L’azienda ha chiuso un round di finanziamento da 1,8 miliardi di dollari e in soli 5 anni è diventata la startup più preziosa in Europa continentale.
Fondata solo nel 2021, Helsing è diventata in appena cinque anni la startup della difesa più preziosa in Europa continentale. Lunedì l’azienda tedesca, con sede a Monaco di Baviera, ha annunciato la chiusura di un round di finanziamento da 1,8 miliardi di dollari, portando la propria valutazione a 18 miliardi. Si tratta del più grande round mai raccolto da una startup europea nel settore della difesa e conferma quanto il continente stia riorganizzando le proprie priorità industriali attorno alla sicurezza.
L’operazione ha visto la partecipazione di dieci investitori, tra nuovi ingressi e soci già presenti nel capitale: Dragoneer Investment Group, Lightspeed Venture Partners, Disruptive, ICONIQ, la divisione Growth Equity di Goldman Sachs Alternatives, JPMorgan Chase, il fondo pensione canadese CPP Investments, General Catalyst, Plural e StepStone.
Secondo quanto dichiarato dall’azienda, la domanda degli investitori ha superato significativamente l’allocazione disponibile. Helsing ha inoltre precisato di restare prevalentemente a proprietà europea nonostante l’ingresso di capitali internazionali. Anche il consiglio di amministrazione rimane invariato.
Secondo l’azienda, il capitale raccolto servirà ad accelerare lo sviluppo di nuove piattaforme basate sull’intelligenza artificiale e la loro integrazione nelle capacità di difesa di un numero crescente di Paesi. Helsing collabora già con alcuni dei principali gruppi della difesa tradizionale. In Germania, Paese d’origine dell’azienda, il governo ha firmato un accordo quadro con Helsing e la concorrente Stark per la fornitura di droni d’attacco e altri sistemi, per un valore potenziale fino a 4,3 miliardi di euro se pienamente esercitato. Non risultano invece accordi con il governo italiano.
Cosa fa Helsing
Ma cosa fa esattamente Helsing? A differenza di molte aziende della difesa, che puntano soprattutto sull’hardware, la società ha costruito il proprio modello di business attorno al software. Sviluppa infatti sistemi di intelligenza artificiale capaci di integrare dati provenienti da droni, radar, satelliti e telecamere in un’unica visione operativa in tempo reale, utilizzabile su piattaforme militari diverse, dai caccia ai veicoli terrestri fino alle navi. Il prodotto di punta è il CA-1 Europa, un jet autonomo lungo 11 metri e con un peso massimo al decollo di 4 tonnellate, progettato per essere prodotto in serie a costi relativamente contenuti. Il volo autonomo del velivolo è gestito dalla piattaforma software Centaur.
Il portafoglio comprende anche l’HX-2 Fathom, un drone più piccolo con un raggio operativo fino a 100 chilometri, progettato per resistere alle interferenze elettroniche e già fornito all’esercito ucraino; il mini-sottomarino autonomo SG-1 Fathom per la sorveglianza subacquea; e il modulo Cirra, che permette agli aerei di analizzare i radar nemici a terra. A giugno 2026 l’azienda ha presentato anche il CA-1 Electronic Attack, una variante pensata per disturbare i sistemi radar avversari e aprire corridoi sicuri ai velivoli che seguono, siano essi droni o caccia pilotati.
Non è un caso che questo round di finanziamento arrivi in un momento di crescita esplosiva per l’intero settore della difesa tecnologica europea, alimentata dalla guerra in Ucraina e dai rapporti sempre più tesi tra Europa e Stati Uniti sul fronte della sicurezza. Anche altre aziende europee, infatti, hanno chiuso importanti round di finanziamento nelle ultime settimane per accelerare la propria crescita. Con questa valutazione, Helsing è diventata la startup più preziosa dell’Europa continentale, seconda soltanto alla fintech britannica Revolut se nel confronto viene incluso anche il Regno Unito.