Così la Germania spinge in alto il DAX contro tutto e tutti

Giancarlo Marcotti

3 Febbraio 2023 - 09:26

La borsa tedesca viaggia intorno ai massimi mentre tutti i fattori di contorno chiamerebbero un calo. Come mai succede questo e soprattutto come fanno i tedeschi a farlo succedere?

Così la Germania spinge in alto il DAX contro tutto e tutti

L’economia tedesca sta attraversando un periodo di profonda crisi come non le capitava da parecchi anni, eppure, l’indice di riferimento della Borsa di Francoforte, il Dax30, ormai dallo scorso mese di ottobre, non fa altro che salire.

Oggi il Dax ha sfondato anche quota 15.400 punti, il guadagno negli ultimi quattro mesi arriva a sfiorare il 30%. Come si spiega questa “anomalia” che all’apparenza sembra un paradosso?

In effetti pare proprio un paradosso, ma la finanza, sotto certi punti di vista, è un “unicum”, ha delle peculiarità proprie.
L’aspetto che rende la finanza un “unicum” è che per capirne le dinamiche occorrerebbe guardare la situazione attuale con delle lenti distorte, che ti proiettano al futuro.

Ed allora ciò che pare assurdo oggi, assume un altro aspetto, domani.

L’economia va male? Interverrà in suo soccorso la Banca Centrale. La Banca Centrale ha già fatto tutto il possibile? Allora interverrà il Governo, correrà in suo aiuto, varerà piani di sostegno, darà il via all’erogazione di nuovi fondi pubblici.

Questo giustifica il paradosso.

Ecco quel che è accaduto in Germania.

Come noto le Borse hanno concluso il 2021 sui massimi assoluti, e quella tedesca non ha fatto eccezione.

Il motivo di tale euforia è noto a tutti, la Banca Centrale Europea ha continuato a mantenere da anni una politica monetaria ultra-espansiva, non solo il tasso di riferimento è stato azzerato da tempo, ma la Bce ha continuato ad acquistare titoli del debito pubblico.

Con il 2022, tuttavia, le cose cambiano, quella politica monetaria ultra-espansiva certamente ha contribuito a sorreggere l’economia, ma inevitabilmente ha creato inflazione, prima a livello finanziario, quindi anche economico.
A deteriorare ulteriormente la situazione, poi, il 24 di febbraio ha inizio il conflitto.

L’aumento dei prezzi energetici porta il tasso d’inflazione addirittura a doppia cifra, la Bce quindi non può far altro che invertire la propria politica monetaria.

Le Borse vanno in picchiata, ed i minimi vengono toccati alla fine del terzo trimestre.

Il Dax dall’inizio dell’anno perde 4.000 punti, aveva terminato il 2021 a 16.000 punti si ritrova il 30 di settembre del 2022 a 12.000 punti, facili i calcoli, un ribasso quindi del 25%.

Ma, da quel momento, ecco il rimbalzo.

Tutti pensano, sarà un rimbalzo temporaneo. In effetti dopo un ottimo rimbalzo nei mesi di ottobre e novembre le Borse tornano a scendere nell’ultimo mese dell’anno.

Il Dax finisce il 2022 a quota 14.000 punti, un valore intermedio fra il massimo dell’anno (i 16.000 punti iniziali) ed il minimo dell’anno (i 12.000 punti toccati al termine del terzo trimestre).

E siamo arrivati a noi, al 2023.

La situazione geopolitica non solo non si è risolta, ma si è ingarbugliata, la Bce è sempre alle prese con un’inflazione che rimane su livelli intollerabili, quindi sarebbe lecito ritenere che questo 2023, per i mercati finanziari e per la Borsa tedesca in particolare, non sia cominciato sotto una buona stella, tutt’altro! Invece …

Invece inizia l’anno nuovo ed il Dax continua a salire, arrivando a superare i 15.000 punti, eppure Christine Lagarde continua a lanciare messaggi allarmanti, anzi la Presidente della Bce è proprio criticata per questo suo modo di comunicare.

Annuncia che il problema continua ad essere l’inflazione e promette di fare di tutto per contrastarla, traduzione, continuerà ad alzare i tassi.

Eppure cosa succede al Dax? Vola su livelli stratosferici, sui mercati c’è euforia. Come spiegare questo paradosso?

In Germania per caso sanno che il conflitto sta per concludersi? Che verrà immediatamente riparato il Nord Stream Uno? Che verranno tolte immediatamente le sanzioni contro la Russia e Putin tornerà ad essere un valido interlocutore geopolitico?

Ritengo proprio di no!

Il motivo è certamente un altro.

Non può correre in aiuto la Bce alle prese con l’inflazione?

Allora scenderà in campo il Governo!

Ricordiamo che le politiche economiche sono di due tipologie, quelle monetarie e quelle fiscali. Quelle monetarie, in Europa, sono gestite dalla Bce, ma quelle fiscali sono ancora in mano ai Governi dei diversi Paesi.

Ma, mi direte, così la Germania contravviene ai propri principi, è sempre stata la paladina di una politica fiscale improntata al rigore ed alla disciplina.

Eh, sì, certo, per la Germania le regole valgono, ma soltanto per gli altri.

Quindi il mercato ragiona in questi termini, l’economia in Germania va male? Allora il Governo tedesco interverrà direttamente con imponenti aiuti pubblici, ed il Dax, quindi sale, sale, sale.