Il mercato USA rischia davvero il collasso?

Redazione Finance

14/06/2024

Mentre il prezzo degli indici azionari USA continua a salire, alcuni indicatori preoccupano gli analisti. Assisteremo a una nuova contrazione? Oppure continueremo a vedere nuovi massimi?

Il mercato azionario degli Stati Uniti ha attraversato due anni di forte recupero rispetto alla preoccupante e pronunciata contrazione registrata nel 2022. Le recenti performance dell’S&P 500 e del Nasdaq, sebbene stiano regalando ampi margini di profitto agli investitori nel mercato, stanno sollevando dubbi e timori riguardo a un possibile collasso, data l’iperestensione tecnica raggiunta in questo momento. Diversi indicatori tecnici e fondamentali suggeriscono che potremmo essere di fronte a una correzione imminente. Quali indicatori seguire per cercare di interpretare il mercato azionario statunitense? Come interpretarli?

Gli USA crescono principalmente grazie alla tecnologia

Il Nasdaq ha mostrato una notevole crescita negli ultimi anni, trainata principalmente dall’andamento delle azioni delle grandi aziende tecnologiche come Apple, Microsoft, Amazon, Google, senza dimenticare l’incredibile crescita registrata dal prezzo delle azioni NVIDIA. Si sta assistendo a un vero e proprio processo di concentrazione della capitalizzazione di mercato su pochi titoli, incentivata anche dall’aumento degli afflussi di capitale verso gli ETF, strumenti di investimento passivi che spesso tendono a seguire le performance di indici ponderati proprio per la capitalizzazione di mercato, amplificando quindi questo circolo.

È anche vero che le iper-performance del settore tech possono (in parte) essere giustificate proprio dall’aumento del margine di profitto registrato dalle aziende attive nel settore dell’AI. Il settore tecnologico continua a mostrare segni di forza. Un esempio è NVIDIA, i cui utili hanno superato le aspettative, dimostrando che la domanda per i suoi prodotti rimane robusta.

Come è cambiato il mercato con la supremazia dei titoli tech?

Nonostante lo spread fra l’S&P 500 e l’S&P 500 Equal Weight si stia ridimensionando rispetto ai massimi, siamo ancora in una situazione anomala. La capitalizzazione di mercato continua a concentrarsi su un numero ristretto di titoli tecnologici. Questo fenomeno è preoccupante perché indica una dipendenza eccessiva del mercato da poche aziende, il che potrebbe amplificare le fluttuazioni in caso di correzione.

Allo stesso modo, Il rapporto fra titoli value e growth sta raggiungendo minimi preoccupanti, con una buona parte di questa differenza dovuta alla spinta dei titoli tecnologici. Questa disparità indica una concentrazione eccessiva di investimenti nei titoli growth, lasciando i titoli value sottovalutati e aumentando il rischio di una correzione se la fiducia negli stock tecnologici dovesse diminuire.

In sostanza, preoccupa l’estrema concentrazione dei capitali su alcuni grandi titoli tecnologici, che rende il mercato redditizio, ma anche estremamente vulnerabile di fronte a scosse improvvise.

Nasdaq: cosa preoccupa dal punto di vista tecnico?

Dal punto di vista tecnico, l’indice di forza relativa (RSI) a 14 giorni del Nasdaq 100 è salito a 77 punti, ben al di sopra della soglia di ipercomprato. Un’evidenza che assume ancora maggiore rilevanza se vista su un timeframe settimanale. Storicamente, un RSI così elevato su un grafico ad ampio respiro (settimanale) ha spesso anticipato una correzione del mercato.

Un altro indicatore preoccupante è la media dei prezzi dei titoli dell’S&P 500, che si sta allontanando dalla propria media mobile a 200 e 50 giorni, avvicinandosi pericolosamente ai massimi storici. Questo comportamento è generalmente osservato alla fine di un ciclo di mercato, suggerendo che potremmo essere vicini a una fase di correzione.

Il sentiment di mercato, misurato dal Fear & Greed Index del CNN, si trova in territorio di paura, il che è strano dato che il mercato continua ogni giorno a raggiungere nuovi massimi. Questo potrebbe dimostrare come le grandi performance del mercato si stiano sempre più concentrando su pochi titoli, che grazie al mega trend dell’intelligenza artificiale, continuano a trascinare i listini sopra i propri massimi, nonostante il sentiment degli operatori sia sostanzialmente negativo.

Infine, il VIX, l’indice della volatilità, rimane in territorio neutro, segnalando un’assenza di ostilità piuttosto che un avvicinamento. Tuttavia, questa calma apparente potrebbe essere ingannevole, mascherando i rischi sottostanti che potrebbero emergere improvvisamente in caso di eventi imprevisti o cambiamenti nelle condizioni economiche. Se stringiamo il timeframe, si nota un primo apprezzamento dell’indice di volatilità, accompagnato da un aumento del numero di opzioni può acquistate dagli investitori nelle ultime settimane.

Infine, si sta verificando una carenza di domanda nel mercato obbligazionario High Yield, che storicamente ha spesso mostrato un andamento direttamente correlato con i prezzi delle azioni dell’S&P 500. Attualmente, mentre i corsi restano laterali, il mercato azionario continua a salire, evidenziando anche in questo caso un’anomalia. Questa situazione può essere ricondotta al fatto che il mercato rimane positivo su pochi grandi titoli, mentre è complessivamente diffidente nei confronti del mercato nel suo insieme.

Perché le borse non considerano il rischio geopolitico?

Le tensioni geopolitiche attuali rappresentano un rischio significativo per il mercato. La guerra in Ucraina, le complicazioni in Israele e la situazione commerciale con la Cina sono tutte fonti di incertezza che potrebbero influenzare negativamente i mercati finanziari. Nonostante ciò, il mercato sembra escludere o sottovalutare questi rischi, con gli investitori che mantengono un atteggiamento ottimistico.

Allo stesso modo, le prossime elezioni negli Stati Uniti potrebbero influenzare la politica monetaria della Federal Reserve. Recentemente, Jerome Powell ha scelto di rimandare la decisione di un abbassamento dei tassi di interesse, promettendo solo un calo nel 2024. Questa decisione potrebbe essere vista come una mossa strategica in vista delle elezioni, mantenendo le borse in sospeso con promesse di riduzioni future. Tuttavia, l’economia e l’inflazione non giustificano attualmente un abbassamento dei tassi, il che solleva dubbi sulla sostenibilità di questa politica.