Incontro Trump-Kim Jong-un: firmato storico accordo, ecco cosa cambia

Dominato da strette di mano e ampi sorrisi, l’incontro Trump-Kim Jong-un si è chiuso con la firma di un accordo che il presidente degli Stati Uniti ha definito “molto esaustivo”

Incontro Trump-Kim Jong-un: firmato storico accordo, ecco cosa cambia

La firma di un “accordo storico” ha coronato l’incontro Trump-Kim Jong-un a Singapore. Dopo 40 minuti di faccia a faccia tra il Presidente degli Stati Uniti e il leader supremo della Corea del Nord sono così arrivati a una sintesi dopo decenni di ostilità tra i due Paesi.

Secondo quanto detto da Trump sul processo di denuclearizzazione della Corea del Nord le cose andranno avanti “molto velocemente”. L’inquilino della Casa Bianca ha speso parole di stima per il leader nordcoreano prefigurando “un importante cambiamento per il mondo”. Kim Jong-un a sua volta ha definito il vertice utile a “lasciarci il passato alle spalle”.

Dopo il colloquio a due, dai toni costantemente sereni, la giornata è proseguita con un meeting esteso alle squadre di governo dei rispettivi Paesi e con al centro sempre la questione del nucleare.

Da parte americana c’erano il segretario di Stato Mike Pompeo, il consigliere sulla Sicurezza nazionale John Bolton e il capo di gabinetto John Kelly; mentre da parte nordcoreana erano presenti il consigliere e braccio destro del leader Kim Yong-chol, il ministro degli esteri Ri Yong-ho e il presidente della Commissione diplomatica della Suprema assemblea del popolo, Ri Su-yong.

Faccia a faccia Trump/Kim Jong-un : cosa si sono detti?

Trump ha parlato di Kim come di un negoziatore “molto valido, molto intelligente”, al termine di un colloquio durato meno di un’ora, scandito da sorrisi e gesti quasi più informali che formali. Kim ha espresso gratitudine al tycoon per l’incontro, si è detto disposto a “superare ogni tipo di scetticismo” e a lavorare con il presidente degli Stati Uniti.

Proprio dalla discussione a due - aperta ai soli interpreti e a nessun altro - si sono costruite le basi per la successiva firma dell’accordo, con passi avanti almeno apparentemente certi sul fronte denuclearizzazione della Corea del Nord.

Tuttavia gli elementi precisi, le eventuali contropartite chieste da Kim e tutti i dettagli restano per il momento in ombra, sapientemente sovrastati da spiccati tratti cinematografici che hanno colorato il contesto altrimenti molto più bucolico che hollywoodiano dell’hotel di Sentosa, in Singapore.

Tratti cinematografici che sono stati evidenziati dallo stesso leader nordcoreano, secondo cui il confronto era visto da molti come un vero e proprio “film di fantascienza, un fantasy...”, eppure adesso è realtà.

Cosa cambierà adesso?

Dopo l’annuncio delle scorse settimane e la solita ridda di voci che parlavano di smentite e di problematiche, alla fine alle 9 del mattino ora locale (le 3 di notte da noi) di martedì 12 giugno si è tenuto l’incontro tra Donald Trump e Kim Jong-un.

Oltre all’importanza simbolica dell’evento, è la prima volta che i leader dei due paesi si incontrano, il vertice è servito anche per mettere nero su bianco un accordo che è stato salutato con soddisfazione da entrambe le parti.

Dopo questa prima intesa, adesso partiranno dei negoziati per articolare al meglio quelli che saranno gli step successivi. La cosa positiva è la massima volontà da parte dei due paesi di intraprendere un periodo di collaborazione teso alla normalizzazione dei rapporti.

Gli Stati Uniti quindi si sono impegnati a garantire la sicurezza della Corea del Nord creando così i presupposti per un periodo duraturo di pace. Pyongyang invece ha promesso di intraprendere un processo che porterà alla sua totale denuclearizzazione.

Soltanto quando la Corea del Nord avrà portato a termine il suo programma di abbandono del nucleare, allora potranno essere tolte le sanzioni economiche e ritirati i soldati americani di stanza nella penisola coreana.

Al momento quindi le intenzioni sono delle migliori: se Kim Jong-un dovesse mantenere fede alla parola data e quindi smantellare il proprio arsenale nucleare, a quel punto dopo decenni di tensioni si potrebbe arrivare a una normalizzazione dei rapporti tra Stati Uniti e Corea del Nord.

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