Lo stipendio, il reddito e la biografia di Ignazio La Russa, presidente del Senato del governo Meloni e uno dei volti più noti della politica italiana da mezzo secolo
Trent’anni ininterrotti in Parlamento, la seconda carica dello Stato, una jeep regalata da Berlusconi e ora una causa civile contro La7. Ignazio La Russa non è il tipo che passa inosservato. L’ultima puntata della sua vita pubblica lo vede pronto a portare in tribunale l’emittente televisiva dopo che, durante Di Martedì, un ospite aveva accusato lui e suo fratello di aver distribuito bombe ai ragazzi negli anni ’70: “Farò causa non a questo signore che non so neanche chi è, ma alla televisione”, ha detto senza mezzi termini.
Nel frattempo, a tenerlo sotto i riflettori ci pensa anche il toto-Quirinale: il suo nome gira con insistenza tra i corridoi del potere, ma lui stoppa tutto sul nascere. “Non lo voglio fare e non lo potrei fare mai”. Parola del presidente del Senato.
Ma quanto guadagna, nel frattempo? Scopriamo stipendio e dichiarazioni dei redditi ufficiali di La Russa.
La biografia di Ignazio La Russa
- Nome: Ignazio Benito Maria La Russa
- Data di nascita: 18 luglio 1947
- Luogo: Paternò (Ct)
- Famiglia: sposato, ha tre figli; suo padre è stato segretario politico del Partito Nazionale Fascista di Paternò; il fratello Romano è un ex europarlamentare e ricopre attualmente l’incarico di assessore regionale in Lombardia
- Istruzione: laurea in Giurisprudenza
- Lavoro: avvocato
- Partito: Fratelli d’Italia, in precedenza Alleanza Nazionale e Msi
- Ruolo: presidente del Senato; in passato ministro della Difesa
- Curiosità: tifoso dell’Inter e azionista del club, nonché presidente dell’Inter Club Parlamento; ha partecipato come doppiatore a una puntata dei Simpson
Classe 1947, siracusano di Paternò, laureato in Giurisprudenza e avvocato di professione: Ignazio La Russa è il decano dei parlamentari di Fratelli d’Italia e uno dei volti più longevi - e divisivi - della politica italiana. La sua storia nella destra comincia da giovanissimo nel Movimento Sociale Italiano, dove nel 1971 diventa responsabile del Fronte della Gioventù. Da lì in poi è una carriera senza soste: ministro della Difesa, presidente di Alleanza Nazionale, cofondatore e presidente di Fratelli d’Italia, vicepresidente del Senato nella scorsa legislatura.
Il 13 ottobre 2022, al primo scrutinio, viene eletto seconda carica dello Stato con 116 voti, più di quanti ne avesse l’intera coalizione di centrodestra, con Forza Italia quasi del tutto astenuta e i voti mancanti arrivati dall’opposizione, sospetti compresi, in direzione Italia Viva.
Fuori dall’Aula, La Russa è noto per la sua fede interista: è azionista dell’Inter e presidente dell’Inter Club Parlamento.
Lo stipendio di Ignazio La Russa come presidente del Senato
Sette legislature da deputato, dal 1992 al 2018, poi il passaggio al Senato: Ignazio La Russa siede a Palazzo Madama dal 2018 e da ottobre 2022 ne è il presidente. Una carriera parlamentare da manuale, con uno stipendio di conseguenza.
Come senatore, La Russa percepisce un’indennità mensile lorda di 10.385 euro, che al netto scende a circa 5.000 euro. A questa si sommano una diaria di 3.500 euro - decurtata proporzionalmente per ogni giorno di assenza - un rimborso spese di mandato di 4.180 euro (metà forfettario, metà da giustificare) e 1.650 euro mensili tra rimborso telefonico e spese accessorie di viaggio. Totale per un senatore ordinario: circa 14.330 euro al mese. Ma La Russa non è un senatore ordinario.
Al suo compenso si aggiunge l’indennità d’ufficio da presidente del Senato, poco più di 4.200 euro mensili, che porta il totale a circa 16.000 euro netti al mese, pari a quasi 197.000 euro lordi l’anno.
Tutto ampiamente sotto il tetto dei 240.000 euro lordi annui fissato per i dipendenti pubblici dalla manovra Monti del 2011 e blindato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 124/2017.
Patrimonio e dichiarazioni dei redditi di Ignazio La Russa
Ogni anno il Senato pubblica le dichiarazioni dei redditi dei suoi membri, e quelle di La Russa raccontano una storia fatta di cifre a sei zeri, auto cedute, immobili comprati e venduti e qualche quota societaria che cambia di mano. Il reddito complessivo lordo negli ultimi anni ha seguito un percorso ondivago, con un picco nel 2022 che spicca sul resto:
- Reddito complessivo lordo 2017: 308.075 euro
- Reddito complessivo lordo 2018: 400.061 euro
- Reddito complessivo lordo 2019: 373.577 euro
- Reddito complessivo lordo 2020: 356.945 euro
- Reddito complessivo lordo 2021: 381.317 euro
- Reddito complessivo lordo 2022: 456.231 euro
- Reddito complessivo lordo 2023: 360.986 euro
- Reddito complessivo lordo 2024: 359.965 euro
Il 2022 è l’anno del record: 456.231 euro lordi, con un’imposta netta di 176.308 euro. Un salto rispetto agli anni precedenti che riflette componenti reddituali extra rispetto alla sola indennità parlamentare.
Dal 2023 in poi, invece, il reddito si è stabilizzato su valori più bassi e ravvicinati: 360.986 euro lordi nel 2023 (imposta netta: 135.963 euro) e 359.965 euro lordi nel 2024, con imposta lorda di 132.490 euro e imposta netta di 124.058 euro.
Sul fronte del patrimonio, ogni dichiarazione porta con sé qualche novità. Nel 2023 La Russa ha comunicato la vendita della UAZ - la jeep italo-russa immatricolata nel 2010 che Silvio Berlusconi gli aveva regalato. Nel 2024 ha invece riscattato dal leasing la BMW del 2020 e ceduto l’1% delle quote di Interiblea SAS. L’ultima dichiarazione, depositata nel dicembre 2025 e relativa all’anno d’imposta 2024, registra due movimenti immobiliari: la vendita, il 12 giugno 2025, dell’appartamento ad Alagna Valsesia tenuto a disposizione, e l’acquisto, il 29 luglio 2025, di un appartamento a Zoagli con due posti auto scoperti, anch’esso tenuto a disposizione.
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