Il futuro dell’economia mondiale in 5 grafici

Claudia Cervi

10 Agosto 2023 - 15:55

Cosa sta succedendo all’economia? Dopo una stagione degli utili sorprendente arrivano i downgrade di Moody’s a rompere l’equilibrio. Ecco cosa pensano gli analisti in 5 grafici.

Il futuro dell’economia mondiale in 5 grafici

Il futuro dell’economia mondiale è in questi 5 grafici. Dopo i record dell’ultima stagione di trimestrali, ora Moody’s cala la scure sulle banche americane mettendo in discussione le aspettative di crescita. E torna lo spettro della recessione (non solo negli States).

Big picture dell’economia

Il balzo in avanti dell’economia statunitense nei primi sette mesi del 2023 ha lasciato gli investitori a bocca aperta, trainando al rialzo l’economia mondiale. Dopo un annus horribilis nel 2022, il peggiore dal tracollo finanziario del 2008, il mercato azionario ha rimesso le ali, regalando un rimbalzo che ha catturato l’attenzione di tutti.

La morsa dell’inflazione, a sorpresa, si è allentata più velocemente del previsto, aggiungendo una nota positiva. I prezzi delle abitazioni hanno tenuto saldo, un risultato che potrebbe sorprendere dato che i tassi ipotecari hanno talvolta sfiorato o superato persino il 7% negli Stati Uniti. I consumatori continuano a spendere una parte dei risparmi accumulati durante la pandemia, conferendo un ulteriore slancio all’economia.

Tuttavia, nel bel mezzo di questi successi, si cela un’ombra di incertezza. Un senso di inquietudine sottostante ribolle sotto la superficie apparentemente calma di quest’anno, lasciando intravedere che il vento potrebbe cambiare.

Si scrutano i mercati creditizi con la massima attenzione, alla ricerca di eventuali scricchiolii. Gli esperti sono in agguato, osservando con interesse i segnali profetici tra i principali indicatori economici. L’eco dei rialzi dei tassi aggressivi, promossi dalla Federal Reserve, viene attentamente valutato. Inoltre, si cominciano a intravedere segnali appena accennati di un rallentamento della spesa dei consumatori.

Insomma, il 2023 ha già dimostrato di essere un anno in cui le sorprese, i cambiamenti e le sfide si mescolano di continuo.

Sarà crescita o recessione? La risposta sta nelle sfumature dei segnali che si profilano all’orizzonte. Ecco cosa pensano alcuni analisti e quali dati osservano.

Le previsioni degli analisti più ottimisti

L’economia USA ha un tasso di crescita ineguagliabile

Secondo Joseph Quinlan, chief market strategist di Private Bank e Merrill, Bank of America, la borsa americana è il luogo ideale per ottenere profitti dagli investimenti azionari. L’eccezionale performance degli Stati Uniti rispetto ad altre parti del mondo deriva dalla loro economia di grandi dimensioni, altamente competitiva e dinamica. Questa potenza economica si riflette nella capacità produttiva senza precedenti: l’America si distingue in settori come l’aerospaziale, l’agricoltura, l’intelligenza artificiale, l’intrattenimento, l’istruzione, l’energia, la finanza, le scienze della vita e la tecnologia. Gli Stati Uniti emergono come una superpotenza economica, leader globale in svariati ambiti e continuerà a crescere nel lungo periodo.

Produttività degli Stati Uniti Produttività degli Stati Uniti Fonte Merrill BofA

L’economia reale cresce

A confermare la tesi rialzista è Callie Cox, analista degli investimenti presso eToro, che evidenzia l’impatto significativo di un fenomeno apparentemente semplice ma potente. Attualmente, i salari stanno superando l’aumento dei prezzi, invertendo una tendenza durata un anno e mezzo in cui l’inflazione ha superato i redditi. Questa inversione ha causato un notevole cambiamento psicologico sia nei consumatori che negli investitori. Il miglioramento delle buste paga, specialmente per le fasce a basso e medio reddito, si traduce in budget mensili più solidi per le spese quotidiane, stimolando la fiducia dei consumatori. Questa situazione, insolita prima delle recessioni, potrebbe segnalare un’ascesa della fiducia e il segno che la guarigione economica sta iniziando a radicarsi, portando benefici a livello sia individuale che di mercato.

