Dai successi degli anni ’80 agli album più recenti, i Red Hot Chili Peppers hanno attraversato oltre 40 anni di musica. E adesso quella musica è stata “venduta”
Uno dei gruppi rock più iconici degli ultimi 40 anni di musica ha appena venduto il proprio catalogo musicale per una cifra monstre di circa 300 milioni di dollari. Stiamo parlando dei Red Hot Chili Peppers, autori di successi mondiali come Californication, By The Way e Otherside solo per citarne alcuni, che hanno deciso di privarsi dei diritti della propria musica in cambio di un lauto assegno.
Ma perché questa scelta? Diciamo che negli ultimi anni la vendita del catalogo artistico non è stata un tabu, anzi. Già nel passato recente artisti come Bruce Springsteen e mega gruppi come Pink Floyd hanno preferito i “pochi, maledetti e subito” (soldi) a un guadagno sul lungo termine. Ma dietro ai RHCP si potrebbe celare anche dell’altro.
Catalogo musicale dei Red Hot Chili Peppers: ecco di cosa stiamo parlando
Quando si parla di “catalogo musicale” si fa riferimento all’insieme delle registrazioni, dei master originali e dei diritti economici legati alle canzoni di un artista. Nel caso dei Red Hot Chili Peppers, l’accordo firmato con Warner Music Group riguarda l’intero repertorio registrato dalla band: ben 13 album in studio, da Blood Sugar Sex Magik del 1991 fino ai più recenti Unlimited Love e Return Of The Dream Canteen, entrambi pubblicati nel 2022.
In pratica, Warner controllerà i futuri ricavi derivanti da streaming, passaggi radiofonici, vendite fisiche e digitali, sincronizzazioni pubblicitarie e utilizzo dei brani in film, serie TV e videogiochi. Un patrimonio musicale enorme, considerando che il gruppo californiano ha venduto oltre 120 milioni di dischi nel mondo ed è considerato una delle band rock più influenti della storia contemporanea.
Fondati a Los Angeles nel 1982 da Anthony Kiedis, Flea, John Frusciante e Chad Smith, i RHCP hanno attraversato quattro decenni reinventando il rock tra funk, punk, alternative e pop. Nel loro palmarès figurano 6 Grammy Awards, decine di MTV Awards, l’ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2012 e una stella sulla Hollywood Walk of Fame dal 2022. Non solo: detengono anche il record di singoli al numero uno nella classifica Alternative Airplay di Billboard, un dato che spiega perfettamente perché il loro catalogo sia considerato uno dei più redditizi e prestigiosi dell’intera industria musicale.
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300 milioni di incasso per la vendita vs diritti annuali: cosa comporta questa scelta?
L’operazione conclusa dai Red Hot Chili Peppers con Warner Music Group supera i 300 milioni di dollari (oltre 255 milioni di euro al cambio) e rappresenta una delle acquisizioni musicali più importanti degli ultimi anni. L’accordo riguarda i cosiddetti master recording, cioè le registrazioni ufficiali delle canzoni: da questo momento sarà Warner a incassare i proventi generati dal catalogo della band attraverso Spotify, Apple Music, YouTube, radio, vendite di album e licenze commerciali.
Secondo le stime circolate negli ambienti dell’industria musicale, il repertorio dei RHCP genera circa 26 milioni di dollari all’anno. Una cifra enorme, ma che richiederebbe comunque circa 12 anni molti anni per raggiungere il valore complessivo dell’accordo firmato oggi. Quindi, la strategia economica della band è quella di monetizzare immediatamente un patrimonio artistico enorme, evitando i rischi futuri legati all’andamento dello streaming, ai cambiamenti del mercato discografico o alle oscillazioni dei ricavi pubblicitari.
E va detto che per i RHCP non è la prima volta. Già nel 2021 i Red Hot Chili Peppers avevano ceduto i diritti di pubblicazione delle loro canzoni a Hipgnosis - oggi Recognition Music Group - per una cifra stimata attorno ai 140 milioni di dollari. Quella vendita riguardava la struttura compositiva dei brani, quindi testi, melodie e utilizzi per cover, remix o sample. L’accordo con Warner, invece, riguarda le registrazioni originali.
Negli ultimi anni il mercato dei cataloghi musicali è diventato una vera corsa miliardaria. Bruce Springsteen ha ceduto l’intera sua libreria musicale per circa 500 milioni di dollari, Bob Dylan ha chiuso un accordo da circa 300 milioni, mentre artisti come Neil Young, Stevie Nicks, Justin Bieber, Queen e KISS hanno seguito la stessa strada. Al contrario, superstar come Taylor Swift stanno tentando il percorso opposto, riacquistando il controllo dei propri master. Chi avrà ragione economicamente? Ai posteri l’ardua sentenza.
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