Il fattore che frena davvero la crescita delle auto cinesi in Italia è questo

Antonio Zennaro

2 Aprile 2025 - 16:08

Le auto cinesi conquistano il mercato italiano con prezzi competitivi e tecnologia avanzata, ma c’è un fattore che mette a rischio la fiducia dei consumatori e la crescita del settore.

Il fattore che frena davvero la crescita delle auto cinesi in Italia è questo

Le auto cinesi si stanno affermando con decisione nel mercato italiano, grazie a un’offerta che coniuga prezzi competitivi e tecnologie all’avanguardia.

Ad aprile 2025, con una quota di mercato che raggiunge ormai il 5% (circa 80.000 immatricolazioni su 1,6 milioni di veicoli venduti nel 2024, secondo i dati UNRAE), marchi come MG, BYD e DR si trovano ad affrontare una sfida determinante per il consolidamento della loro presenza sul territorio italiano.

Il 2024 ha visto MG immatricolare 39.951 vetture in Italia, con un incremento del 32% rispetto all’anno precedente, mentre BYD ha registrato un balzo impressionante passando da 215 a 2.771 unità.

Dietro questi risultati positivi si cela però una problematica rilevante: secondo un’indagine condotta da Altroconsumo nel 2024, il 65% dei reclami relativi alle auto cinesi riguarda proprio i ritardi nella fornitura dei ricambi, con attese medie superiori ai 3 mesi.

Casi emblematici non mancano: un proprietario di DR4 ha dovuto attendere otto mesi, da febbraio a ottobre 2023, per la sostituzione di una semplice ventola dell’abitacolo. Situazioni analoghe continuano a verificarsi nel 2025.

L’analisi quantitativa evidenzia la portata del fenomeno: considerando che il 2% delle 80.000 auto cinesi vendute nel 2024 (1.600 veicoli) necessiti di un ricambio essenziale nell’arco di un anno, e che il 65% di questi casi (1.040) subisca ritardi superiori ai 90 giorni, il risultato è un migliaio di automobilisti immobilizzati per periodi prolungati. Il confronto con i marchi europei è impietoso: per Fiat o Volkswagen, i tempi medi di consegna dei ricambi oscillano tra 5 e 15 giorni, grazie a reti logistiche consolidate e capillari.

Le ragioni di questi ritardi sono molteplici e di natura strutturale:

- La dipendenza dalla produzione cinese rappresenta il primo collo di bottiglia, anche per modelli assemblati in Italia come quelli di DR ed EVO. La spedizione via mare richiede dai 30 ai 45 giorni, cui si aggiungono i tempi di sdoganamento che possono estendersi fino a due settimane.
- La rete di assistenza risulta ancora insufficiente: a ottobre 2024, MG può contare su 120 officine autorizzate in Italia, BYD su appena 9, e DR su circa 50, secondo i dati di SicurAUTO.it. Il divario con marchi storici come Fiat, che dispone di oltre 1.000 centri di assistenza, risulta quindi sostanziale.
- L’infrastruttura logistica non è dimensionata adeguatamente rispetto alla crescente domanda. I magazzini italiani dei costruttori cinesi operano con capacità ridotte, causando ritardi che possono estendersi fino a quattro mesi o più.

I disagi si traducono in costi tangibili per i proprietari. Un veicolo fermo per 3-6 mesi comporta spese aggiuntive per soluzioni alternative di mobilità, stimabili tra 500 e 1.000 euro per automobilista, senza considerare l’aspetto psicologico della frustrazione.

Non sorprende che nel 2024 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato abbia sanzionato DR Automobiles con una multa di 6 milioni di euro per pubblicità ingannevole, proprio perché i consumatori venivano indotti a credere in una filiera «italiana», ritrovandosi invece a dipendere da forniture provenienti dalla Cina.

Si intravedono segnali positivi: MG ha programmato l’espansione della propria rete a 125 officine entro la fine del 2025, mentre BYD sta sviluppando partnership locali per potenziare la propria presenza sul territorio. A livello istituzionale, il governo italiano ha avviato negoziati con produttori cinesi come Dongfeng per favorire l’apertura di stabilimenti nel Paese, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle importazioni.

Tuttavia, nel breve termine, la situazione rimane problematica e richiede interventi strutturali.

Per chi considera l’acquisto di un’auto cinese, alcuni accorgimenti possono rivelarsi determinanti:

- Verificare preventivamente la presenza e la capillarità della rete di assistenza nella propria area geografica
- Richiedere al concessionario garanzie specifiche sui tempi di consegna dei ricambi
- Valutare formule contrattuali come il noleggio, che spesso includono servizi di manutenzione integrati