Incendi in mano a società private (e indagate): lo Stato lascia a terra gli elicotteri dei Vigili del Fuoco

Indagine dell’Antitrust sulle società private che si spartiscono gli appalti per lo spegnimento degli incendi. Nel frattempo lo Stato spende il 50% in più di quanto dovrebbe.

Incendi in mano a società private (e indagate): lo Stato lascia a terra gli elicotteri dei Vigili del Fuoco

Nel 2017 in Italia ci sono stati 743 grandi incendi che hanno coinvolto più di 130mila ettari di boschi. Incendi sui quali sono intervenuti i Vigili del Fuoco italiani, molti dei quali grazie al supporto di mezzi gestiti da società private.

Differentemente da quello che pensa la maggior parte dei cittadini, infatti, per spegnere gli incendi vengono utilizzati non dei mezzi di proprietà dello Stato, bensì quelli forniti dalle società private che hanno vinto l’appalto con la Regione interessata.

Il problema secondo l’Antitrust è che quando si parla di “incendio” compaiono sempre le solite società. Nel dettaglio secondo l’Authority sono sette le società che si gestiscono il business milionario degli appalti per il servizio antincendio boschivo e per l’elisoccorso e per questo si parla - come riportato da Business Insider - delle “Sette sorelle delle pale”.

Per questo motivo a marzo del 2017 è stata avviata un’istruttoria dall’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato) per verificare se queste supposizioni corrispondono alla verità, ossia se ci sia veramente un accordo tra le società per spartirsi le procedure di gara per l’affidamento dei servizi di elisoccorso (HEMS) e anti-incendio boschivo (AIB).

Le società indagate e il modus operandi

Secondo quanto si legge nell’istruttoria avviata dall’Agcm le società appartenenti al cartello delle “Sette sorelle delle pale” potrebbero aver siglato un accordo segreto per far spartirsi i vari appalti.

Secondo l’accusa queste hanno partecipato alle gare singolarmente o in raggruppamenti variabili facendo in modo che per ogni appalto ci sia un solo offerente. Di conseguenza sono riuscite ad aggiudicarsi l’appalto senza dover apportare dei ribassi sostanziali.

Nel dettaglio le sette società sulle quali sta indagando l’Authority sono:

  • Babcock Mission Critical Services Italia S.p.A.
  • Airgreen S.r.l.
  • Elifriulia S.r.l.
  • Heliwest S.r.l.
  • Eliossola S.r.l.
  • Elitellina S.r.l.
  • Star Work Sky S.a.s.

Si indaga anche sull’Associazione Elicotteristica Italiana (AEI), dal momento che questa è stata fondata dalle suddette sette società.

L’istruttoria si concluderà il 31 ottobre 2018 e non è detto che qualora le supposizioni dell’Agcm venissero confermate le cose cambino. Infatti anche in caso di condanna (non penale) gli enti pubblici non sarebbero obbligati ad estromettere le società che hanno vinto l’appalto interrompendo il servizio.

L’unica situazione in cui sarebbe impossibile andare avanti è quella per cui per queste società ci sia un giudizio penale, ma in tal caso bisognerebbe attendere la condanna del III grado.

Ipotesi comunque piuttosto remota; basti pensare che nel 2015 a Palermo è stata scoperta dalla Guardia di Finanza una truffa ai danni dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente da parte di società come Heliwest, Elifriulia, Elitellina ed Elimediterranea.

Le accuse erano gravissime: truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità in atto pubblico, turbata libertà degli incanti, inadempimenti di contratti di pubbliche forniture.

Pensate che la Guardia di Finanza scoprì che queste società avevano dichiarato di avere abbastanza personale di volo (che poi si è rivelato inesistente) e di avere la possibilità di impiegare contemporaneamente due elicotteri bimotore (impegnati invece in altre Regioni).

Il risultato è stato che pur essendosi messi in tasca decine di milioni di euro non garantirono mai il servizio promesso, simulando avarie e rotture meccaniche ogni volta che era richiesto il supporto dei loro velivoli.

Il processo venne avviato ad aprile 2017 ma si interruppe già alla prima udienza visto che uno degli imputati era irrintracciabile. E di conseguenza alle società indagate è stato concesso di tornare in attività.

Un giro d’affari milionario

Ad oggi quindi queste società sono libere di partecipare agli appalti pubblici, vincendo nella maggior parte delle Regioni.

Un giro d’affari milionario: basti pensare che vincendo l’appalto per l’elisoccorso bandito in Sardegna l’Airgreen si è messa in tasca 58 milioni di euro, mentre l’ATI (formata da AIR Srl, Elitellina, Heliwest, Eliossola ed Elifriulia) in Toscana ha vinto un appalto di 18 milioni e 549mila euro, per un ribasso di poco più di 34mila euro.

A farne le spese, manco a dirlo, sono i cittadini: oggi lo Stato per un’ora di volo di canadair spende circa 15mila euro, 5mila per quella di un normale elicotteri.

Costi che come dichiarato da Conapo (sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco) potrebbero essere abbattuti utilizzando i mezzi di proprietà dello Stato. Ad oggi, infatti, in Italia ci sono 19 canadair, 4 elicotteri Erickson S64F e altri 8 elicotteri del comparto Difesa e dei Vigili del Fuoco che però non vengono inspiegabilmente utilizzati, nonostante ogni 50 ore di fermo sia comunque necessaria una manutenzione del mezzo.

Secondo le stime del sindacato utilizzando questi mezzi piuttosto che ricorrere al supporto di società private permetterebbe alle Regioni di risparmiare circa il 50% di quanto si spende oggi per lo spegnimento degli incendi; l’alternativa quindi c’è, ma a quanto pare non interessa a nessuno.

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Argomenti:

Vigili del Fuoco

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