Tra le economie avanzate siamo molto indietro per diffusione delle skill più ricercate e che offrirebbero più opportunità (e paghe migliori).
È il lavoro uno degli ambiti che più rischia di essere travolto da Intelligenza Artificiale e nuove tecnologie. I pessimisti prevedono crisi e licenziamenti di massa; gli ottimisti immaginano una nuova fase che permetterà di delegare ai software le attività più noiose e ripetitive, consentendo agli umani di concentrarsi su quelle creative.
Comunque la si veda, circa il 40% dei posti di lavoro nel mondo è esposto all’IA: il cambiamento è in atto e nei prossimi anni trovare o mantenere un lavoro dipenderà sempre di più dalla capacità di aggiornare il proprio bagaglio di conoscenze o di acquisire nuove competenze. Una missione per la quale l’Italia risulta, al momento, decisamente impreparata.
Cosa dicono i dati
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