Crollo da oltre 400 miliardi per Facebook & Co: il grafico della settimana

Nella prima parte di settembre, l’indice FANG che comprende Facebook, Alphabet, Amazon e NetFlix ha subito una perdita superiore a 400 miliardi. L’analisi

Crollo da oltre 400 miliardi per Facebook & Co: il grafico della settimana

Nato nel 2013 nei salotti di uno dei programmi della Cnbc, l’acronimo FANG è oramai largamente utilizzato sia dai commentatori che dagli operatori di mercato per identificare quattro big dell’hi-tech di Wall Street: (Facebook, Amazon, Netflix e Google-Alphabet).

Nell’ultimo periodo queste società hanno fatto registrare numeri da record: in 12 mesi il fatturato ha superato i 500 miliardi di dollari e la crescita del valore delle azioni negli ultimi 5 anni risulta superiore, in media, a 150 punti percentuali.

I risultati migliori si sono visti nel 2020. Ad inizio settembre, questo indicatore ha superato i 4 trilioni di dollari, un valore vicino al PIL della Germania (che da sola rappresenta circa un quarto del PIL della Zona Euro) con una performance da metà marzo scorso superiore agli 88 punti percentuali: oltre due volte rispetto a quella dello S&P500 e +25 punti percentuali nel confronto con il +63% registrato dallo S&P500 Information Technology.

Questo incremento, però, è terminato la settimana scorsa. Potrà riprendersi in futuro?

Crollo record per i FANG

Con il sell-off dei tecnologici, tra il 2 settembre e l’8 settembre questo indicatore ha subito una perdita superiore a 400 miliardi di dollari.


Andamento indice FANG. Fonte Bloomberg

Quanto è grande questa perdita? La perdita subita è quasi pari alla somma del PIL della Grecia e del Portogallo e del PIL della Norvegia del 2019.

Perdita indice FANG vs somma PIL Grecia e Portogallo vs PIL Norvegia Fonte World Bank. Elaborazione dell’autore

Questo dato è sintomatico della crescita del peso dell’hi-tech non solo sui mercati finanziari ma anche nell’economia reale.

Lo scenario è ancora più strabiliante se si considera anche Apple (che da alcuni anni si è aggiunta ai FANG modificando il nome dell’indice in FAANG) che di recente ha superato i 2 trilioni di capitalizzazione di borsa (pari a circa il PIL dell’Italia nel 2019).

Dopo le perdite, torneranno i buy

La forte perdita dell’ultimo periodo, causata dalla volontà di alcuni operatori di monetizzare i guadagni, non ha intaccato l’ottimismo del mercato in ottica di lungo periodo.

L’Economic Surprise Index, che misura quotidianamente la deviazione tra i dati macroeconomici e il consenso degli operatori, mostra infatti una quadro economico in miglioramento (i dati macro stanno battendo le aspettative).

Di questo scenario, in cui in genere vengono privilegiati i titoli ciclici come i finanziari, le materie prime e industriali, potrebbero trarne beneficio anche le azioni FANG: sebbene siano «sopravvalutate» dal mercato (il P/E ratio in certi casi è superiore a 100, circa 5 volte tanto quello delle imprese europee), gran parte degli analisti continua a fornire un rating buy.

Questo dovrebbe rendere chiaro che le fluttuazioni di breve termine contano fino a un certo punto sui mercati finanziari, quello che è importante è il trend di lungo periodo: nonostante la perdita infatti, i FANG continuano ha mostrare una performance a tre cifre rispetto a un anno fa, molto superiore a quella dello S&P500.

D’altronde, siamo nel bel mezzo della quarta rivoluzione industriale dove l’Information Technology e le telecomunicazioni la fanno da padrone. In questo scenario, l’Hi-Tech è un settore che deve essere considerato in ottica di lungo periodo.

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