Durante la fiera tecnologica Computex, il CEO di Nvidia Jensen Huang ha indicato in Marvell la prossima azienda da mille miliardi e il titolo è volato del 32%. Ecco di cosa si occupa l’azienda.
A Jensen Huang è bastata una frase per accendere Wall Street. Salito sul palco del Computex di Taipei accanto a Matt Murphy, numero uno di Marvell Technology, il CEO di Nvidia ha presentato il produttore di chip con poche parole: “Signore e signori, la prossima azienda da mille miliardi.”
Gli investitori hanno reagito immediatamente: martedì 2 giugno il titolo è balzato di oltre il 32%, toccando il massimo storico di circa 245 euro per azione e spingendo la capitalizzazione del gruppo vicino ai 219 miliardi di euro. Più che una previsione accompagnata da dati e grafici, quella di Huang è sembrata una vera e propria investitura pubblica pronunciata davanti alla platea della più importante fiera tecnologica asiatica. Per Marvell, azienda ancora poco nota al grande pubblico al di fuori dell’industria dei semiconduttori, quelle parole hanno rafforzato le aspettative degli investitori sulla possibilità di entrare un giorno nel ristretto club delle imprese da mille miliardi di dollari.
leggi anche
Il CEO di Nvidia rimprovera i dirigenti aziendali. “Non è l’AI la causa dei licenziamenti”
Perché la connettività è il nuovo fronte dell’intelligenza artificiale
Il ragionamento del capo di Nvidia poggia su un’idea precisa: “Quando prendi un problema di calcolo, lo scomponi in molte parti e le distribuisci nell’intero data center, la connettività diventa decisiva”, ha spiegato. La fase successiva della corsa tecnologica, in sostanza, si gioca sulla velocità con cui i server si scambiano informazioni, dopo che la potenza di calcolo grezza ha fatto da protagonista negli ultimi anni.
Marvell si colloca esattamente in questo snodo, perché progetta chip ottici di rete e acceleratori su misura per l’intelligenza artificiale, noti come XPU. I semiconduttori per i centri dati pesano ormai per circa il 76% del suo fatturato, con clienti del calibro di Microsoft e Amazon, e all’inizio dell’anno la stessa Nvidia ha rafforzato l’alleanza con un investimento da 1,72 miliardi di euro.
Dai controller per hard disk alla spina dorsale dell’AI
La parabola dell’azienda parte da molto lontano. Fondata nel 1995 a Santa Clara, Marvell ha iniziato fabbricando chip per la gestione degli hard disk, per poi diventare un fornitore chiave di soluzioni a semiconduttore per il cloud. Nel 2007 firmò pure il modulo Wi-Fi del primo iPhone.
La svolta è arrivata con una serie di acquisizioni mirate: nel 2018 era entrata in casa Cavium, dedicata ai processori per i centri dati, mentre nel 2019 toccò ad Avera, portando in dote i progetti ASIC personalizzati. A spostare davvero gli equilibri è stata però l’operazione del 2021 su Inphi, pagata circa 8,6 miliardi di euro (10 miliardi di dollari): un nome pionieristico nei processori ottici di segnale digitale, che ha spalancato a Marvell la porta del mercato delle interconnessioni ottiche ad alta velocità, oggi cruciale nell’era dell’AI.
Conti solidi e obiettivi ambiziosi
Sul fronte dei numeri, il gruppo viaggia con un buon slancio. Nel primo trimestre del 2026 ha registrato ricavi per 2,08 miliardi di euro (2,42 miliardi di dollari), in crescita del 28% su base annua, con un utile per azione di 0,69 euro (0,80 dollari), appena sopra le attese degli analisti, ferme a 0,68 euro. “Stiamo registrando ordini eccezionali legati all’intelligenza artificiale,” ha commentato Matt Murphy. Le stime aziendali indicano che il solo business dei chip su misura potrebbe superare gli 8,6 miliardi di euro (10 miliardi di dollari) entro l’esercizio 2029.
Nonostante l’entusiasmo, la distanza dal traguardo resta ampia, perché la capitalizzazione attuale è ancora molte volte inferiore alla soglia dei mille miliardi di dollari di valore di mercato. Per avere un termine di paragone, Nvidia è oggi la società più preziosa al mondo, con una valutazione attorno ai 4.730 miliardi di euro (5,5 trilioni di dollari). E proprio il mese scorso Samsung si è aggiunta al club delle imprese da mille miliardi, dove figurano già Apple, Alphabet, Microsoft e Amazon, trainate dalla fame insaziabile di chip. Per Marvell la promozione resta una scommessa sul futuro, affidata alla previsione di Huang e alla tenuta del boom dell’AI.
© RIPRODUZIONE RISERVATA