C’è una domanda che prima o poi si fanno tutti gli investitori, che si tratti di un Btp, del conto deposito o di un investimento a lungo termine: quanto tempo ci vorrà per raddoppiare i soldi? Non serve essere esperti di finanza per dare una risposta credibile. Esiste infatti un trucco matematico piuttosto semplice che permette di capire velocemente quanto tempo serve per raddoppiare un investimento. E’ noto come Regola del 72.
Vediamo come funziona e perché può fare la differenza nella pianificazione degli investimenti.
La Regola del 72 spiegata in parole semplici
La Regola del 72 è un metodo semplice per stimare il tempo necessario a raddoppiare un investimento. La formula è elementare:
Anni per raddoppiare = 72 / tasso di rendimento annuo
Facciamo subito un esempio pratico. Per un investimento che rende in media il 6% all’anno, basterà dividere 72 per 6, ottenendo come risultato 12 anni. In altre parole, se viene reinvestito ogni guadagno, il capitale iniziale si duplica in 12 anni.
E se il rendimento fosse del 3,5%? Allora ci vorranno circa 20,6 anni. Al contrario, un rendimento del 12% dimezzerebbe il tempo a 6 anni. È chiaro quindi quanto anche piccole variazioni nel tasso annuo possano avere un impatto enorme sul tempo necessario per far crescere il proprio patrimonio.
Questa regola non è un’invenzione recente né una “magia” matematica, ma deriva da una semplificazione della formula logaritmica usata per calcolare la crescita esponenziale. E funziona sorprendentemente bene per tassi di interesse tra il 6% e il 10%. Fuori da questo intervallo, diventa meno precisa, ma resta comunque un’ottima bussola per orientarsi.
E può essere utilizzata in molti contesti, dai conti di risparmio ai fondi comuni, dalle obbligazioni alle azioni, fino agli ETF. In generale, questa regola funziona molto bene nei casi in cui l’investimento genera un rendimento annuo regolare, aiutando a pianificare gli obiettivi e, soprattutto, a capire se le aspettative sono realistiche.
Come usarla (bene) e i suoi limiti
La Regola del 72 permette di tradurre concetti astratti della finanza in qualcosa di chiaro e immediato, adatto anche ai meno esperti. Aiuta a valutare se il rendimento di un investimento è in linea con i propri obiettivi, se ha senso puntare su qualcosa di più rischioso per accelerare i risultati, oppure se è meglio mantenere un approccio più prudente e pensare sul lungo periodo.
Ma come ogni semplificazione, ha i suoi limiti. La regola assume che il tasso di rendimento sia costante nel tempo. Nella realtà, però, questo accade raramente. Mercati volatili, inflazione, politiche monetarie e variabili geopolitiche possono influenzare i rendimenti in modo significativo.
Per esempio, per calcolare in quanto tempo si può raddoppiare il potere d’acquisto di un investimento (al netto dell’inflazione), sarà necessario sottrarre il tasso d’inflazione dal rendimento annuo prima di applicare la regola. Un investimento che rende il 5% annuo, in un contesto di inflazione al 2,5%, ha un rendimento reale del 2,5%. In questo caso, serviranno circa 28,8 anni per raddoppiare il capitale in termini reali.
Un altro insegnamento prezioso della regola è che il tempo è un alleato potente, soprattutto se si parte presto. Anche con rendimenti modesti, l’interesse composto lavora silenziosamente anno dopo anno.
Invertendo la formula (tasso = 72 / anni), è possibile scoprire il rendimento annuo necessario per raddoppiare il capitale in un tempo specifico. Ad esempio, se si vuole raddoppiare in 10 anni, servirà un rendimento medio annuo del 7,2%.
Insomma, la Regola del 72 non sostituisce una strategia d’investimento solida, ma è uno strumento pratico, intuitivo e alla portata di tutti per prendere decisioni più consapevoli.
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