Il più lungo dei Btp, il 2,15% 2072, è un benchmark tutto tondo. Sia per chi segue l’andamento specifico delle scadenze più o meno cinquantennali sia come riferimento dei sentiment del mercato.
Il titolo è risalito ieri nell’area dei 64 Eur, livello grafico interessante. Per tre motivi:
1) a 64,5 Eur si colloca una resistenza tecnica significativa, che se superata ridarebbe fiato al Btp Matusalemme;
2) è un ritorno a livelli di inizio 2023, quindi a un contesto del tutto diverso, ovvero al termine della lunga discesa iniziata nel 2021, sebbene in seguito siano stati toccati minimi inferiori;
3) tutto questo avviene con buoni scambi, dimostrati dal fatto che il 2072 è riapparso anche alla testa della classifica dei Btp più trattati su Borsa Italiana.
Non è il momento di cantare vittoria ma…
La conferma di un trend realmente positivo si manifesterebbe solo con il definitivo sorpasso dei 64,5 Eur e con una progressiva salita verso i 66/68 Eur. Lì si paleserebbe un’effettiva nuova tendenza rialzista, dovuta logicamente al taglio dei tassi in area Bce. Volendo utilizzare dei riferimenti più precisi – calcolati in base a parametri matematici – i livelli da seguire sono quelli dei 65,6 e poi dei 67,4 Eur.
Yield del Btp 2072 al 3,8%
Un altro modo di analizzare il titolo è ovviamente quello di seguirne il rendimento nel corso del tempo. Attestato attualmente sul 3,8%, ha rotto al ribasso il livello del 4% a inizio settembre, dopo aver sfiorato il 5% a ottobre 2023. Non si è ancora in realtà determinato un netto movimento ribassista, a conferma delle incertezze degli ultimi mesi di un titolo la cui “duration” (sensibilità ai tassi) si attesta sui 25, valore molto elevato e che ne giustifica la scelta da parte di chi punta a variazioni consistenti di prezzo in presenza di decisi tagli dei tassi da parte della Bce.
Con il Btp 2072 non si va certo a scadenza
Il riferimento del rendimento è in questo caso poco significativo, visto che chi si colloca si un titolo così lungo non pensa certamente di andare a rimborso finale. Meglio puntare su un obiettivo temporale indicativo a due anni, con un potenziale yield del 3%, che equivale a un prezzo sui 76/78 Eur, area nella quale probabilmente si determinerà una rilevante volatilità, almeno in base a quanto fa intuire il suo grafico.
Chiaramente c’è chi spera in un rimbalzo ben più consistente. Capita spesso che ci si senta chiedere: “quando vedrò il 2072 a 100?”. Tale ipotesi al momento appare poco probabile e diventerebbe realistica solo al superamento del livello degli 80 Eur. Per ora meglio accontentarsi di supposizioni meno eclatanti. Il 2072, che è stato emesso nel 2021, si è caratterizzato di fatto per due epoche, una iniziale ribassista e poi una prolungatamente laterale. Ha quindi meno livelli tecnici di riferimento rispetto per esempio al Btp 2067, quotato nel 2016.
Le parole della Lagarde
Attenzione tuttavia agli annunci oggi del numero uno della Bce dopo l’annuncio della decisione sui tassi. Il 2072 potrebbe risentire negativamente di eventuali incertezze in merito alle scelte future di Eurotower e tornare sotto i 64. C’è quindi da prevedere una fase di volatilità attorno alle 14,30-15,30, le cui evoluzioni anticiperanno i possibili movimenti per i prossimi due mesi.
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