Investimenti: crescono tutti i mercati ma qualcosa non torna

Tommaso Scarpellini

8 Marzo 2024 - 08:57

Continua il tanto discusso «everything rally» in un momento di mercato molto delicato per le borse globali. Ma può veramente salire tutto incondizionatamente? In effetti, qualcosa non torna.

Investimenti: crescono tutti i mercati ma qualcosa non torna

In questi ultimi tempi, il termine «everything rally» è stato al centro di molte discussioni e indica la corsa sfrenata dei mercati verso nuovi massimi storici, alimentata da un particolare clima di euforia, che raramente si è osservato nel passato recente. Questa tendenza coinvolge sia il mercato azionario, con particolare attenzione ai mercati sviluppati occidentali come Stati Uniti ed Europa, sia il mercato obbligazionario di tali Paesi, entrambi caratterizzati da un costante aumento delle quotazioni. Fra i grandi protagonisti del momento ci sono anche asset che tipicamente tendono a mostrare un andamento poco conforme con queste fasi di mercato, come ad esempio i metalli preziosi, oppure il mercato criptovalutario. Quindi, da cosa dipende questo «everything rally»?

Il portafoglio 60-40 continua a essere stato un’ottima scelta per gli investitori

È un periodo straordinario per i portafogli classici, come il 60-40, in quanto gli investitori vedono apprezzarsi sia la componente azionaria che quella obbligazionaria. Va sottolineato che questa situazione perdura dal 2023, con alcune eccezioni dovute a correzioni o prese di profitto, ma di breve durata.

L’S&P500, indice di riferimento del mercato azionario statunitense, e l’Eurostoxx 50, punto di riferimento per gli investitori europei, continuano a superare i loro massimi storici in un rally guidato dalla spinta della rivoluzione tecnologica in corso. Parallelamente, i prezzi dei titoli di Stato e corporate di questi due Paesi sembrano gradualmente apprezzarsi, accompagnati da una lenta ma progressiva riduzione dei rendimenti.

Oro e Argento verso nuovi massimi, come mai?

Una particolarità di questo contesto storico riguarda l’impennata registrata simultaneamente in altri segmenti di mercato spesso considerati anticiclici, ossia quelli con un costo opportunità elevato che li rende meno convenienti in fasi di mercato come quella attuale. Un esempio lampante è rappresentato dalle materie prime, in particolare dal comparto dei metalli preziosi. Oro e argento stanno vivendo un notevole apprezzamento, con l’oro che ha superato nuovamente i suoi massimi storici in due anni e continua la sua corsa verso territori inesplorati. Anche l’argento segue questa tendenza, con una performance settimanale superiore al 4%, rispetto al 3,80% dell’oro. La peculiarità di questa situazione risiede nel fatto che, nonostante il mercato obbligazionario attuale offra rendimenti più alti delle medie degli ultimi 20 anni, con prospettive positive anche in termini di apprezzamento in conto capitale, e le azioni vivano un periodo di forte bull-run, c’è un interesse crescente verso gli investimenti in oro. Questo tornaconto sembra motivato da una frequente ricerca da parte degli investitori di strumenti finanziari volti piuttosto alla conservazione del capitale; senza considerare la sempre più convenienza rispetto al dollaro, che appare ancorato al ribasso a causa delle prospettive di abbattimento dei tassi d’interesse della Fed nel 2024 e 2025.

S&P500, EU50, Gold S&P500, EU50, Gold Grafico lineare dell'S&P500 (linea bianca), dell'EU50 (linea arancione) e del Gold (linea gialla). Fonte: baha.com

Cosa accade agli altri mercati e borse?

Nell’ambito dell’«everything rally», emergono anche le criptovalute, diventate ormai un asset rilevante sul mercato. I rendimenti delle criptovalute superano ampiamente quelli dei mercati tradizionali, posizionandosi come top performers in questo periodo di crescita. Anche il mercato azionario cinese, precedentemente caratterizzato da perdite, sembra aver interrotto il trend ribassista, seppur forse solo temporaneamente.