In Italia i concerti incassano quasi un miliardo di euro

Alberto De Pasquale

20/08/2024

La spesa per la musica dal vivo cresce più degli spettatori, a causa dei cachet degli artisti e del costo dei biglietti sempre più alti.

In Italia i concerti incassano quasi un miliardo di euro

L’industria italiana degli spettacoli, sport e intrattenimento se la passa bene. Il 2023 è stato un anno record per la spesa del pubblico, con oltre 4,2 miliardi di euro di incassi. Si tratta del valore più alto di sempre secondo l’ultimo Rapporto Siae, che ogni anno fa il punto sulle condizioni del settore.

Certo, c’è ancora da recuperare qualcosa rispetto ai livelli del pre-pandemia: nel 2019 si erano tenuti in Italia 4,3 milioni di spettacoli, contro i 3,5 milioni organizzati nel 2023 (-18%). E anche il numero degli spettatori, 265 milioni complessivi nel 2023, non è ancora ai livelli precedenti (-8%). Tuttavia, il business degli eventi è tornato a prosperare, soprattutto grazie a parchi divertimento, sport (in particolare il calcio) e musica dal vivo: nel 2023 in Italia soltanto i concerti hanno incassato 967,4 milioni di euro.

Lo scorso anno sono stati circa 61.700 gli eventi musicali organizzati nel nostro Paese (61% in più rispetto al 2019), a cui hanno assistito 28,2 milioni di spettatori. In media fanno 457 spettatori per concerto. Bisogna ovviamente considerare che nel computo rientra tutto: dai live in locali e piccoli club, ai grandi eventi all’aperto e negli stadi. Basti pensare che in un anno solo San Siro ha attirato oltre un milione di paganti.

La spesa fatta registrare dai concerti nel 2023, come detto vicina al miliardo di euro, è cresciuta del 33% al confronto con il 2022 e dell’88% rispetto al 2019, a fronte di un aumento del numero di spettatori, sempre a paragone con questi due anni, ben inferiore (rispettivamente del 16% e del 70%). In altri termini, gli incassi sono cresciuti più dei paganti. La spiegazione sta tutta nei forti aumenti dei costi dei biglietti per i concerti di musica pop, rock e leggera. Sempre secondo lo studio, la spesa per questo tipo di eventi è mediamente doppia rispetto a quella necessaria per assistere a concerti più “di nicchia”: un biglietto per un concerto pop costa in media 37 euro, contro i 16 o 17 per un evento di musica classica o jazz.

Il dominio dello streaming, che ha tagliato drasticamente le vendite dei dischi fisici, ha portato da tempo gli artisti a ricercare nuove forme di profitto, come il merchandising e naturalmente i concerti, che però hanno costi di produzione in aumento. E a crescere sono anche i cachet degli artisti.

Il report segnala che il biglietto più economico per assistere all’unica data italiana estiva del rapper americano Kendrick Lamar nel 2023 all’arena di Verona costava 104 euro, mentre un posto in piedi nei settori più lontani dal palco per il concerto di Bruce Springsteen all’Autodromo di Monza è stato pagato 100 euro. Quest’anno il biglietto più economico per le date di Taylor Swift a Milano è costato circa 63 euro, mentre quello per il settore più distante dal palco per l’unica data degli AC/DC a Reggio Emilia ha superato i 100 euro più prevendita.

Lo studio sottolinea come, nonostante l’aumento dei prezzi, la domanda di biglietti per i concerti al momento rimane alta. Anche se adesso iniziano ad affiorare dubbi che, nel lungo periodo, la politica dei prezzi elevati possa rendere i concerti accessibili solo a pochi, con possibili conseguenze negative per tutta l’industria musicale.

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