Imposta di soggiorno, il 2025 sarà l’anno dei record?

Alberto De Pasquale

14/11/2024

Tra l’aumento dei comuni che la applicano, gli arrivi per il Giubileo e i ritocchi delle tariffe, il gettito totale potrebbe superare il miliardo di euro.

Imposta di soggiorno, il 2025 sarà l’anno dei record?

Con la pandemia era quasi finita nel dimenticatoio.

La crisi del turismo degli ultimi anni ne aveva indebolito le potenzialità, ma con le presenze negli hotel tornate ai livelli del 2019 e il Giubileo dietro l’angolo, adesso l’imposta di soggiorno è più importante che mai. I comuni che la prevedono sono in crescita e quelli che già la applicavano stanno adeguando le tariffe per il 2025, con aumenti fino a due euro a notte per persona, come concesso lo scorso anno dalla Legge di Bilancio.

Pochi giorni fa la giunta comunale di Milano ha approvato l’adeguamento delle tariffe, che scatterà dal primo gennaio 2025, con un aumento del 40% dell’imposta di soggiorno per tutte le tipologie di struttura ricettiva.

Il 2025 si preannuncia come l’anno dei record. Non solo per Roma, che con il Giubileo attende l’arrivo di circa 35 milioni pellegrini, ma anche per altre grandi città italiane. Stando alle stime del capoluogo lombardo, nel 2025 sono attesi in città circa 9 milioni di turisti, che saranno più numerosi rispetto a quest’anno e pernotteranno mediamente più a lungo. Per questo anche gli introiti dell’imposta di soggiorno aumenteranno: il prossimo anno solo Milano dovrebbe incassare 105 milioni di euro, contro i circa 70 previsti per il 2024. Non è quindi casuale si utilizzi spesso il termine «tesoretto» per indicare le risorse che ne derivano e vanno a disposizione delle amministrazioni comunali.

Stando alle stime dell’Osservatorio nazionale sulla tassa di soggiorno di JFC, nel 2023 l’incasso totale derivante dall’imposta è stato di 790 milioni di euro, mentre per il 2024 ancora in corso le previsioni dicono che potrebbe salire a 846 milioni. Nel 2025, invece, con l’aumento dei comuni che applicano l’imposta, il grande flusso turistico atteso e i ritocchi delle tariffe fino a due euro a notte in più per persona, tutto lascia pensare che il gettito complessivo potrebbe superare il miliardo di euro.

L’incasso, derivante da somme versate da chi in città transita per pochi giorni, sarà destinato a finanziare i servizi connessi agli eventi del Giubileo 2025, come il trasporto pubblico locale e la valorizzazione dei beni culturali. Con l’introduzione dell’imposta nel 2011 il legislatore aveva previsto che il gettito fosse reinvestito in attività strettamente legate al turismo, anche se di fatto, nel corso degli anni, in buona parte le amministrazioni lo hanno impiegato anche per usi “impropri”, come il recupero dei deficit delle casse comunali o per finanziarie attività che poco c’entravano con l’accoglienza turistica.

Nel 2011 erano solamente 13 i comuni che prevedevano il pagamento dell’imposta di soggiorno, per un gettito complessivo di 77 milioni di euro. Appena l’anno successivo, il 2012, erano già 377, tuttavia con un incasso ancora basso (163 milioni). Nel 2023 sono diventati 1.259 da Nord a Sud e continuano a crescere.

Secondo un’analisi del Ministero del Turismo, nel triennio 2019-2021 circa il 72% dei comuni italiani rispettava le condizioni per l’applicazione dell’imposta di soggiorno (come essere un capoluogo di provincia, appartenere alle unioni di comuni o essere incluso negli elenchi delle località turistiche o città d’arte), anche se la prevedeva appena il 22% sul totale dei comuni che potevano applicarla (1.235 comuni su 5.730). In testa il Trentino-Alto Adige, dove l’imposta di soggiorno era applicata da tutti i comuni della regione, seguita da Valle d’Aosta (77%) e Toscana (50%), mentre in Lombardia la diffusione era appena al 9%.

Per dare un’idea della progressione, fino al 2023 il Molise risultava l’unica regione italiana a non prevedere l’imposta di soggiorno, ma le cose sono cambiate quest’anno. Con una delibera, la giunta regionale ha istituito l’elenco dei comuni turistici che potranno applicare l’imposta di soggiorno: 47 su 136. Nel capoluogo Campobasso ora c’è da pagare un euro a notte per persona. Cifre ben più alte si spendono invece a Roma, dove l’imposta di soggiorno è di quattro euro a notte per persona in un hotel da una stella, mentre ne servono 10 per pernottare una notte in un cinque stelle (12 considerando l’aumento per il 2025).