Un comparto che ha fatto piangere molti…ma ora fa sorridere chi ha avuto pazienza.
Dopo l’impennata dei tassi e la stretta creditizia che hanno colpito duramente il settore immobiliare tra il 2022 e il 2023, in pochi avrebbero scommesso su una ripresa così rapida. Eppure il 2025 ha mostrato una realtà inaspettata: non solo il comparto ha recuperato, ma alcuni titoli hanno segnato performance mostruose, superiori al 200% su base annua.
Due in particolare meritano attenzione.
Fincantieri e Impianti S.p.A..
Xtrackers FTSE Developed Europe Real Estate UCITS
Grafico a candele settimanali del Xtrackers FTSE Developed Europe Real Estate UCITS. Fonte: baha.com
Fincantieri: molto più che cantieri navali
Fincantieri è conosciuta per essere uno dei principali costruttori navali al mondo, ma da qualche anno ha progressivamente diversificato il proprio modello di business, entrando anche nel comparto delle infrastrutture immobiliari ad alta ingegneria, con focus su residenze sostenibili integrate e strutture turistiche galleggianti.
Nel 2025, il mercato ha finalmente iniziato a prezzare questa evoluzione, complice una pipeline commerciale in forte crescita e nuovi accordi pubblico-privato in ambito urbanistico e costiero.
Tecnicamente, la sua equity story ha beneficiato di una riduzione del rapporto debt/equity, reso possibile anche grazie al ciclo di taglio dei tassi della BCE. La performance superiore al 200% da inizio anno è stata innescata da un re-rating strutturale, con P/E forward passato da 6x a oltre 15x nel giro di sei mesi.
Impianti S.p.A.: il ritorno della project economy
Il secondo nome che sta facendo parlare gli analisti è Impianti S.p.A., società specializzata nella progettazione e realizzazione di impianti integrati per grandi complessi residenziali, direzionali e turistici.
Spesso sottovalutata, Impianti è emersa come uno dei principali player nel revamping energetico di interi quartieri urbani, con focus su fotovoltaico, domotica e climatizzazione passiva.
La sua crescita nel 2025 è stata esponenziale: +240% YTD, sospinta da:
- un crescente utilizzo dei fondi PNRR 2.0,
- la firma di contratti pluriennali con municipalità italiane ed europee,
- e da una domanda crescente di efficientamento immobiliare, diventato un vero asset strategico per gli investitori istituzionali.
Il vento della BCE spinge il comparto
Il settore immobiliare e infrastrutturale europeo sta beneficiando di un elemento chiave: il cambio di passo della politica monetaria. Mentre la Federal Reserve americana rimane ancora prudente, la Banca Centrale Europea è nel bel mezzo di un ciclo di allentamento monetario.
La forward guidance della BCE suggerisce una fase di credito espansivo, e questo sta riattivando i canali di finanziamento immobiliare per operatori e costruttori, specie in mercati periferici come quello italiano, dove la leva è fondamentale.
L’effetto leva non è solo finanziario: è anche psicologico e settoriale. Quando il costo del capitale scende, il multiplo a cui vengono valutati i flussi futuri si espande, e in un settore ad alta capital intensity come l’immobiliare, ciò può tradursi in explosive upside per le azioni.
E adesso? Il futuro appartiene a chi guarda oltre il mattone
Per molti, l’immobiliare è ancora legato all’immagine della “casa in affitto” o del mutuo trentennale. Ma chi sa leggere i trend in atto, sa che alcune realtà sono ben presenti anche in borsa. Certo, resta un settore altamente ciclico quindi diventa anche qui opportuno ricordare che un inversione delle aspettative economiche genererebbe una contrazione anche ampia quanto i guadagni del 2025.