In Europa il turismo ha superato i livelli del 2019, in Italia ancora no

Alberto De Pasquale

31/01/2024

In Francia, Grecia e Spagna il numero di notti trascorse in hotel nel 2023 è cresciuto rispetto al pre-pandemia, mentre nel nostro Paese è in calo.

In Europa il turismo ha superato i livelli del 2019, in Italia ancora no

Nel 2023 in Europa il turismo ha raggiunto e perfino superato i livelli del 2019. Ma lo stesso non può dirsi dell’Italia che, nonostante rimanga una delle principali mete turistiche europee, al momento è esclusa da questa crescita.

Intendiamoci: fare meglio al confronto con il pre-pandemia, in termini di presenze nelle strutture ricettive, non era scontato. Eppure, tutte le altre grandi destinazioni come Francia, Grecia e Spagna hanno compiuto la missione e fatto segnare nel 2023 numeri in aumento rispetto al 2019.

Secondo Eurostat, nel 2023 sono state trascorse 2,9 miliardi di notti in hotel e strutture ricettive dei paesi dell’Unione Europea. Rispetto al 2019, quando erano state 2,8 miliardi, è stata rilevata una crescita dell’1,6%. Un incremento lieve, ma parecchio rilevante. Il 2019 resta ancora oggi, infatti, un riferimento per numerosi settori produttivi e commerciali per misurare le performance attuali con quelle dell’ultimo anno prima della crisi partita nel 2020. Fare meglio di quell’annata è un traguardo notevole: non a caso, i 2,9 miliardi di notti trascorse rappresentano un nuovo record assoluto per il turismo europeo.

Il risultato esprime quindi una chiara ripresa del settore, che ha recuperato il terreno perso negli ultimi anni. Anche se nel nostro Paese le cose sembrano andare diversamente. Durante l’estate del 2019, da giugno a settembre, i turisti (stranieri e non) avevano soggiornato negli hotel italiani per un totale di 260 milioni di pernottamenti, mentre nello stesso periodo del 2023 sono stati poco più di 251,7 milioni: il 3,2% in meno.

È andata un po’ meglio se si restringe il campo ai soli turisti stranieri, che nel corso della stagione estiva 2023 hanno fatto ugualmente registrare un calo su base annua (-2,2%), ma più contenuto. A essere venute meno, quindi, sono soprattutto le presenze degli italiani: non è un mistero che proprio lo scorso anno in molti abbiano deciso di puntare su mete estere più low cost come l’Albania, che nel 2023 è stata una delle destinazioni estive di maggior tendenza.

Mettendo sempre a confronto estate 2019 ed estate 2023 emerge che, a differenza dell’Italia, tutte le altre principali mete turistiche europee hanno superato i livelli del pre-pandemia. La Francia è passata dai 250,7 milioni di pernottamenti nel 2019 ai 252,5 del 2023 (+0,7%); la Spagna da 235,5 milioni a 237,6 (+0,9%) e la Grecia da 103 a 104,6 milioni di pernottamenti (+1,5%).

Come se non bastasse, l’Italia nell’estate 2023 ha fatto segnare numeri in calo perfino al confronto con il periodo estivo 2022, quando si erano registrati oltre 5,2 milioni di pernottamenti in più. Una consolazione arriva se si fa un confronto tra 2023 e 2022 valutando, oltre alle presenze estive, quelle negli altri mesi dell’anno. Da gennaio a ottobre 2023 (in attesa dei dati Eurostat sull’intero anno) i pernottamenti in hotel in Italia sono stati 397,4 milioni, in aumento del 4,6% rispetto ai 379,9 del 2022. Segnale che si sta tornando a viaggiare tutto l’anno.

Alla luce di una ripresa che rispetto al 2019, almeno in Italia, ancora non è arrivata, ci sono diverse mete turistiche europee che stanno aumentando notevolmente il proprio peso turistico. Pensiamo a Malta e Cipro, che nel 2023 hanno fatto registrare pernottamenti turistici in crescita di oltre il 20% rispetto al 2022. O a Danimarca e Paesi Bassi, in assoluto le mete turistiche europee che hanno incrementato maggiormente la presenza di turisti rispetto al pre-pandemia.

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