Scegliere il sistema di cottura giusto potrebbe farci risparmiare centinaia di euro ogni anno. Ecco pregi e difetti dei più diffusi
Molte persone continuano a scegliere il piano cottura della propria cucina in base alle abitudini ereditate da nonni e genitori oppure guardando semplicemente al prezzo di vendita. Purtroppo, però, non sempre è una decisione saggia a livello di consumi ed emissioni.
L’efficienza delle singole tecnologie varia più di quanto si creda e la conversione dell’energia effettivamente spesa in denaro è molto diversa tra un sistema e l’altro.
Proviamo a lasciare da parte intuito e abitudini e concentriamoci sui 3 sistemi più utilizzati: gas, induzione e vetroceramica. Ecco le loro caratteristiche, il livello di efficienza energetica e le differenze tra uno e l’altro.
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Cucinare col gas – pro e contro
Le cucine a gas sembrano estremamente “rapide” ed efficienti. La fiamma si accende rapidamente ed è facile controllare la temperatura di cottura. Il problema è che più o meno la metà dell’energia prodotta viene dissipata nell’ambeiente.
L’efficienza di un piano cottura a gas si attesta intorno al 50-60%. Questo significa che per ogni euro di energia che paghiamo, una parte di essa viene convertita in calore che non riscalda ciò che cuciniamo.
Con un prezzo del gas di circa 0.148 euro per kWh, un’ora di cottura con una potenza di 2 kW costa circa 0.296 euro. Sembra economico, ma cucinando tutti i giorni una piastra può costare più di 100-120 euro ogni anno.
Le piastre a induzione garantiscono la massima efficienza di cottura
Le piastre a induzione sfruttano il principio dell’induzione elettromagnetica con cui l’energia viene trasferita direttamente sul fondo della pentola senza bisogno di serpentine e senza dispersioni.
L’efficienza di questo sistema si aggira intorno al 90%. Significa che, sebbene l’elettricità sia più costosa del gas (0.150 euro circa per kWh), grazie alla sua maggiore efficienza, l’induzione permette di risparmiare sul lungo periodo.
In più il piano a induzione si riscalda e si raffredda rapidamente dopo l’utilizzo, riducendo il rischio di ustioni e altri incidenti domestici.
Vetroceramica – il sistema con il maggiore dispendio energetico
Il tradizionale piano cottura in vetroceramica che continua a “resistere” in moltissime case italiane, è, purtroppo, il meno conveniente dei tre. L’efficienza è appena del 30-40%, il riscaldamento è lento e la dispersione di calore è molto elevata.
Un’ora di cottura a 2 kW può costare più di 30 centesimi di euro. Ma dal momento che il calore viene mantenuto più a lungo e che una buona fetta di energia viene consumata anche dopo lo spegnimento, il vetroceramica diventa l’opzione più costosa sul lungo periodo.
Su cosa conviene puntare
Molte persone evitano di acquistare i sempre più efficienti piani cottura a induzione perché più costosi. Come abbiamo visto, però, l’efficienza energetica è incredibilmente maggiore e un investimento su una piastra di questo tipo (ne esistono versioni da poche decine di euro fino a migliaia di euro) può essere ammortizzato in appena 6 mesi – 1 anno.
E i vantaggi non finiscono qui. I piani a induzione tendono a rompersi con minore frequenza, riscaldano meno la cucina e sono estremamente facili da pulire. Se vogliamo puntare su un metodo di cottura economicamente vantaggioso, sicuro, pulito ed ecologico dobbiamo iniziare a valutare la spesa.
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