Il mito più diffuso sulle auto elettriche è stato appena sfatato

Andrea Fabbri

1 Maggio 2026 - 00:19

Uno studio tedesco ha appena sfatato il mito dell’assenza di colonnine di ricarica sufficienti per tutte le auto elettriche attualmente circolanti

Il mito più diffuso sulle auto elettriche è stato appena sfatato

Uno dei pregiudizi principali legati all’acquisto delle auto elettriche è la preoccupazione di non riuscire a trovare colonnine di ricarica disponibili o di dover trascorrere lunghe code alle stazioni.

A sfatare questa falsa credenza è arrivato un recentissimo studio condotto in Germania che ha svelato che, nonostante la rapida crescita del numero di auto a batteria sulle strade, la maggior parte dei punti di ricarica è quasi sempre vuota.

Significa che grazie alla velocità di sviluppo delle infrastrutture, l’offerta sta superando di gran lunga la reale domanda proveniente dal mercato dell’elettrico.

Lo studio tedesco sulle colonnine di ricarica

L’indagine in questione è stata realizzata dalla BDEW, l’Associazione tedesca per la gestione dell’energia e dell’acqua, e ha dato risultati davvero inaspettati.

Le colonnine di ricarica pubbliche in Germania risultano occupate in media soltanto per il 12% del tempo. La spiegazione è molto semplice: il ritmo di espansione della rete supera quello di diffusione delle macchine a batteria.

È una ottima notizia per i prossimi anni. Gli investimenti odierni sulle infrastrutture, sia quelli pubblici che quelli privati, stanno creando una riserva enorme per il futuro e preverranno qualsiasi problema di congestione.

Un discorso valido almeno per la Germania, Paese in cui, a inizio marzo, risultavano attivi 198.384 punti di rifornimento pubblici, cinquantamila dei quali predisposti per la ricarica ultraveloce.

Una crescita, quella della rete tedesca, che non si è limitata ai grandi centri urbani: almeno il 58% dei Comuni del Paese dispone di almeno una stazione di ricarica pubblica.

La situazione italiana

La situazione delle infrastrutture italiane, purtroppo, è molto diversa da quella della Germania, e, nonostante i bonus offerti a chi installa una colonnina, continua a dare argomenti agli scettici sul passaggio all’elettrico.

I dati forniti da Motus-E, la principale associazione italiana impegnata nella transizione alla mobilità elettrica, parlano di poco più di 50.000 punti di ricarica pubblici distribuiti nel Paese a inizio 2026.

Una crescita notevole rispetto agli ultimi anni (tra il 2023 e il 2025 le colonnine sono quasi raddoppiate) ma ancora troppo inferiore alla media europea in rapporto a superficie e popolazione, con problematiche di approvvigionamento concentrate soprattutto al Sud e nelle zone rurali.

In Europa la rete sta crescendo

Le buone notizie arrivano dall’Europa con il Vecchio Continente che si sta avvicinando rapidamente alla Cina nel rapporto tra colonnine e popolazione, attualmente pari a 2 ogni 1.000 abitanti. Il divario, però, rimane quando si parla di concentrazione urbana con il Paese del Dragone che può vantare 27 colonnine per km² contro le 5,3 dei Paesi UE.

Soltanto in un parametro l’Europa supera la Cina: quello delle stazioni di ricarica lungo le autostrade. Nel Vecchio Continente sono 15,5 ogni 50 km mentre nel Paese di riferimento mondiale per la mobilità elettrica si fermano a 9,2.

La maggiore differenza tra le due realtà, infine, è quella della frammentazione del mercato. In Europa ci sono 3.000 operatori attivi mentre in Cina sono appena 57. Un segnale di indubbia vivacità a livello competitivo, ma anche di una notevole differenziazione nei modelli di business.

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