Il problema dell’obesità in Cina (e le conseguenze sull’economia)

Federico Giuliani

15 Giugno 2025 - 06:27

In Cina entro il 2030 il 65% della popolazione adulta rischia di essere obesa o in sovrappeso. A Pechino è già partita la corsa contro il tempo per evitare il disastro.

Il problema dell’obesità in Cina (e le conseguenze sull’economia)

Il guaio è ben sintetizzato da una previsione della Commissione nazionale per la salute (NHC), l’organismo governativo responsabile della sanità pubblica in Cina: entro il 2030 il 65% della popolazione adulta di questo Paese rischia di essere obesa o in sovrappeso.

Le conseguenze di questo fenomeno possono costare a Pechino l’equivalente di 57 miliardi di dollari, circa il 22% del bilancio sanitario nazionale totale. Il motivo? Semplice: l’obesità comporta la diffusione di malattie croniche come l’ipertensione, il diabete e problemi cardiovascolari, una vera e propria piaga per il già pressatissimo sistema sanitario cinese.

La corsa contro il tempo per invertire la tendenza è già iniziata. Lo scorso anno, per esempio, la stessa NHC e altri dipartimenti governativi hanno lanciato un piano triennale che ha incluso raccomandazioni su dieta ed esercizio fisico. Di recente sono state annunciate «cliniche multidisciplinari per la gestione del peso» negli ospedali di tutto il Paese.

La situazione in Cina è abbastanza seria, come ha rivelato uno studio pubblicato su The Lancet: nel 2021 il numero di adulti in sovrappeso o obesi aveva superato la soglia delle 400 milioni di unità, in netto aumento rispetto ai 180 milioni rilevati in India e ai 172 milioni negli Stati Uniti. E non è finita qui perché, in assenza di contromisure, la cifra dovrebbe salire a 630 milioni entro il 2050.

La Cina ha un problema con l’obesità

Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) siamo di fronte ad un caso di obesità quando l’indice di massa corporea (BMI), e cioè il peso di una persona diviso per il quadrato della sua altezza, è superiore a 30. Il governo cinese ha una propria definizione di obesità: un valore BMI superiore a 24 indica qualcuno in sovrappeso, oltre 28 come obeso.

In ogni caso, se davvero in Cina entro il 2050 il 65% degli adulti dovesse essere in sovrappeso o obeso, la cura di questi pazienti costerebbe a Pechino 418 miliardi di yuan (57 miliardi di dollari), e cioè, come anticipato, l’equivalente del 22% del bilancio sanitario nazionale annuale, rispetto all’8% del 2022.

Attenzione anche ai più piccoli. Secondo l’NHC, entro il 2030 circa un terzo dei bambini cinesi di età superiore ai sette anni potrebbe essere sovrappeso o obeso, rispetto al 19% del 2018. Il ministero dell’Istruzione ha annunciato una serie di misure per affrontare il problema, ad esempio aggiungendo il BMI alle valutazioni di educazione fisica degli alunni e chiedendo alle scuole di riservare almeno un’ora al giorno per attività all’aperto, ridurre la quantità di compiti e aumentare i tempi di ricreazione da 10 a 15 minuti.

Cosa succede alla popolazione cinese

Colpa del junk food? Questa è solo una delle ragioni alla base dell’aumento della percentuale di persone obese e in sovrappeso. Contano moltissimo anche altri due aspetti: la sedentarietà derivante da attività lavorative sempre più intense e lo stress accumulato in una società sempre più competitiva.

Come se non bastasse, uno studio della Tsinghua University di Pechino e del Beijing Friendship Hospital ha scoperto che l’obesità può danneggiare significativamente la salute del cervello: in alcuni adulti obesi si verificherebbe un calo del volume cerebrale equivalente a 12 anni di invecchiamento. In altre parole, i risultati, basati sui dati di neuroimaging hanno mostrato un chiaro legame tra l’obesità e una serie di indicatori di declino cognitivo, tra cui la riduzione del volume cerebrale, l’aumento delle lesioni della sostanza bianca e l’integrità microstrutturale anomala.

Il quotidiano cinese Life Times ha sottolineato la conclusione dei ricercatori secondo cui i giovani dovrebbero cercare di mantenere il loro BMI al di sotto di 26,2 per proteggere la salute del cervello. «Non esiste una persona sana in sovrappeso», è l’avvertimento diffuso dal paper. Attualmente il tasso di obesità nell’Asia-Pacifico è circa il 7% superiore alla media globale.

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