Crescita delle buste paga Crescita delle buste paga Fonte eToro e Dipartimento del lavoro

Le previsioni degli analisti più scettici

L’economia ha già superato la crisi

Chris Harvey, capo della strategia azionaria presso Wells Fargo Securities, sottolinea l’importanza di due fattori macroeconomici fondamentali nel monitorare l’economia statunitense. Primo, lo spread tra i titoli del Tesoro USA a 2 anni (UST) e il tasso Fed Funds (FF), che ha storica rilevanza nel preannunciare rallentamenti. L’inversione di questo spread in passato ha segnalato una politica monetaria troppo restrittiva rispetto alle condizioni economiche, prefigurando possibili recessioni (come nel 2000 e nel 2007-2008).

Secondo, lo spread creditizio investment grade (IG), che riflette le preoccupazioni degli investitori riguardo alle prospettive aziendali. La crisi della Silicon Valley Bank, ha allargato questi spread, minacciando un rallentamento economico, ma recentemente gli spread creditizi IG si sono ridotti, mostrando segnali di stabilità.

Hard landing slowdown Hard landing slowdown Fonte Wells Fargo

Alcuni settori sono già in recessione

Liz Ann Sonders, chief investment strategist presso Charles Schwab & Co., sottolinea che il crollo dell’Indice Economico Principale è tipico delle recessioni passate. Il concetto di «recessioni continue» è evidente in settori come l’edilizia, le abitazioni e la produzione, insieme a segmenti dell’economia legati ai beni di consumo, molti dei quali hanno già attraversato o stanno ancora vivendo le loro recessioni. Sebbene la resilienza nei servizi abbia finora sostenuto il mercato del lavoro, emergono crepe che richiedono attenzione, sia nei servizi che nell’occupazione.

Leading economic index Leading economic index Fonte Charles Schwab Yahoo Finance

Segnali di crisi in arrivo

Dopo il recente crollo della Silicon Valley Bank e della Signature Bank, che ha scosso il settore bancario statunitense e scatenato una corsa ai depositi presso banche regionali, il panorama finanziario americano è ancora sotto pressione. L’inasprimento delle condizioni monetarie da parte della Federal Reserve ha riacceso le tensioni nel comparto bancario. Moody’s ha reagito tagliando i rating creditizi di diverse banche di piccole e medie dimensioni, e ha persino sollevato l’ipotesi di possibili declassamenti per alcune delle principali istituzioni di credito del paese. Questo scenario fa luce sul crescente ruolo delle banche ombra, che costituiscono una parte significativa dell’attività finanziaria globale, ma presentano rischi regolamentari e sistemici.

Crescita delle shadow bank Crescita delle shadow bank Fonte Financial Stability Board

Linda Yueh, esperta economista presso la London Business School e l’Università di Oxford, sottolinea la complessità e i potenziali rischi delle istituzioni finanziarie non bancarie (NBFI). Nell’ultimo anno questo settore è cresciuto dell’8,9% nel 2021, superando la sua media quinquennale del 6,6%, raggiungendo $239,3 trilioni a livello mondiale. Tuttavia, la mancanza di regolamentazione simile alle grandi banche solleva preoccupazioni, poiché l’FSB (l’organismo globale responsabile del monitoraggio della stabilità finanziaria) ha sottolineato il rischio di una crisi finanziaria derivante da eccessivo debito nel sistema bancario ombra. Recentemente, il settore ha sperimentato crolli di start-up e l’instabilità in diverse aree finanziarie, portando a un accumulo di rischi sistemici.