C’è un settore che in Corea del Sud è in enorme crescita e i prodotti stanno diventando popolari anche in Italia: ecco quale.
Una delle eccellenze del Made in Italy è senza dubbio il settore della cosmetica, che in Italia registra un fatturato annuo stimato in circa 16,5 miliardi di euro, con una forte propensione all’export pari a 7,9 miliardi. Basti pensare che, con oltre 5.000 imprese, per la maggior parte concentrate in Lombardia, l’Italia produce circa il 60% del make-up mondiale, con numeri in costante crescita.
Negli ultimi anni, però, è emerso un nuovo attore internazionale in rapida ascesa nel settore della cosmetica: la Corea del Sud. I cosmetici coreani stanno riscuotendo un enorme successo a livello globale e sempre più prodotti arrivano sugli scaffali dei principali mercati europei, compreso quello italiano. Secondo i dati della Korea International Trade Association, nel solo periodo compreso tra gennaio e aprile 2025 la Corea del Sud ha esportato cosmetici per 3,61 miliardi di dollari, diventando il secondo esportatore mondiale dopo la Francia. Il Paese asiatico è riuscito persino a superare gli Stati Uniti, che oggi risultano essere il principale importatore di cosmetici sudcoreani, superando anche la Cina. Grazie all’aumento delle esportazioni verso gli Stati Uniti, nella prima metà del 2025 le esportazioni sudcoreane hanno raggiunto il record di 5,5 miliardi di dollari, con una crescita del 15%. Anche in Europa l’interesse per i prodotti di skincare coreani è in forte aumento.
Perché i cosmetici coreani sono così ricercati
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Kim Seung-hwan, CEO di Amorepacific, la più grande azienda sudcoreana del settore, ha spiegato che in Paesi asiatici come Giappone, Corea e Cina esiste una forte attenzione verso una pelle perfetta. In Europa, invece, il mercato della cosmetica è storicamente dominato dai profumi, mentre negli Stati Uniti sono i trucchi a farla da padrone. Nei Paesi asiatici, al contrario, sono soprattutto i prodotti per la cura della pelle a essere centrali. Per questo motivo, l’industria sudcoreana propone articoli di skincare sempre più sofisticati e di alta qualità, che stanno conquistando anche il pubblico europeo.
Nel tentativo di soddisfare i nuovi desideri dei consumatori, anche molte aziende occidentali stanno iniziando a includere ingredienti tipici della cosmetica coreana, come l’acqua di riso. Altre, invece, stanno acquisendo marchi asiatici: è il caso di L’Oréal, che alla fine del 2024 ha rilevato diverse aziende sudcoreane del settore cosmetico, con l’obiettivo di rispondere alla crescente domanda di prodotti coreani a prezzi accessibili.
Non è però tutto oro ciò che luccica. Il settore è caratterizzato da una concorrenza molto elevata, che spesso si traduce in margini di profitto ridotti e in alti tassi di fallimento. Secondo i dati del governo sudcoreano, negli ultimi anni circa 8.800 marchi di cosmetici hanno cessato l’attività. Proprio per questo, lo scorso dicembre il governo ha riconosciuto ufficialmente l’industria cosmetica come risorsa nazionale strategica, promettendo politiche di sostegno alla produzione e alle esportazioni.
I prodotti asiatici stanno ormai arrivando anche sugli scaffali dei negozi italiani, sia fisici sia online, dove è possibile trovare detergenti per il viso, creme, sieri e prodotti per capelli. Tuttavia, alcuni esperti avvertono che l’eccessiva diffusione dei cosmetici coreani può avere anche effetti negativi, come l’imposizione di standard di bellezza irrealistici. Inoltre, le routine di skincare asiatiche, che talvolta prevedono l’utilizzo di oltre dieci prodotti, potrebbero incoraggiare un consumo eccessivo, soprattutto tra i più giovani, con potenziali ripercussioni psicologiche.
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