Era sull’orlo del default. Ora trascina la crescita economica dell’Europa.
È il caso della Grecia, risorta dalle sue ceneri. Il percorso non semplice il suo - ci sono voluti la Troika e tre piani di salvataggio - ma quello che sta accadendo oggi all’economia ellenica vale la pena di essere approfondito. Che chissà se un giorno lo stesso destino (e lo stesso lieto fine) non tocchino anche all’Italia.
Partiamo dalla fine.
La Grecia prevede di rimborsare in anticipo i prestiti ricevuti nell’ambito dell’ultimo piano di salvataggio per un totale di 8 miliardi di euro, una mossa che il primo ministro Kyriakos Mitsotakis non manca di osannare, sottolineando i progressi di Atene nell’emersione dalla crisi del debito.
L’importo del rimborso anticipato è quello di tre anni di rate e sarebbe la terza volta che la Grecia riesce a pagare anticipatamente quanto dovuto alla luce del programma di salvataggio nel 2010.
Una cosa è certa: la mossa - a copertura delle ammortizzazioni previste per il triennio 2026-2028 - è un tonante segnale di fiducia per i mercati finanziari, fiduciosi nella continua ripresa economica del Paese. Anche se il governo ha abbassato il suo obiettivo di crescita per il 2024 al 2,5% (dalla stima precedente del 2,9%), il Paese sta performando molto meglio rispetto alle previsioni di crescita nell’UE, in media. Nel 2024 il PIL sta crescendo del 2,8%, contro la decrescita tedesca, giusto per fare un esempio.
“C’è un vero interesse per gli asset greci”, ha spiegato il primo ministro. “Il mercato sembra credere ai nostri obiettivi a lungo termine e anche che questo governo è stabile e destinato a rimanere nel lungo termine”.
Sotto la guida di Mitsotakis, rieletto l’anno scorso, la Grecia è tornata ad avere un rating di investment-grade, ma c’è ancora molto lavoro da fare. Il debito, come percentuale del prodotto interno lordo, rimane uno dei più alti in Europa, anche se è previsto in discesa al 152,7% del PIL nel 2024. Nel 2024 il rapporto debito/PIL della Grecia era del 207%.
Nel 2023 il debito netto è diminuito anche in termini nominali, non solo come percentuale sul PIL, e “penso che probabilmente calerà di nuovo quest’anno”, ha aggiunto Mitsotakis.
Una parte dei fondi da utilizzare per il rimborso anticipato sarà prelevata dalla riserva di liquidità del Paese, accumulata durante la crisi del debito come rete di sicurezza. Ora che l’era nera dei salvataggi è finita, Atene ha di nuovo accesso ai mercati del debito. E Mitsotakis prevede di utilizzare 5 miliardi di euro dei fondi raccolti sul mercato per saldare in anticipo i debiti del Paese.
Il segreto della Grecia? La privatizzazione
Il governo Mitsotakis sta approfittando del periodo positivo per portare avanti le iniziative di privatizzazione. Da ottobre, lo Stato ha liquidato tutte le sue partecipazioni in tre grandi banche e ora si sta preparando a vendere tutta o parte della sua quota residua nella National Bank of Greece SA, che oggi è ancora del 18%.
A febbraio di quest’anno, il governo ha concluso la sua IPO più grande degli ultimi decenni, con la quotazione in Borsa di una quota di minoranza di Athens International Airport SA.
A dicembre, la Grecia e Latsis Group hanno venduto una quota congiunta dell’11% in Helleniq Energy Holdings SA per 235,3 milioni di euro.
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Approfittando della ripresa del turismo dopo la pandemia di Covid-19, la Grecia ha fato il via a un processo di privatizzazione del Porto di Lavrio a marzo. Vicino all’aeroporto di Atene e alle famose isole Cicladi, il porto ben si adatta a uno sviluppo turistico e alla creazione di un terminal per navi da crociera e yacht. Già otto gruppi hanno mostrato interesse per acquistare una quota di maggioranza nell’autorità portuale a maggio.
Per quanto riguarda la più grande utility pubblica della Grecia, la Public Power Corp., invece, il premier ha chiarito che il governo manterrà la sua quota del 34%.