Dalla dipendenza russa a quella americana: l’Europa ha solo cambiato padrone (e ora è anche peggio).
Il mercato mondiale del gas naturale si sta muovendo su due binari divergenti.
Da un lato Europa e Asia affrontano una fase di tensione crescente sui prezzi e sulla disponibilità di GNL, da quando il blocco dello Stretto di Hormuz impedisce al gas del Qatar di arrivare sui mercati. Dall’altro gli Stati Uniti restano in una condizione di abbondanza tale da comprimere i prezzi nazionali. Il risultato è un paradosso sempre più evidente: il gas c’è, ma non dove serve.
La guerra in Medio Oriente ha colpito direttamente una delle principali arterie del commercio globale di GNL, riducendo l’offerta e facendo esplodere i prezzi nei mercati importatori. In Europa e in Asia la competizione per i carichi disponibili si è intensificata, con quotazioni che hanno registrato aumenti molto significativi, anche se non ai livelli del 2022. Il blocco logistico è il vero fattore di tensione, perché impedisce al gas di fluire dove la domanda è più forte. [...]
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