I mutui italiani sono tra i più convenienti d’Europa. La classifica dei tassi medi europei

Laura Pellegrini

9 Giugno 2026 - 13:59

Con un tasso medio del 3,38%, l’Italia si colloca al quinto posto in Europa per mutui più convenienti. Prima di noi ci sono Spagna e Francia. Ecco la classifica.

I mutui italiani sono tra i più convenienti d’Europa. La classifica dei tassi medi europei

Mentre in Italia gli affitti sono cresciti cinque volte più degli stipendi dal 2019 al 2025, il nostro Paese si classifica ai primi posti in Europa per i mutui. Nel quarto trimestre 2025, infatti, il tasso medio sui mutui in Italia era pari al 3,38%, il quinto miglior risultato del Vecchio Continente.

Attualmente il mercato dei mutui in Italia è tra i più convenienti in Europa e solo la Spagna offre condizioni migliori. A conferma di ciò, nel 2025 in Italia sono stati erogati 404.530 mutui per l’acquisto di immobili, un numero che denota una forte ripresa del settore. Il capitale complessivo finanziato ha raggiunto circa 55,6 miliardi di euro, con un importo medio per finanziamento che si è aggirato attorno ai 153.379 euro.

Quali sono i Paesi europei che offrono le migliori condizioni sui mutui e cosa conviene scegliere tra tasso fisso e tasso variabile? Ecco la classifica e le ultime novità.

Mutui, l’Italia è tra i Paesi più convenienti: la classifica

Secondo i dati della European Mortgage Federation, nel quarto trimestre del 2025 il tasso medio applicato ai mutui in Italia si è attestato al 3,38%, uno dei valori più bassi tra i principali Paesi europei. Il nostro Paese occupa infatti il quinto posto in Europa per convenienza, superando la Germania e il Regno Unito. Il tasso medio applicato ai mutui risulta comunque superiore rispetto alla rilevazione dell’ultimo trimestre, quando il tasso medio era pari al 3,28%.

In attesa di un nuovo possibile aumento dei tassi di interesse da parte della BCE, la classifica dei Paesi con i mutui più convenienti è la seguente:

  • Spagna, con un tasso medio del 2,63%;
  • Francia, con un tasso medio del 3,09%;
  • Danimarca, con il 3,14%;
  • Belgio, con il 3,33%:
  • Italia, con il 3,38%,;
  • Grecia, con il 3,55%;
  • Paesi Bassi, con il 3,60%;
  • Germania, con il 3,71%.

Ancora più elevati risultano i tassi del Regno Unito, dove il valore medio raggiunge il 4,18%, mentre in Repubblica Ceca arriva al 4,54%. Seguono la Norvegia (5,09%), la Romania (5,82%) e l’Ungheria (6,46%).

Mutui, meglio il tasso fisso o quello variabile?

Una delle scelte più importanti nel momento in cui si richiede un mutuo riguarda il tasso: è più conveniente scegliere il fisso o il variabile?

Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, i mutui a tasso variabile beneficiano della discesa dei tassi della BCE, con un indice Euribor a 3 mesi stabile intorno al 2,31% e un TAN variabile medio oscillante tra il 2,2% e il 2,7%. Di contro, i mutui a tasso fisso, agganciati all’indice Eurirs a 20 anni che si attesta al 3,24%, registrano una media dei TAN d’offerta concentrata tra il 2,6% e il 3% (con punte d’eccellenza al 2,59% per prodotti specifici o green).

Di conseguenza, per chi desidera risparmiare nell’immediato e confida in un ulteriore calo del costo del denaro, il tasso variabile rappresenta l’opzione tecnicamente più conveniente per i mutui a breve o media durata. Chi invece predilige la sicurezza a lungo termine può bloccare un tasso fisso che, sebbene sia leggermente superiore ai minimi del variabile, resta storicamente protetto da eventuali future fiammate inflative della Banca Centrale Europea.

Quanti mutui sono stati erogati in Italia nel 2025

Il mercato italiano dei mutui mostra una ripresa con un volume complessivo di erogazioni che nel corso dell’ultimo anno ha raggiunto i 55,6 miliardi di euro, segnando un balzo del +24,9% secondo i dati diffusi dall’Osservatorio Kiron.

I protagonisti assoluti di questo sblocco del credito sono i giovani e gli under 40, che da soli pesano per ben il 56% delle nuove erogazioni complessive. Nello specifico, le richieste provenienti dagli under 36 rappresentano circa il 39% del totale (quota che sale fino al 50% se si isolano i soli mutui prima casa). Questo slancio generazionale è fortemente sostenuto dalle agevolazioni statali regolate dal Fondo di Garanzia Consap, che permette l’accesso a mutui fino al 100% per giovani con ISEE inferiore a 40.000 euro.

Nonostante il grande volume di finanziamenti concessi, l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) evidenzia che la stragrande maggioranza dei richiedenti preferisce muoversi con cautela: l’84,9% delle nuove operazioni stipulate sceglie il tasso fisso per blindare la rata, lasciando al tasso variabile solo una quota residuale del 15%. Inoltre, viene evidenziata una marcata prudenza negli importi erogati, dato che solo il 10% degli acquirenti più giovani decide di superare un capitale di 200.000 euro.