Iliad: presidente multato per 600 mila euro dall’AMF per insider trading

Il presidente del Cda di Iliad è accusato di condotte scorrette dall’AMF e ha ricevuto una multa da 600 mila euro. Sanzionata anche la società.

Iliad: presidente multato per 600 mila euro dall'AMF per insider trading

Alla fine il verdetto è arrivato: il presidente di Iliad, Maxime Lombardini, è stato multato per 600 mila euro dalla Commissione delle sanzioni dell’Autorità francese dei mercati finanziari. Il numero uno della compagnia telefonica francese è accusato di insider trading.

Nella vicenda, al vaglio dell’AMF da qualche tempo, è coinvolto anche la stessa società multata a sua volta con una sanzione da 100mila euro per aver tardato la comunicazione al mercato dell’operazione su T-Mobile, risalente all’estate di 5 anni fa.

Intanto, alla Borsa di Parigi il titolo di Iliad sembra non risentire della notizia e scambia in rialzo dell’1,06% a quota 93,94 euro.

Perché il presidente Iliad è stato multato

Secondo l’AMF, il presidente del consiglio di amministrazione di Iliad avrebbe utilizzato informazioni privilegiate per trarne vantaggi personali.

In particolare, a inizio luglio del 2014, in due occasioni, Lombardini vendette parte delle sue azioni e di quelle nella disponibilità della sua compagna, proprio pochi giorni prima che il titolo crollasse in Borsa.

Era il periodo in cui Iliad stava valutando l’operazione da 15 miliardi di dollari sulla compagnia telefonica T-Mobile che venne resa nota al mercato solo alla fine dello stesse mese.

“A partire dal 2 luglio 2014, le informazioni relative a questo progetto presentavano le caratteristiche delle informazioni privilegiate, in quanto era a quella data precisa, non pubblica e suscettibile di avere un’influenza significativa sul prezzo del titolo Iliad”

sostiene l’Autorità francese.

Lombardini ha così ricevuto una multa da 600mila euro rispetto al milione che l’AMF aveva chiesto a fine marzo.

Perché è stata multata Iliad

Oltre alle condotte scorrette del suo presidente, l’Autorità francese ha rilevato irregolarità anche da parte della stessa società francese , comminando una sanzione da 100 mila euro, rispetto alla richiesta di mezzo milione avanzata un mese fa.

L’accusa per Iliad è di aver ritardato, all’epoca dei fatti, la comunicazione al mercato della volontà di presentare una manifestazione di interesse verso T-Mobile, che venne svelata giorni dopo la presentazione dell’offerta e quindi – sottolinea l’AMF – in difetto “dei suoi obblighi di informare il pubblico”.

Il gruppo francese aveva intenzione di acquisire il 56% del capitale di Deutsche Telekom per arrivare a controllare la compagnia americana attraverso un’operazione da circa 15 miliardi di dollari.

L’offerta però non venne accettata e le azioni crollarono in Borsa. Pochi mesi dopo, nell’ottobre 2014, Iliad comunicò di non essere più interessata all’acquisizione.

La difesa dalla accuse

Lombardini e Iliad non hanno per ora risposto nel merito delle accuse mosse a loro carico ma a fine marzo avevano fatto sapere di ritenerle infondate.

Va ricordato, che a sua difesa, il presidente del Cda aveva dichiarato che la vendita delle azioni sue e della sua compagna contestata dall’AMF era avvenuta per una sopravvenuta esigenza di mettere da parte dei soldi.

L’Autorità francese, però, ha fatto notare che poco dopo la transazione, proprio la sua compagna ha acquistato nuove azioni di Orange, facendo così cadere la tesi di Lombardini sull’esigenza di dover risparmiare denaro.

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