliardi, con inflow (flussi in entrata) per 40,1 miliardi di dollari negli ETF e outflow (flussi in uscita) per 7,2 miliardi di dollari dai fondi comuni d’investimento.
L’azionario USA, ovvero Wall Street, ha attratto 9,6 miliardi di dollari, portando il valore totale dei flussi in entrata dall’inizio del 2026 verso il record annualizzato di $652 miliardi.
I flussi settimanali in entrata nella liquidità (cash) si sono attestati a 53,7 miliardi di dollari e a 23,1 miliardi di dollari nei bond, mentre l’oro e le criptovalute hanno attratto rispettivamente 0,9 e 0,6 miliardi di dollari.
Guardando al comparto del reddito fisso (fixed income), la liquidità che si è riversata sui bond con rating investment grade è stata pari a $10,2 miliardi, per un ammontare record su base annualizzata pari a $527 miliardi nel corso del 2026, mentre sono stati 4,1 miliardi i dollari investiti negli high-yield bond, al record dal luglio del 2024.
I bank loan hanno aggiunto altri 1,4 miliardi di dollari, con flussi annualizzati al ritmo migliore dal 2021.
Long stocks, short bonds? Cosa può mettere in pericolo questa asset allocation
Non sono mancati tuttavia segnali, ha fatto notare Bank of America, di raffreddamento sui crowded trade, ovvero nelle posizioni più affollate del mercato, come hanno confermato altre cifre: i fondi tecnologici hanno subìto deflussi per 0,7 miliardi di dollari, registrando il primo outflow in sei settimane.
2,4 miliardi di dollari sono stati invece gli smobilizzi che hanno colpito gli ETF sui semiconduttori, sebbene Bank of America abbia messo in evidenza che i flussi in entrata nel comparto tecnologico continuino a viaggiare a valori record: pari, su base annualizzata, a $217 miliardi nell’intero 2026.
Tra l’altro, pur affermando che l’ottimismo sui mercati ha raggiunto i valori record dal 2021, la stessa Bank of America ha ribadito l’approccio “long stocks, short bonds”, dunque sovrappeso sull’azionario, sottopeso sull’obbligazionario, in quanto i suoi analisti hanno fatto notare che l’economia continua a essere sostenuta dalla spesa derivante dall’effetto ricchezza (wealth effect) generato dal rialzo dei mercati azionari e dal boom del capex per i data center legati all’intelligenza artificiale.
L’elemento da monitorare, che rende cauti gli analisti della banca tra le più grandi degli Stati Uniti, è tuttavia la combinazione tra i rendimenti dei bond più alti e il dollaro più debole che potrebbe portare l’allocazione degli asset a spostarsi dalle azioni ai bond.
Un altro segnale di allarme potrebbe arrivare dal continuo aumento dei rendimenti dei bond e dal calo delle azioni delle banche: qualcosa che Bank of America ha definito il cosiddetto canarino nella miniera, come riassunto nella seguente frase. Testuali parole: “Up-in-yields, down-in-banks’ will be the canary in the coal mine”.