È impossibile spiegare di cosa si occupi la cinese Tencent utilizzando poche parole. Per comodità, possiamo dire che stiamo parlando di uno dei più grandi conglomerati tech al mondo, che fornisce servizi di comunicazione, cloud computing, intelligenza artificiale, multimedialità, pagamenti, e-commerce ed intrattenimento.
I suoi tentacoli sono ovunque e hanno abbracciato qualsiasi settore capace di produrre ricchezza o incarnare una qualche importanza strategica. Attraverso la divisione di venture capital, Tencent ha acquisito, nel corso degli anni, significative partecipazioni in oltre 600 aziende globali e startup, e detiene quote rilevanti di società come Tesla, Snapchat e Spotify. È, inoltre, la prima società del pianeta in termini di fatturato realizzato dalle proprie controllate nell’industria dei videogame.
Anche se la maggior parte delle persone in Occidente associa il nome del colosso cinese a Wechat - una sorta di Whatsapp in salsa cinese, solo molto più completo e funzionale – è bene iniziare ad avvicinare la suddetta azienda all’ambito videoludico. Già, perché Tencent ha appena acquisito una partecipazione di controllo in un affermato studio di videogiochi cinese, in una mossa che si adatta perfettamente alla strategia di diversificazione delle entrate del gruppo.
Nello specifico, assumendo il controllo di Wangyuan Shengtang, uno sviluppatore ed editore di videogiochi con sede a Pechino, noto per aver dato i natali alla serie Swords of Legends, Tencent otterrà l’accesso al franchise premium e diversificherà il suo immenso flusso di entrate.
La diversificazione di Tencent
Partiamo dal presupposto che nel 2022 Tencent ha fatto registrare un fatturato di 82.30 miliardi di dollari e un utile netto di 27.97 miliardi di dollari, con oltre 100mila dipendenti all’attivo. Le dimensioni di questo soggetto sono dunque mastodontiche, così come gli interessi che è in grado di generare e smuovere.
In ogni caso, come ha sottolineato il South China Morning Post, Tencent, attraverso il veicolo di investimento Guangxi Tencent Venture Capital, ha messo le mani sul 100% di Dongtai Yunpeng Culture Co, che a sua volta possiede il 43% di Wangyuan. Separatamente, lo stesso veicolo di investimento ha anche aumentato la propria partecipazione in Wangyuan dal 23% al 31%. Unendo tutto questo alla quota del 20% che Tencent detiene attraverso Linzhi Tencent Technology Co - che per prima ha sostenuto lo studio alla fine del 2020 – il colosso cinese con sede a Shenzhen ora possiede più del 94% di Wangyuan.
Detto altrimenti, il gruppo acquisirà proprietà intellettuale, forza di sviluppo, nonché canali di marketing e distribuzione che arricchiranno il suo fiorente impero di videogiochi. A quanto pare Meng Xianming, 58 anni, fondatore di Wangyuan nel 2009, manterrà il suo ruolo di amministratore delegato anche sotto Tencent, che dal canto suo avrebbe promesso di dare libero sfogo ai team di sviluppo dell’azienda appena acquisita.
La scommessa dei videogiochi
Tencent ha aumentato la propria partecipazione in Wangyuan perché è uno dei migliori sviluppatori cinesi di videogiochi, con punti di forza nell’estetica, nel gusto e nella narrazione dei titoli proposti. Il suo modello di business, ovvero la vendita anticipata di giochi, è inoltre diverso da quello attuato dalla stessa Tencent sui giochi online e mobili, che vengono scaricati gratuitamente ma monetizzati grazie agli acquisti in-game.
Fino a luglio 2021, Wangyuan aveva venduto 6 milioni di copie del franchise di Swords of Legends, che fonde la mitologia cinese con elementi di arti marziali, e che è uno dei giochi di ruolo più conosciuti in Cina. Separatamente, Tencent e Wangyuan detengono una partnership in Ash Echoes, un nuovo titolo sviluppato da un’unità Wangyuan e co-pubblicato da entrambe le aziende per i mercati nazionali ed esteri.
Il co-fondatore, presidente e amministratore delegato di Tencent, Pony Ma Huateng, ha recentemente dichiarato che la strategia delle attività di videogiochi dell’azienda consisteva nel continuare ad espandersi all’estero, in una mossa descritta come “la possibilità migliore per trasformare l’azienda in un business internazionale”.
Alla fine del 2022, il gruppo aveva in effetti reimpostato la sua strategia di acquisizioni per concentrarsi sull’acquisto di quote di maggioranza in società straniere di videogame, nel tentativo di compensare il rallentamento della crescita in Cina. Puntare sui videogame, dunque, è la chiave per internazionalizzare il business di un’azienda ancora poco conosciuta oltre la Muraglia. Lo scorso dicembre, intanto, Tencent ha presentato Last Sentinel, un gioco considerato l’incursione più ambiziosa del colosso dei giochi mobili nel mercato delle console.
leggi anche
Il grande gioco dell’energia tra Russia e Cina