I Bund sono di nuovo un’opportunità ma attenzione alla volatilità

Lorenzo Raffo

12/11/2024

Il rendimento risale sopra il 2,3% ma con forti variazioni delle quotazioni. I motivi di questa situazione e varie emissioni da valutare.

I Bund sono di nuovo un’opportunità ma attenzione alla volatilità

Non c’è solo il caos politico tedesco a indebolire i Bund.

C’è anche l’incertezza economica, che sta aggravandosi. Vittime di tutto questo sono i titoli di Stato di Berlino, che sembrano perdere parte della loro infallibile credibilità. Addio certezze di un tempo? Il mercato evidenzia in effetti una prevalenza di sedute in “sell” ma di qui a ipotizzare una crisi strutturale del debito germanico ce ne vuole.

Rendimento con barriera al 2,5%

Iniziamo dall’impostazione grafica del decennale, che ha evidenziato una forte volatilità rispetto ai trend passati. In poche settimane è salito dal 2,01% del 1° ottobre al 2,43% del 7 novembre, con un balzo che replica quanto già avvenuto altre volte, per esempio fra fine 2023 e inizio 2024. Con una differenza tuttavia: allora il movimento dipendeva solo da incertezze sulla politica monetaria futura della Bce. Oggi si aggiunge anche una debolezza non ancora strutturale ma che potrebbe puntare in questa direzione.

Salvo che la Banca centrale europea voglia evitare un quadro problematico, tale da impattare anche sugli altri debiti dell’area, tornando a politiche ultra espansive. Un livello comunque da monitorare è quello del 2,5% sempre per il decennale. Utilizzando evoluti parametri matematici, basati sui numeri del passato, i numeri da sorvegliare sono i seguenti: 2,48%, poi 2,5% (in quanto soglia psicologica) e infine 2,56% e 2,67%. Se questo trend si manifestasse in presenza di tiepidi tagli dei tassi della Bce il quadro sarebbe davvero preoccupante ma le probabilità che ciò avvenga appaiono al momento modeste.

Si torna allora a comprare Bund?

È indubbio che un decennale tedesco al 2,3-2,4% costituisce un forte richiamo per chi è obbligazionista, sebbene con una precauzione di cui tener conto. La relativa curva dei rendimenti potrebbe appiattirsi. Segnali in tal senso ci sono e lo dimostra un semestrale al 2,7% contro un trentennale al 2,6%. Ciò favorisce però chi cerca nel Bund protezione: si può infatti andare molto corti per trovarla e per affrontare un 2025 ipotizzato come ricco di incertezze sul fronte dell’economia europea. Un consiglio tuttavia! La volatilità sta salendo – come già segnalato – e si possono quindi ipotizzare storni veloci dovuti a notizie improvvise sia di natura politica sia di origine economica. Meglio quindi – se si va lunghi – mettere ordini al ribasso, scontando la probabilità che non siano eseguiti.

Partiamo dai corti

Visto quanto si è segnalato in merito a una curva che premia ancora le scadenze corte (sebbene meno rispetto a un anno fa) ecco alcuni titoli interessanti volendo esporsi al massimo a due anni.

  • Bund 0,5% Fb25 Eur: Isin DE0001102374.

Piace molto agli istituzionali e lo dimostra un rapporto fra quantità trattate e contratti scambiati che va a favore delle prime. Con un rendimento su base annua al 2,6%, sebbene la scadenza sia molto più corta (15/2/2025), è ormai in area di rimborso, con una quotazione sui 99,4 Eur che evita volatilità.

  • Bund 1% Ag25 Eur: Isin DE0001102382.

È un titolo più per investitori retail, sebbene il rendimento scenda al 2,4%, con una quotazione sui 98,9 Eur. In questo caso si comincia a evidenziare un po’ più di volatilità, seppur limitata, dato l’avvicinarsi alla scadenza.

  • Bund 0,5% Fb26 Eur: Isin IT0005419848.

Volendo allungare la vita residua si ha un rendimento al 2,6%, con una quotazione a 97,5 Eur. La volatilità sale ma resta all’interno di un range contenuto.

  • Bobl 0% Ot26 Eur: Isin DE0001141844.

Nella categoria dei titoli più corti – i Bobl appunto – questo (emesso nel 2021) è il frutto delle politiche ultra espansive della Bce. Quota sui 96 Eur con un rendimento sul 2,1%.

Proseguiamo con i lunghi

Preferendo passare alle scadenze più che decennali due opzioni interessanti sono le seguenti:

  • Bund 4% Ge2037: Isin DE0001135275.

Rivolgendosi a una cedola significativa con una vita residua a 13 anni e in più potenziali effetti positivi di una duration a 9,5 e quindi con margini di crescita della quotazione in presenza di un taglio dei tassi (d’altra parte toccò i 180 Euro come massimi nel gennaio 2020) ecco un’emissione che quota logicamente ben sopra 100, ovvero fra i 115 e i 116 Eur, con rendimento lordo sul 2,5%.

  • Bund 0% Ag2052: Isin DE0001102572.

Questo titolo presenta un quadro opposto al precedente: cedola 0% e quindi quotazione iper competitiva, che ha superato proprio di poco i 50 Eur. Con una duration di 27 assicurerebbe performance eccellenti in termini di rimbalzo della quotazione in presenza di una politica monetaria che diventasse ultra espansiva da parte della Bce. Qui pertanto non si incassa nessuna cedola ma si punta a puri profitti in conto capitale.