I prezzi delle case in Italia sono uguali a dieci anni fa

Alberto De Pasquale

23/02/2024

Nell’Unione Europea sono invece cresciuti in media di oltre il 50% rispetto al 2013, soprattutto in Ungheria, dove sono più che triplicati.

I prezzi delle case in Italia sono uguali a dieci anni fa

Oggi per comprare casa in Italia si spendono cifre molto simili a quelle che si sarebbero potute pagare nel 2013.

Nonostante l’inflazione e un mercato immobiliare europeo che ultimamente ha raggiunto valori, in alcuni casi, fuori controllo. Certo, bisogna considerare grosse differenze tra regioni, capoluoghi e piccoli centri e, all’interno delle stesse città, tra pieno centro e periferia.

Secondo Scenari Immobiliari per un appartamento nel cuore di Milano, che ha visto una crescita sostenuta dei valori delle abitazioni negli ultimi anni, si spendono anche oltre 10 mila euro al metro quadro, mentre in Calabria una casa può costare venti volte di meno. Eppure, considerando l’insieme delle compravendite immobiliari, nel nostro Paese i prezzi sono mediamente rimasti fermi a dieci anni fa.

Come segnala Eurostat, nel terzo trimestre 2023 i valori degli edifici residenziali in Italia sono stati simili a quelli del terzo trimestre del 2013 (in crescita appena dello 0,2% in più). Al confronto con lo stesso periodo del 2010 risultano perfino in calo dell’8,4%. In altre parole, il valore delle abitazioni italiane è stabile o addirittura in diminuzione rispetto a dieci o 15 anni fa, anche se nel resto d’Europa la situazione, come vedremo, è ben diversa.

Dopo un ottimo momento vissuto soprattutto nel primo e nel secondo trimestre del 2021, il mercato immobiliare italiano ha rallentato. In primis a causa della mancata indicizzazione dei redditi, ossia il loro mancato adeguamento all’inflazione, ma anche delle crescenti difficoltà di accesso al credito, dovute all’aumento del costo del denaro. Una situazione che oggi si traduce in un mercato “fermo”, ma che offre prezzi sostanzialmente agli stessi livelli di dieci anni fa. Situazioni differenti si incontrano invece in quasi tutti gli altri paesi dell’Unione Europea, dove in alcuni casi i prezzi delle abitazioni negli ultimi dieci anni sono anche triplicati.

Mediamente nei 27 paesi Ue oggi una casa costa il 53% in più rispetto al 2013: in Francia l’incremento è stato del 28% e in Germania del 60%, anche se i casi che colpiscono di più sono quelli di Estonia (+134%), Lituania (+142%) e soprattutto Ungheria, dove i prezzi sono schizzati del 213% in dieci anni. Per dare un’idea, nella capitale Budapest un appartamento che nel 2013 aveva un valore di 200 mila euro oggi potrebbe essere venduto a oltre 620 mila. Ciò è avvenuto anche grazie all’erogazione di mutui a tassi particolarmente bassi, che hanno spinto molti europei ad acquistare immobili per poi metterli «a reddito» attraverso il mercato degli affitti, facendo andare i prezzi a livelli più alti del dovuto.

Uscendo dai confini europei salta all’occhio il caso eccezionale della Turchia dove, sempre secondo le informazioni statistiche Eurostat, oggi le abitazioni costano oltre il 1.653% in più di dieci anni fa: vale a dire circa 17 volte il valore che avevano nel 2013. In questo caso pesano pure il deprezzamento della lira turca e i livelli eccessivi di inflazione, che negli ultimi mesi è arrivata anche all’80%. Emblematico il caso dell’ex governatrice della Banca centrale turca, che ha raccontato di aver dovuto rinunciare all’idea di trovare un alloggio a Istanbul, nonostante gli alti compensi e il prestigio della carica.

Nonostante il contesto di deciso aumento a livello europeo, il mancato lievitare dei prezzi delle abitazioni in Italia deriva dalla situazione generale del Paese. Tra bassa crescita di economia e retribuzioni, precarietà lavorativa che in molti casi preclude l’accesso ai mutui e crisi demografica, comune a livello continentale, ma particolarmente avvertita in Italia.