Il wokism non funziona: DEI e ESG affondano Biden e i Democratici

Glauco Maggi

21/12/2023

Nel partito Democratico è sempre meno latente e sempre più grave la spaccatura tra i giovani e i radicali della sinistra socialista di Alexandria Ocasio Cortez.

Il wokism non funziona: DEI e ESG affondano Biden e i Democratici

I nodi dell’esasperato, e celebrato dai media codini, wokismo in sigle dell’ultimo decennio vengono al pettine. Le azioni personali di personaggi che hanno guidato BLM (Black Lives Matter, le vite dei neri contano) e DEI (Diversity, Equity, Inclusion; diversità, equità, inclusione) parlano più dei loro pomposi programmi, diventate come sono materia di scandalo. E le politiche dell’ESG (Enviroment, Social, Governance) sono al centro della prima causa legale promossa dal procuratore generale di uno Stato che ha accusato la maggiore società di gestione del risparmio al mondo di “ingannare i risparmiatori”.

Patrisse Cullors, afro-americana cofondatrice di Black Lives Matter, si è dimessa nel 2021 dalla presidenza della Fondazione, accusata da altri membri del gruppo di aver usato per fini privati i milioni delle donazioni ricevute, e nel 2022 ha tenuto festini nella villa che aveva comprato per 6 milioni qualche anno prima intestandola a BLM. Da tempo la credibilità e il seguito popolare del gruppo sono scemati ovunque, e l’ultima segnalazione della sua attività è stata una manifestazione a Chicago, l’11 ottobre, in cui aveva pubblicamente celebrato l’attacco sanguinoso di Hamas in Israele.

La DEI, che Elon Musk ha liquidato di recente in un tweet (“DEI MUST DIE”, la DEI DEVE MORIRE”) ha vissuto una stagione di ecumenica e conformistica espansione nelle università, e poi nelle istituzioni pubbliche, per approdare alla fine nelle aziende private, producendo una categoria di “professionisti” delle tre virtù della diversità, dell’equità e della inclusione. Il risultato pratico è stato il diffondersi di una mentalità mafiosa da cosca, di fatto discriminando a favore di gruppi e persone che condividono le stesse idee, in spregio della vera diversità ed inclusione e a sostegno di una equità falsa perché non si basa sulla uguaglianza delle occasioni e dei punti di partenza, ma sulla pretesa della parità dei risultati, a prescindere dall’impegno e dalla responsabilità individuale.

La DEI, nelle università, ha così trovato una operativa comunità di intenti con una precedente sigla, BDS (Boycott, Divestment and Sanctions, boicottaggio, disinvestimento e sanzioni), il movimento studentesco pro-palestinese che da anni propugnava la guerra contro Israele ed era sempre stato visto come un mero movimento politico. Invece, l’attacco recente di Hamas a Israele ha smascherato la sua vera natura. “DEI alimenta l’antisemitismo nei campus”, ha titolato il Wall Street Journal un commento di Heather Mac Donald del 6 dicembre. E Bill Ackman, il manager di hedge fund che sta guidando la rivolta dei donatori di Harvard, ha spiegato in una intervista a CNBC del 6 novembre di aver preso atto della esistenza della DEI nel campus senza aver mai letto il suo statuto: “Credevo che la DEI riguardasse tutti i gruppi marginalizzati, ma il programma DEI ad Harvard è limitato a specifici gruppi e tratta sfavorevolmente altri. Invece, dovrebbe coprire tutte le minoranze, compresi ebrei e asiatici”.

L’anima di BDS, ovviamente antisemita, è emersa, virulenta, nelle recenti settimane quando i gruppi di militanti BDS hanno dato vita ad azioni di propaganda, sfociata in minacce e violenza contro gli studenti ebrei e in manifestazioni di appoggio esplicito agli stupratori ed assassini di Hamas. In loro sostanziale difesa, perfino nel corso di una audizione al Congresso americano, si sono espressi i presidenti di Harvard, MIT e Penn University, e ciò ha ufficialmente aperto la questione della degenerazione delle istituzioni educative americane, e ha dato vita al boicottaggio delle donazioni di personaggi facoltosi, come Ackman appunto.
Sul piano politico, nel partito Democratico è sempre meno latente e sempre più grave la spaccatura tra i giovani e i radicali della sinistra socialista di Alexandria Ocasio Cortez, apertamente anti Israele, e l’establishment più anziano rappresentato da leaders come Chuck Schumer, ebreo e capo dei senatori.

