Le reti proxy e gli account condivisi di GPT-5 permettono di risparmiare centinaia di euro sugli abbonamenti all’AI. I dati rivelati da un’indagine.
Per poter usufruire di tutte le potenzialità offerte dai principali chatbot di intelligenza artificiale, oggi è quasi obbligatorio iscriversi a uno dei piani in abbonamento. Che si tratti di ChatGPT, Claude, Google Gemini o affini. L’unico grande ostacolo, soprattutto per coloro che accedono agli agenti AI saltuariamente, è rappresentato dai costi mensili o annuali per un abbonamento Pro.
C’è però chi ha già trovato una “scappatoia”. Secondo un’indagine dell’Oxford China Policy Lab, alcuni studenti e sviluppatori cinesi starebbero accedendo ai modelli di intelligenza artificiale più recenti con sconti fino al 97% sul prezzo di listino. In che modo? Sfruttando reti proxy non ufficiali. Queste permetterebbero di avere accesso a livello API a modelli come GPT-5 tramite abbonamenti condivisi.
Come funziona il trucco delle reti proxy
Gli esperti dell’Oxford China Policy Lab hanno individuato numerosi annunci che offrono l’accesso a modelli di intelligenza artificiale tramite alcune “transfer stations” che lavorano al di fuori dei canali autorizzati. Sono una sorta di intermediari che elaborano le richieste degli utenti, per inoltrarle poi attraverso server esterni prima che raggiungano le API ufficiali.
Questi annunci pubblicizzano abbonamenti condivisi ed endpoint reindirizzati come alternative di accesso a prezzi molto scontati. Un modello di distribuzione che essenzialmente si basa sulla condivisione degli abbonamenti, per ridurre la tracciabilità e introdurre al tempo stesso un controllo di terze parti sulla gestione delle richieste e sulla trasmissione dei dati.
Qual è il risparmio effettivo? Per l’accesso ufficiale tramite API ai modelli di intelligenza artificiale più recenti, il costo stimato va dai 50 ai 120 dollari per milione di token. I servizi basati su proxy offrono risultati simili a un costo di circa 1-4 dollari per milione di token. La riduzione è di circa il 97% e tutte le funzionalità principali sono incluse.
I rischi di questo metodo alternativo
Ci sono rischi? Secondo i ricercatori che hanno portato avanti l’indagine, questa tipologia di accesso ai modelli di AI potrebbe mettere a repentaglio il controllo dei dati. Nei flussi di lavoro mediati da proxy, infatti, le richieste dell’utente e il codice vengono trasmessi attraverso server intermedi prima di raggiungere le API ufficiali.
Questo crea una potenziale esposizione di codice proprietario, richieste di informazioni sensibili e altro, senza alcuna trasparenza in merito all’uso dei dati da parte di terzi. Queste pratiche sono inoltre considerate una violazione dei termini di servizio dai principali fornitori di intelligenza artificiale.
Secondo gli analisti, ci sarà presto un’intensificazione dei controlli attraverso l’individuazione delle anomalie, l’analisi dei cluster di account e l’inasprimento delle normative regionali.