Non è troppo tardi per puntare sull’intelligenza artificiale. Anzi, per molti versi siamo ancora all’inizio di una rivoluzione che sta ridisegnando la geografia del potere tecnologico e finanziario. L’AI è già ovunque, eppure, secondo gli esperti, la vera espansione deve ancora arrivare. Gli investimenti si moltiplicano, le aziende accelerano e il taglio dei tassi riapre spazio a nuove scommesse.
Molti investitori temono di essersi persi il treno, convinti che il rally degli ultimi due anni abbia già espresso tutto il suo potenziale. È un errore comprensibile, soprattutto quando i mercati vivono momenti di volatilità o quando il settore rallenta fisiologicamente dopo mesi di entusiasmo. Ma l’AI non si muove a scatti, procede per onde lunghe che richiedono capitale, infrastrutture e innovazione continua. È in queste fasi che le correzioni diventano finestre preziose, quelle che permettono di entrare prima che il trend riparta.
La domanda, quindi, non è se l’intelligenza artificiale continuerà a cambiare l’economia globale, ma quali aziende oggi stanno costruendo i pilastri di questa trasformazione e quali, tra qualche anno, potrebbero premiare chi ha avuto la pazienza di scommettere sul lungo termine.
Vediamo nel dettaglio i 4 titoli azionari AI che meritano più attenzione.
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1) Nvidia
Grafico Nvidia
Fonte Tradingview
Nvidia è diventata il simbolo della nuova corsa all’oro dell’intelligenza artificiale. I suoi chip sono ormai la base su cui si regge l’intero ecosistema AI, dai data center ai modelli linguistici. La domanda resta altissima e gli ordini già acquisiti per i prossimi trimestri offrono una visibilità rara sui ricavi futuri. Jensen Huang lo ha spiegato con una frase che ha fatto il giro dei mercati: tra il 2025 e il 2026 Nvidia ha in portafoglio richieste per 500 miliardi di dollari.
Per un’azienda che negli ultimi quattro anni ha visto il fatturato trimestrale moltiplicarsi, questo significa che il ciclo di crescita dell’AI non ha ancora esaurito la sua spinta. Alcuni investitori, però, temono che il prezzo del titolo abbia corso troppo. Le valutazioni sono elevate e parte del mercato teme un eccesso di concentrazione sulle big tech, un tema che ha alimentato prese di profitto da parte di nomi pesanti come SoftBank o Peter Thiel. Non a caso Nvidia ha registrato un ritracciamento nel 2025 dopo un anno esplosivo.
Nonostante la volatilità, le aspettative restano alte. Nella trimestrale che verrà pubblicata mercoledì, gli analisti prevedono ricavi in forte aumento e guardano soprattutto alle indicazioni sul portafoglio ordini per il 2026, considerate la vera bussola per capire non solo il futuro di Nvidia, ma la direzione dell’intero settore AI.
2) Taiwan Semiconductor (TSMC)
Grafico TSMC
Fonte Tradingview
Taiwan Semiconductor Manufacturing Company è il perno industriale dell’AI. Con una quota globale vicina al 60% nella produzione di chip avanzati e margini lordi intorno al 57%, la società taiwanese continua a essere l’unico player capace di sostenere i volumi richiesti dai colossi del cloud. La capitalizzazione ha superato i 1.400 miliardi di dollari e il titolo ha solo accennato una correzione dai massimi storici.
Il punto nevralgico oggi non è più soltanto la potenza di calcolo. È l’energia. Le infrastrutture AI stanno mettendo sotto pressione reti elettriche progettate per un mondo molto diverso. E i nuovi chip di TSMC riducono il consumo tra il 25 e il 30% a parità di prestazioni, un risultato che permette agli hyperscaler di aumentare la potenza di calcolo senza gravare su reti già al limite. Ecco perché la domanda resta forte e l’azienda continua a mantenere un vantaggio competitivo enorme.
3) Alphabet
Grafico Google
Fonte Tradingview
Alphabet ha ritrovato ritmo grazie ai numeri. Nel terzo trimestre i ricavi sono cresciuti del 16% su base annua, l’utile netto è salito del 33% e Google Cloud ha finalmente registrato margini positivi, segnando un punto di svolta per una divisione che oggi vale quasi 10 miliardi di dollari a trimestre. Con una capitalizzazione oltre i 3.400 miliardi, il gruppo resta uno dei colossi più solidi del mercato tech.
Il motore della ripresa è il cloud. L’esplosione della domanda di potenza di calcolo per l’AI generativa si traduce in contratti più grandi e cicli di utilizzo più lunghi. Questo ha permesso ad Alphabet di espandere i margini e di migliorare la qualità degli utili, un fattore che gli analisti stanno monitorando più del semplice andamento dei ricavi pubblicitari.
Il titolo ha beneficiato di questo recupero, ma il vero banco di prova saranno le prossime trimestrali. Il mercato vuole capire se la traiettoria di Google Cloud potrà mantenersi sopra la soglia del 20% di crescita annuale. È la cifra che, più di ogni altra, indicherà la capacità di Alphabet di restare al centro della rivoluzione AI.
4) Amazon
Grafico Amazon
Fonte Tradingview
Per Amazon la ripresa di slancio è merito di AWS. Nel terzo trimestre la divisione cloud ha registrato una crescita del 20% su base annua, il ritmo più alto da diversi anni. AWS vale oltre 25 miliardi a trimestre e resta la principale fonte di utili del gruppo, con margini operativi che superano il 30%. È questa stabilità a sostenere una capitalizzazione di mercato ormai vicina ai 2.500 miliardi di dollari.
Il resto del business non è da meno. L’e-commerce ha ripreso a crescere con il miglioramento dei consumi americani, mentre la pubblicità ha superato i 12 miliardi a trimestre, diventando una delle attività più redditizie del gruppo. L’AI attraversa tutte queste linee, dalla logistica ottimizzata ai servizi per i venditori, creando un effetto leva che migliora efficienza e redditività.
Il titolo resta volatile dopo un 2024 molto forte, ma il mercato guarda soprattutto al ciclo di crescita di AWS. Se la divisione riuscirà a mantenere un ritmo intorno al 20%, Amazon potrebbe tornare tra i leader su cui puntare per cavalcare il trend AI.
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