Uno studio tedesco ha appena sfatato il mito dell’assenza di colonnine di ricarica sufficienti per tutte le auto elettriche attualmente circolanti
Uno dei pregiudizi principali legati all’acquisto delle auto elettriche è la preoccupazione di non riuscire a trovare colonnine di ricarica disponibili o di dover trascorrere lunghe code alle stazioni.
A sfatare questa falsa credenza è arrivato un recentissimo studio condotto in Germania che ha svelato che, nonostante la rapida crescita del numero di auto a batteria sulle strade, la maggior parte dei punti di ricarica è quasi sempre vuota.
Significa che grazie alla velocità di sviluppo delle infrastrutture, l’offerta sta superando di gran lunga la reale domanda proveniente dal mercato dell’elettrico.
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Lo studio tedesco sulle colonnine di ricarica
L’indagine in questione è stata realizzata dalla BDEW, l’Associazione tedesca per la gestione dell’energia e dell’acqua, e ha dato risultati davvero inaspettati.
Le colonnine di ricarica pubbliche in Germania risultano occupate in media soltanto per il 12% del tempo. La spiegazione è molto semplice: il ritmo di espansione della rete supera quello di diffusione delle macchine a batteria.
È una ottima notizia per i prossimi anni. Gli investimenti odierni sulle infrastrutture, sia quelli pubblici che quelli privati, stanno creando una riserva enorme per il futuro e preverranno qualsiasi problema di congestione.
Un discorso valido almeno per la Germania, Paese in cui, a inizio marzo, risultavano attivi 198.384 punti di rifornimento pubblici, cinquantamila dei quali predisposti per la ricarica ultraveloce.
Una crescita, quella della rete tedesca, che non si è limitata ai grandi centri urbani: almeno il 58% dei Comuni del Paese dispone di almeno una stazione di ricarica pubblica.
La situazione italiana
La situazione delle infrastrutture italiane, purtroppo, è molto diversa da quella della Germania, e, nonostante i bonus offerti a chi installa una colonnina, continua a dare argomenti agli scettici sul passaggio all’elettrico.
I dati forniti da Motus-E, la principale associazione italiana impegnata nella transizione alla mobilità elettrica, parlano di poco più di 50.000 punti di ricarica pubblici distribuiti nel Paese a inizio 2026.
Una crescita notevole rispetto agli ultimi anni (tra il 2023 e il 2025 le colonnine sono quasi raddoppiate) ma ancora troppo inferiore alla media europea in rapporto a superficie e popolazione, con problematiche di approvvigionamento concentrate soprattutto al Sud e nelle zone rurali.
In Europa la rete sta crescendo
Le buone notizie arrivano dall’Europa con il Vecchio Continente che si sta avvicinando rapidamente alla Cina nel rapporto tra colonnine e popolazione, attualmente pari a 2 ogni 1.000 abitanti. Il divario, però, rimane quando si parla di concentrazione urbana con il Paese del Dragone che può vantare 27 colonnine per km² contro le 5,3 dei Paesi UE.
Soltanto in un parametro l’Europa supera la Cina: quello delle stazioni di ricarica lungo le autostrade. Nel Vecchio Continente sono 15,5 ogni 50 km mentre nel Paese di riferimento mondiale per la mobilità elettrica si fermano a 9,2.
La maggiore differenza tra le due realtà, infine, è quella della frammentazione del mercato. In Europa ci sono 3.000 operatori attivi mentre in Cina sono appena 57. Un segnale di indubbia vivacità a livello competitivo, ma anche di una notevole differenziazione nei modelli di business.
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