I legami sempre più profondi dell’India con il gas naturale

Federico Giuliani

20/11/2024

La domanda di gas naturale probabilmente raddoppierà entro il 2040 passando dagli attuali 65 ai 113,7 miliardi di metri cubi.

I legami sempre più profondi dell’India con il gas naturale

È impossibile non avere fame di energia se ti chiami India, sei il Paese più popoloso del mondo con oltre 1,4 miliardi di abitanti e, soprattutto, se la tua economia è in continua ascesa. Le stime parlano chiaro: Delhi punta a quadruplicare il suo consumo di gas naturale rispetto ai livelli attuali da qui al 2033, così da soddisfare la domanda interna e consentire ai tassi di crescita del pil di continuare a viaggiare attorno al +7/8% all’anno.

L’aspetto più interessante è che il governo guidato da Narendra Modi sta investendo in una fonte energetica che, soltanto pochi mesi fa, ha quasi messo in ginocchio l’Europa: il gas naturale, appunto. Lo stesso che, in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina, aveva creato non pochi grattacapi all’intera Eurozona, tra prezzi in aumento e volatilità estrema del mercato.

In ogni caso, come ha spiegato l’Agenzia Internazionale per l’Energia, oltre l’80% del fabbisogno energetico indiano è soddisfatto da carbone, petrolio e biomassa solida. Negli ultimi anni sia le importazioni di carbone che quelle di petrolio sono aumentate in maniera vertiginosa, di pari passo con l’incremento della quota di popolazione che ha iniziato ad utilizzare l’elettricità 24 ore su 24 e a possedere un’auto. Scendendo nei dettagli, il petrolio ha rappresentato oltre il 70% delle importazioni di Russia, Iraq e Arabia Saudita, tre Paesi che non hanno forti credenziali democratiche in Occidente. All’Elefante indiano serve insomma un cambio di marcia.

L’India punta sul gas natural

La Cnbc ha fatto notare come il governo Modi abbia promosso con decisione politiche volte a favorire i veicoli alimentati a gas naturale compresso (Cng), un derivato del gas naturale liquefatto (Gnl). Questi veicoli hanno preso piede più rapidamente dei veicoli elettrici. Per quale motivo? Semplice: la buona rete di distribuzione del carburante presente nel Paese e un discreto risparmio nell’utilizzo di mezzi del genere.

Tutto questo ha consentito alle vendite di veicoli a Cng di aumentare del 33%, arrivando alla quota di oltre mezzo milione, con Maruti Suzuki che si è aggiudicata la fetta maggiore del mercato. All’inizio del 2024, Delhi ha anche svelato i piani per far sì che, entro i prossimi cinque-sette anni, un terzo dei camion pesanti del Paese funzioni a Gnl anziché a gasolio, che attualmente costituisce la maggior parte del carburante raffinato.

Oltre al trasporto, l’uso del Gnl è cresciuto grazie alla politica governativa che incoraggia il gas naturale per la cucina domestica. Del resto, secondo l’Institute for Energy Economics and Financial Analysis gli allacciamenti tramite tubature sono cresciuti del 250%, arrivando a 11,9 milioni nei sette anni che si sono conclusi nel novembre 2023. Nel frattempo, il numero di famiglie che potrebbero ricevere gas naturale tramite tubature è di oltre 300 milioni.

La strategia di Delhi

Più funzionale, più economico, più comodo per il contesto indiano. Ecco perché l’India è ben felice di importare Gnl a volontà. La società di consulenza Rystad Energy ha previsto che la domanda di gas naturale probabilmente raddoppierà entro il 2040 - passando dagli attuali 65 ai 113,7 miliardi di metri cubi - e che l’India non sarà in grado di soddisfare la sua domanda interamente tramite fonti nazionali.

Risultato: Delhi dovrà fare affidamento “fortemente” sulle importazioni per soddisfare le sue esigenze. Con l’aumento delle importazioni, questo avvantaggerà le aziende governative, come Petronet, che possiede due terminali di importazione di Gnl nel paese, e il distributore di gas Gail. Le banche d’investimento come Citi e JPMorgan, nonché i broker locali, ritengono invece che un aumento costante della crescita dei volumi di Gnl, senza che il carburante diventi più costoso per i consumatori, andrà a vantaggio di entrambi i titoli. Indraprastha Gas (IGL), Mahanagar Gas (MGL) e Gujarat Gas sono altre società di distribuzione destinate a trarre vantaggio da questa tendenza in crescita.

Lo scorso settembre, ricordiamo che il principe ereditario di Abu Dhabi, Khaled bin Mohamed bin Zayed al Nahyan, ha incontrato Modi in quel di Delhi e firmato con lui diversi documenti di cooperazione, prevalentemente nel settore energetico. Di rilevanza maggiore è l’accordo preliminare siglato dall’emiratina Adnoc con la compagnia statale Indian Oil Corporation (Ioc) per fornire un milione di tonnellate all’anno di gas naturale liquefatto all’India nei prossimi 15 anni.

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