Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale sta creando nuovi posti di lavoro anche in settori tradizionalmente lontani dal mondo tecnologico.
Il futuro si chiama intelligenza artificiale. Ormai questa tecnologia è entrata con forza nelle nostre vite e, nel corso dei prossimi anni, sarà sempre più protagonista, tanto che è ormai impossibile tornare indietro. L’intelligenza artificiale viene già applicata in numerosi ambiti professionali, dal settore informatico a quello medico, passando per l’industria, la ricerca e i servizi.
Ma attorno allo sviluppo dell’IA esiste un acceso dibattito, soprattutto legato al timore della perdita di posti di lavoro. Il motivo è semplice: se un tempo per svolgere determinate mansioni era necessaria una persona, oggi molte di queste attività possono essere automatizzate, riducendo il bisogno di manodopera umana in alcuni settori.
Tuttavia, se da un lato questa preoccupazione può avere un fondamento, dall’altro va considerato che l’intelligenza artificiale sta creando, e continuerà a creare, numerose nuove opportunità professionali. Più che di una distruzione di posti di lavoro, si tratta quindi di uno spostamento delle competenze: le persone dovranno adattarsi e orientarsi verso settori che, in futuro, richiederanno sempre più lavoratori specializzati.
C’è poi un altro aspetto, forse meno evidente ma particolarmente interessante. La crescita dell’intelligenza artificiale non genererà occupazione solo nel settore tecnologico, ma anche in ambiti storicamente lontani dal digitale, come quello edilizio. Operai edili, idraulici, elettricisti e tecnici specializzati saranno sempre più richiesti per supportare lo sviluppo delle infrastrutture necessarie al funzionamento dell’AI.
In arrivo nuovi posti di lavoro grazie all’AI
Per espandere ulteriormente l’intelligenza artificiale, infatti, serviranno nuove infrastrutture fisiche: data center, reti elettriche, sistemi di raffreddamento e strutture industriali. La realizzazione di questi impianti richiederà ingenti investimenti e porterà alla creazione di migliaia di posti di lavoro ben retribuiti nei settori edile e tecnico. A sottolinearlo è stato anche Jensen Huang, CEO di Nvidia, intervenuto al World Economic Forum di Davos.
«Si tratta della più grande infrastruttura mai costruita nella storia dell’umanità. Avremo bisogno di idraulici, elettricisti, operai edili e siderurgici, tecnici di rete e personale per installare e assemblare le apparecchiature», ha affermato Huang.
Il CEO di Nvidia ha inoltre evidenziato come gli stipendi in questi ambiti siano già in forte crescita, con alcune posizioni che hanno quasi raddoppiato le retribuzioni annuali. «Tutti dovrebbero essere in grado di guadagnarsi da vivere bene. Non serve un dottorato in informatica per farlo», ha aggiunto.
Huang ha spiegato che il settore dell’intelligenza artificiale si sviluppa secondo una struttura a cinque livelli: alla base c’è l’energia, seguita dai chip, dai servizi cloud, dai modelli di intelligenza artificiale e infine dalle applicazioni che generano valore economico. Per realizzare ciascuno di questi livelli saranno necessari investimenti di migliaia di miliardi di dollari in nuove infrastrutture, che dovranno essere progettate e costruite da professionisti del settore.
Nel futuro prossimo, dunque, potrebbe verificarsi una forte domanda di muratori, idraulici, elettricisti, tecnici di rete e addetti all’installazione e all’assemblaggio di apparecchiature. Professioni che, proprio grazie all’espansione dell’intelligenza artificiale, potrebbero diventare sempre più richieste e meglio retribuite rispetto a oggi.
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