Joe Biden ha affievolito la sua posizione iniziale, che era di pieno appoggio al governo di Netanyahu, e si è spostato sul fronte dei “pacifisti” e del “cessate il fuoco”. Lo ha fatto per appoggiare una linea di mediazione con la sinistra interna e non andare irreparabilmente verso la disfatta alle elezioni del prossimo novembre con un partito diviso. Ma la situazione appare sempre più disperata, perché lo slittamento dell’indice di approvazione verso il suo lavoro da presidente non si ferma: gli ultimi due sondaggi di dicembre della CNN e del New York Times-Siena College gli attribuiscono il 37%, come il Gallup di un paio di mesi fa.

Le politiche di Biden improntate al DEI sono larga parte della debacle, ma anche in questo caso c’è un’immagine che immortala il fallimento. È quella di Barbara Furlow-Smiles, afro-americana che ha guidato le attività DEI del colosso informatico Meta (prima Facebook), dal 2017 al 2021. Ha lasciato la carica, e l’azienda, per aver rubato milioni di dollari dalle casse societarie negli anni in cui reggeva la divisione aziendale delle “tre virtù”. La truffa è ora al centro dell’inchiesta dell’US Attorney (procuratore) della Georgia che indaga sul giro delle bustarelle e dei falsi compiuti dalla ex executive per arricchirsi. In effetti, se non fosse stata scoperta, almeno per lei la DEI sarebbe stata una reale manna.

L’ultima sigla “sinistra” scivolata dalla gloria delle campagne liberal in una sala di tribunale è la ESG. Giorni fa il procuratore generale del Tennessee Jonathan Skrmetti ha citato in giudizio la società di investimento BlackRock per pratiche ingannevoli. “BlackRock ha detto due cose che non possono essere entrambe vere”, ha detto Skrmetti, repubblicano, al Daily Signal in un’intervista. “La prima è che prendono il denaro degli investitori e lo investono esclusivamente allo scopo di massimizzare il ritorno sull’investimento. Ma hanno anche rilasciato dichiarazioni in cui affermano di essere impegnati ad azzerare le emissioni nette di carbonio per combattere il cambiamento climatico entro determinate date. Hanno fatto molte dichiarazioni sul loro impegno a utilizzare tutte le risorse sotto la loro gestione (le azioni delle società in cui investono soldi dei risparmiatori NDA) per promuovere l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra. Le due affermazioni non possono essere entrambe vere, contemporaneamente” ha puntualizzato il procuratore.

Nella causa intentata presso il tribunale della contea di Williamson, Skrmetti ha sostenuto che BlackRock viola il Tennessee Consumer Protection Act impegnandosi in pratiche ingannevoli, appunto perché mischia i suoi cosiddetti obiettivi ambientali, sociali e di governance con l’obiettivo dichiarato di ottimizzare i guadagni in Borsa per i clienti.
BlackRock ha contribuito a guidare il movimento che impone obiettivi alle aziende in nome dell’ESG per salvare il pianeta. Sono obiettivi che comportano l’impegno a modificare le pratiche commerciali per ridurre o compensare le emissioni di carbonio, anche se la scienza sulle emissioni di carbonio che distruggono il clima è lungi dall’essere consolidata. Skrmetti chiede al tribunale di circoscrizione di accertare che BlackRock ha violato il Tennessee Consumer Protection Act; di imporre a BlackRock di smettere di fornire false dichiarazioni; di ordinare a BlackRock di “restituire il denaro” intascato grazie alle “presunte violazioni della legge”. Infine, Skrmetti chiede alla corte di multare BlackRock con una sanzione civile di 1.000 dollari allo stato del Tennessee per ogni violazione della legge.
Non c’è pace per le sigle woke.